L'uomo ombra del Papa

Tutto gira, anche nella curia romana. Alfred Xuereb, don Alfred per gli amici, era entrato nella «famiglia pontificia» nel 2007 come secondo segretario di Benedetto XVI. Aveva preso il posto di Mieczyslaw Mokrzycki, detto «don Mietek», poco in sintonia con don Georg Gaenswein, segretario personale di Joseph Ratzinger.

Maltese, perfettamente bilingue (inglese e italiano), don Alfred era piaciuto subito a don Georg: silenzioso, tranquillo, per nulla desideroso di mettersi in mostra. I due si assomigliano solo per l’età (54 anni Xuereb e 56 Gaenswein). Per il resto non potrebbero essere più diversi per formazione e temperamento: studioso di spiritualità don Alfred (si è laureato al Pontificio istituto Teresianum), canonista don Georg; poco sportivo il maltese (solo un po’ di nuoto durante l’università), atletico il tedesco (tennis, sci, trekking); riservato e discreto il primo, affabile e buon conversatore il secondo.

Così, mentre don Georg conquistava, suo malgrado, i sogni proibiti di molte donne e le copertine dei rotocalchi, don Alfred restava un passo indietro. Svegliaalle 6, in servizio fino alle 9, il sacerdote maltese aveva il compito, fra gli altri, di raccogliere e compilare le richieste di preghiere rivolte a Benedetto XVI. Anche dopo la promozione di don Georg a prefetto della casa pontificia don Alfred non ha cercato né spazi né visibilità.

Ma la rinuncia di Ratzinger e l'elezione di Jeorge Mario Bergoglio hanno rimescolato le carte. Il Papa emerito, trasferitosi a Castel Gandolfo, ha voluto ancora Gaenswein al suo fianco. Mentre il nuovo Pontefice, che non aveva neppure un segretario in Argentina, ha tenuto accanto a sé don Alfred. E così la situazione si è rovesciata: il maltese ora è l’uomo ombra del Papa e anche il suo ex superiore, Gaenswein, deve passare da lui per avere accesso al Pontefice.

L’affetto e la simpatia che hanno immediatamente circondato Papa Francesco hanno travolto anche don Alfred che ogni giorno si vede recapitare migliaia di messaggi e di richieste di incontri con il Pontefice. È lui a tenere l’agenda del Papa e a conoscere tutti i suoi spostamenti. Ed è ancora lui ogni sera a stilare l’ambita lista di quanti  sono ammessi a partecipare alla messa celebrata da Bergoglio ogni mattina alle 7 nella cappella della Domus Sanctae Marthae. Mentre Gaenswein fa il pendolare tra Castel Gandolfo e il Palazzo apostolico

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