Raffaella Carrà: la sua vita da icona potrebbe diventare una serie tv

«Una serie tv su Raffaella Carrà? Ora è il momento del dolore ma sicuramente in un prossimo futuro i produttori italiani cercheranno di raccontare la sua grande storia professionale e umana di Raffaella». Secondo Giancarlo Leone, attuale presidente di Apa (Associazione italiana dei produttori di audiovisivo) nonché storico ex direttore di Rai1, non c'è molto da attendere: la vita da icona di Raffaella Carrà, scomparsa il 5 luglio scorso a 78 anni, dopo una breve malattia che ha vissuto nel riserbo più totale, potrebbe diventare una serie tv destinata a sbancare anche il mercato sudamericano. Alla vigilia dei funerali dell'inarrivabile showgirl, previsti anche in diretta tv venerdì 9 luglio (su Rai1 e Rete4, alle 11.40), ecco dunque il progetto di cui si parla nelle ultime ore.

Raffaella Carrà, la sua vita da icona potrebbe diventare una serie tv

«Raffaella è mia» cantava Tiziano Ferro. Ma va benissimo anche «Raffaella è nostra», perché in fondo il suo talento e il suo carisma appartengono a tutti. E proprio perché era un'artista unica e capace di parlare attraverso le sue canzoni e i suoi show un linguaggio universale, la sua vita da icona potrebbe nell'arco di pochi anni diventare un progetto tv, una serie destinata a conquistare non solo l'Italia ma anche il mercato internazionale. «Ora è il momento del dolore ma sicuramente in un prossimo futuro i produttori italiani cercheranno di raccontare la grande storia professionale e umana di Raffaella: credo che presto ce lo chiederanno anche partner stranieri dalla Spagna e dall'Argentina dove, come è noto, Raffaella è amatissima», ha spiegato Giancarlo Leone, presidente di Apa, margine del summit mondiale dei produttori di audiovisivo in corso a Matera fino a sabato.



Le ipotesi sulla protagonista della serie tv

Secondo Leone è quasi scontato che possa essere la Rai a mettere in piedi il progetto - «la Rai avrà tutta la voglia di raccontare l'epopea di Raffaella perché è stata l'emblema della migliore produzione del servizio pubblico per diversi decenni» -, per altro potendo contare anche su una playlist clamorosa, visto che tantissime delle hit della Carrà sono nate proprio come sigle dei programmi Rai. Più complicato sarà invece il passaggio dei casting per scegliere la protagonista di questa eventuale serie. «La cosa più difficile, in una simile ipotesi, sarà trovare qualcuno in grado di interpretare Raffaella», ha aggiunto Leone all'AdnKronos. Comunque vada, sarà difficilissimo individuare il volto giusto, un'attrice in grado di reggere la scena e gli inevitabili paragoni.



Explota explota, la commedia musicale sulla Carrà

Chi pensa che l'eventuale serie su Raffaella Carrà sia solo un'ipotesi da fanta tv, si sbaglia. «Quando l' ho incontrata, nella sua casa a Roma, mi ha detto di aver rifiutato una proposta di Netflix per una serie biografica», rivelò lo scorso gennaio Nacho Álvarez, regista di Explota explota (Ballo ballo), la commedia musicale italo-spagnola disponibile su Amazon Prime Video, ispirata alla carriera della Carrà e animato da tredici delle sue canzoni iconiche (da Ballo Ballo a Tanti Auguri fino al Tuca Tuca), ricantate dalle interpreti del film. Raffaella diede il suo assenso alla pellicola perché a proporlo era stato un giovane regista, perché era ispirato alle atmosfere di Mamma Mia! e soprattutto perché non era un film sulla sua vita (pur essendo una dichiarazione d'amore nei suoi confronti), visto che lei non amava molto i tributi, preferendo guardare al futuro più che al passato. La Carrà nel film non si vede mai tranne che nella scena finale, nella quale appare con un rapido cameo che di fatto è la sua ultima apparizione pubblica.

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