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Chi sono le "sardine": storia di un movimento e del suo nome

Prima Bologna, poi Modena. E' la breve ma già rumorosa storia delle "sardine", il movimento di protesta anti Salvini che sta cercando di porsi come argine al centrodestra nelle prossime elezioni regionali in programma in Emilia a fine gennaio. "Nessun insulto, nessun simbolo, nessun partito". Parola di Mattia Santoni, 32 anni, laureato in scienze politiche e collaboratore per una rivista legata a Romano Prodi, uno degli ideatori del cosiddetto movimento delle sardine

Da dove nasce il movimento delle sardine

Un'idea, come ha spiegato il giovane al Resto del Carlino, nata nel corso di una notte insonne insieme a tre amici: RobertoMorotti, 31 anni, ingegnere, GiuliaTrappoloni, 30 anni, fisioterapistae Andrea Garreffa, 30 anni, guida turistica.

Santoni non poteva accettare che nella rossa Bologna la Lega di Matteo Salvinifacesse campagna elettorale a sostegno della candidatura di Lucia Borgonzoni alla poltrona di presidente della regione Emilia Romagna in opposizione al presidente uscente, il piddino Stefano Bonaccini.

Da qui l'idea che all'appuntamento leghista per il 14 novembre al Paladozza venisse contrapposta una sorta di manifestazione flash mob di piazza in funzione anti-Lega.

"Volevamo essere almeno uno in più di loro, la mattina dopo ci siamo sentiti e abbiamo organizzato tutto velocemente" ha ricordato ancora Santoni.

Perché "sardine"

Il nome "sardine" nasce dall'idea di stare tutti stretti stretti come sardine in una scatola a dimostrazione che la piazza antileghista è forte e numerosa. Vicini e silenziosi come pesci per abbassare i toni da quella che via Facebook è stata definita "retorica populista".

L'invito - definitivo - recitava: "Nessuna bandiera, nessun partito, nessun insulto. Crea la tua sardina e partecipa alla prima rivoluzione ittica della storia".

Dato che il Paladozza, dove era in programma la manifestazione della Bergonzoni e di Salvini può contenere 5.570 persone ai 4 amici sarebbe bastato metterne insieme 6.000 per superare il rivale.

Il tam tam non poteva che partire da Facebook con la creazione dell'evento "Seimila sardine contro Salvini" dove si invitavano i bolognesi ad accorrere numerosi in piazza spiegando: "Il Paladozza ha una capienza massima di 5.570 persone. Non puoi andare oltre, per problemi di sicurezza e soprattutto di spazio. Ecco allora che vogliamo lanciare un flash-mob: abbiamo misurato che sul crescentone di Piazza Maggiore ci stanno fino a 6.000 persone".

Da Bologna a Modena

E così in 15mila sono arrivati giovedì 14 novembre a Piazza Maggiore armati di sardine di cartone per quella che non avrebbe dovuto essere una manifestazione politica ma un flash mob della società civile.

In realtà in molti ci vedono dietro burattinai della sinistra che, da dietro le quinte, tessono le file di un potenziale movimento nato dal basso.

I 4 ragazzi, inoltre, non si sono fatti trovare impreparati al successo della loro "rivoluzione ittica" e prontamente si sono fatti "ponte" - come detto al Resto del Carlino - per organizzare analoghi eventi altrove.

Dopo Bologna, infatti, è stata la volta di Modena dove gli anti Salvini sono stati 7.000 stretti come sardine in Piazza Grande. Anche in questo caso l'antileghismo era tutto indirizzato a boicottare la candidatura della Borgonzoni alla guida della regione.

Via Facebook digitando "6.000 sardine" compaiono eventi in fieri in mezza Italia: da Firenze a Torino o Rimini. E se il segretario Pd Nicola Zingaretti plaude l'iniziativa indirizzando la paternità del movimentismo ittico sotto l'ala partitica, Matteo Salvini ricorda che tra gli organizzatori c'è anche chi, senza andare troppo sul sottile, in passato gli ha augurato la morte. Alla faccia del clima d'odio e di violenza.


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