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Morte di Loris, la madre: “Era in piedi e non respirava”

Morte di Loris, la madre: “Era in piedi e non respirava”

Il drammatico racconto di Veronica Panarello agli inquirenti. Oggi l’udienza per il rinvio a giudizio

Morte di Loris, la madre: “Era in piedi e non respirava”
Ansa/Polizia di Stato

In un fermo immagine tratto da un video della Polizia, Veronica Panarello durante il sopralluogo del 17 novembre 2015 nel canneto lungo la strada per Donnafugata (Ct)

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Ansa/Polizia di Stato

In un fermo immagine tratto da un video della Polizia, Veronica Panarello durante il sopralluogo del 17 novembre 2015 nel canneto lungo la strada per Donnafugata (Ct)

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Ansa/Polizia di Stato

In un fermo immagine tratto da un video della Polizia, Veronica Panarello durante il sopralluogo del 17 novembre 2015 nel canneto lungo la strada per Donnafugata (Ct)

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In un fermo immagine tratto da un video della Polizia, Veronica Panarello durante il sopralluogo del 17 novembre 2015 nel canneto lungo la strada per Donnafugata (Ct)

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ANSA/CIRO FUSCO

La madre di Loris Stival, Veronica Panarello, sorretta da marito all’uscita dalla Questura di Ragusa in una foto del 2014

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Un ritratto del piccolo Diego disegnato in carcere da Veronica

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L’uovo di Pasqua che Veronica avrebbe voluto inviare al figlio Diego

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Uno addobbato solo con le luci, davanti la chiesa di San Giovanni Battista nella piazza principale del paese, l’altro accanto al mulino vecchio che si arricchisce ogni giorno di pi˘ di pensierini e pupazzetti. Sono i due alberi di Natale allestiti in memoria di Loris Stival, il bambino di 8 anni che secondo l’accusa sarebbe stato ucciso dalla madre Veronica Panarello, realizzati a Santa Croce Camerina. Il primo Ë quello ‘ufficiale’, il secondo nasce dall’iniziativa di un amico del bambino. Su quest’ultimo oggi un orsetto di peluche nuovo ma anche due messaggi. In uno c’Ë scritto “Mi chiamo Loris come te, la tua storia non la dimenticheremo mai. Quando qualcuno mi chiamer‡ ti penseremo sempre”. Accanto un altro biglietto con la scritta “Questo Natale sar‡ triste per tutti i pap‡”: il messaggio non parla mai della madre, 14 dicembre 2014. ANSA/TROVATO

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ANSA/ MARCO COSTANTINO

Veronica Panarello esce dalla Questura di Ragusa, per essere condotta nel carcere di Catania in stato di fermo per l’omicidio del figlio, Andrea Loris Stival, il 9 dicembre 2014

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Veronica Panarello (II da D), la mamma di Loris Stival, sorretta da marito all’uscita dalla Questura di Ragusa dopo avere firmato il verbale della ricostruzione della mattina in cui Ë scomparso suo figlio, 04 dicembre 2014. Sulla sinistra il loro legale, l’avvocato Francesco Villardita. ANSA/CIRO FUSCO

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ANSA/ CIRO FUSCO

L’avvocato Francesco Villardita, legale di Veronica Panarello

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Veronica Panarello esce dalla sua abitazione con il cappuccio nero di un giubbotto a coprirle il volto. ANSA / FRAME DA VIDEO ANSA DI DOMENICO OCCHIPINTI

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Veronica Panarello esce dalla sua abitazione con il cappuccio nero di un giubbotto a coprirle il volto. ANSA / FRAME DA VIDEO ANSA DI DOMENICO OCCHIPINTI

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ANSA / FRAME DA VIDEO ANSA DI DOMENICO OCCHIPINTI

Veronica Panarello esce dalla sua abitazione con il cappuccio nero di un giubbotto a coprirle il volto. È condotta in procura a Ragusa per l’interrogatorio che si chiuderà con un fermo

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Il messaggio di Veronica Panarello al figlio Diego

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Il feretro di Loris Stival nel giorno dei funerali del bambino di 8 anni ucciso il 29 novembre, a Santa Croce Camerina (Ragusa), 18 dicembre 2014. ANSA/ CIRO FUSCO

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Davide Stival, dietro il feretro di Loris durante i funerali del bambino di 8 anni ucciso il 29 novembre, a Santa Croce Camerina (Ragusa), 18 dicembre 2014. ANSA/ CIRO FUSCO

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Il feretro di Loris Stival, al termine dei funerali del bambino di 8 anni ucciso il 29 novembre, a Santa Croce Camerina (Ragusa), 18 dicembre 2014. ANSA/ CIRO FUSCO

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La corona a forma di cuore con fiori che compongono la scritta ‘Loris’, accompagnata da un nastro bianco con la scritta ‘la mamma Veronica”, sul sagrato della chiesa di San Giovanni Battista a Santa Croce Camerina dove si svolgono i funerali di Loris, 18 dicembre 2014. ANSA/ CIRO FUSCO

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Palloncini bianchi con la foto di Loris Stival durante i funerali a Santa Croce Camerina (Ragusa), 18 dicembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO

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ANSA / CIRO FUSCO

Palloncini bianchi con la foto di Loris Stival durante i funerali a Santa Croce Camerina (Ragusa), 18 dicembre 2014

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La chiesa di San Giovanni Battista, dove si svolgono i funerali di Loris, a Santa Croce Camerina (Ragusa), 18 dicembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO

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La corona di fiori dei nonni e degli zii di Loris, durante i funerali del bambino di 8 anni ucciso il 29 novembre, a Santa Croce Camerina (Ragusa), 18 dicembre 2014. ANSA/CIRO FUSCO

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La corona a forma di cuore con fiori che compongono la scritta ‘Loris’, accompagnata da un nastro bianco con la scritta ‘la mamma Veronica”, sul sagrato della chiesa di San Giovanni Battista a Santa Croce di Camerina dove si svolgono i funerali di Loris, 18 dicembre 2014. ANSA/ CIRO FUSCO

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Davide, il padre di Loris Stival, e altri parenti al termine dei funerali del bambino di 8 anni ucciso il 29 novembre, a Santa Croce Camerina (Ragusa), 18 dicembre 2014. ANSA/ CIRO FUSCO

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L’arrivo della bara di Loris, il bambino di 8 anni ucciso il 29 novembre scorso, portata da quattro persone, tra le quali il padre del bimbo, Davide, durante i funerali a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, 18 dicembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO

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L’arrivo della bara di Loris, il bambino di 8 anni ucciso il 29 novembre scorso, portata da quattro persone, tra le quali il padre del bimbo, Davide, durante i funerali a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, 18 dicembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO

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L’arrivo della bara di Loris, il bambino di 8 anni ucciso il 29 novembre scorso, portata da quattro persone, tra le quali il padre del bimbo, Davide, durante i funerali a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, 18 dicembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO

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L’arrivo della bara di Loris, il bambino di 8 anni ucciso il 29 novembre scorso, portata da quattro persone, tra le quali il padre del bimbo, Davide, durante i funerali a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, 18 dicembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO

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I manifesti funebri apparsi sulle bacheche di Santa Croce Camerina, che annunciano i funerali di Loris Stival, 17 dicembre 2014

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I manifesti funebri apparsi in serata sulle bacheche di Santa Croce Camerina, che annunciano i funerali di Loris Stival, 17 dicembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO

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I manifesti funebri apparsi in serata sulle bacheche di Santa Croce Camerina, che annunciano i funerali di Loris Stival, 17 dicembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO

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I manifesti funebri apparsi in serata sulle bacheche di Santa Croce Camerina, che annunciano i funerali di Loris Stival, 17 dicembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO

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I manifesti funebri apparsi in serata sulle bacheche di Santa Croce Camerina, che annunciano i funerali di Loris Stival, 17 dicembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO

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ANSA / Fermo immagine da video Ansa – Domenico Occhipinti Tem

Un frame da un video Ansa riguardante l’effettuazione di rilievi da parte di Polizia e Carabinieri davanti a casa Stival

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ANSA/ Marco Costantino

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ANSA/ Marco Costantino

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Un alberello, letterine, stelle di Natale, pupazzetti e addobbi natalizi, deposti sul luogo del ritrovamento del cadavere del piccolo Loris, Santa Croce Camerina (Ragusa), 9 dicembre 2014

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Un alberello, letterine, stelle di Natale, pupazzetti e addobbi natalizi, deposti sul luogo del ritrovamento del cadavere del piccolo Loris, Santa Croce Camerina (Ragusa), 9 dicembre 2014

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Un alberello, letterine, stelle di Natale, pupazzetti e addobbi natalizi, deposti sul luogo del ritrovamento del cadavere del piccolo Loris, Santa Croce Camerina (Ragusa), 9 dicembre 2014

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Un alberello, letterine, stelle di Natale, pupazzetti e addobbi natalizi, deposti sul luogo del ritrovamento del cadavere del piccolo Loris, Santa Croce Camerina (Ragusa), 9 dicembre 2014. ANSA/ Marco Costantino

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Un alberello, letterine, stelle di Natale, pupazzetti e addobbi natalizi, deposti sul luogo del ritrovamento del cadavere del piccolo Loris, Santa Croce Camerina (Ragusa), 9 dicembre 2014. ANSA/ Marco Costantino

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“Loris: ti faccio i miei auguri anche se sei in cielo” – Un biglietto lasciato sul luogo del ritrovamento del piccolo

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Un alberello, letterine, stelle di Natale, pupazzetti e addobbi natalizi, deposti sul luogo del ritrovamento del cadavere del piccolo Loris, Santa Croce Camerina (Ragusa), 9 dicembre 2014

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“Loris, abbiamo fatto l’albero per te”

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Messaggi per Loris a Santa Croce Camerina (Ragusa), 9 dicembre 2014

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Per Loris: “Rioposa in pace piccola stella” – Santa Croce Camerina (Ragusa), 9 dicembre 2014

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Un biglietto di Natale sul luogo del ritrovamento del cadavere del piccolo Loris, Santa Croce Camerina (Ragusa), 9 dicembre 2014

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Alcuni messaggi sul luogo del ritrovamento del cadavere del piccolo Loris, Santa Croce Camerina (Ragusa), 9 dicembre 2014

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ANSA/ Marco Costantino

Letterine di Natale sul luogo del ritrovamento del cadavere del piccolo Loris, Santa Croce Camerina (Ragusa), 9 dicembre 2014.

“Era in piedi, con il busto reclinato in avanti e la mani poggiate sul petto, ho pensato che avesse difficoltà a respirare per avere ingerito qualcosa che gli era andato di traverso”. Così Veronica Panarello ricostruisce ai magistrati della Procura di Ragusa la scena del drammatico “incidente” che, secondo la sua avversione, avrebbe causato la morte di suo figlio Loris. Lei, fa mettere a verbale il 13 novembre scorso, tenta di soccorrerlo “battendogli gli schiena” e anche “cercando di mettergli una mano in bocca”, ma “era serrata” e non riusciva ad aprirla.

La fascetta al collo

Quando il bambino, “violaceo in viso”, “si accascia in posizione supina”, Veronica Panarello, dice, ha “potuto notare che il collo era cinto da una fascetta, le stesse che aveva ai polsi” e che si era messo per giocare “la sera prima”. Tenta quindi disperatamente di togliere la fascetta, di strapparla “anche con le unghie”, senza riuscirci. Per questo la taglia con “la forbice arancione”. “Ho poggiato la mia guancia sulla sua bocca – aggiunge la donna – per potere udire il suo respiro, ma non sentivo nulla”. Il primo istinto, sostiene davanti ai Pm, è stato quello di chiamare aiuto con il cellulare, ma, “mi sono bloccata – spiega – e ho pensato che non avrei saputo come giustificare quanto accaduto”. Quindi la decisione di portare via il corpo di Loris caricandolo sulla sua auto. “Mi sono diretta verso Punta Secca – sostiene – non sapendo ancora dove andare, combattuta tra chiedere soccorso e il dubbio su come avrei potuto giustificare l’accaduto”. Poi l’arrivo a Mulino Vecchio dove lascia il cadavere del figlio per tornare a casa, recuperare indumenti e zaino del figlio, buttati via mentre va al corso di cucina, dove tutto diventa “un brutto sogno che avevo fatto”.

Non lo ha mai portato a scuola

Quello che ha raccontato da subito non era frutto di fantasia, ma “cò che ho sempre ritenuto fosse accaduto”.  Veronica, nella sua deposizione alla Procura di Ragusa, spiega di “avere preso coscienza dei fatti sin dallo scorso mese di luglio”. E, cioé, che lei a scuola  Loris non lo aveva portato. E da quando ha realizzato quello che era veramente successo, di fronte alla visione della verità dei fatti, ha “patito un peso enorme di cui volevo assolutamente liberarmi”. Dopo avere portato il bambino nel canalone, si è recata a un corso di cucina a Donnafugata. E lì, fa mettere a verbale il 13 novembre scorso, “ho incominciato a rimuovere il ricordo di ciò che avevo fatto, rappresentandomi in realtà che avevo lasciato Loris a scuola”. Per Veronica Panarello è “stato un brutto sogno che avevo fatto”. Quindi è tornata a Santa Croce Camerina e “in totale stato di confusione sono scesa dall’auto nella convinzione di prendere il bambino”.

Rinviata l’udienza

È stata rinviata a domani l’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Ragusa per Veronica Panarello. Un legittimo impedimento, un’udienza in Cassazione, ha bloccato a Roma il legale dell’imputata, l’avvocato Francesco Villardita. L’udienza si terrà domani, 20 novembre, alle 10:30.

La ricerca dello zainetto

Si cerca ancora lo zainetto di Loris nella strada che collega Santa Croce Camerina e Donnafugata dove Veronica Panarello ha detto di averlo gettato dopo avere abbandonato il corpo del bambino nel canalone di contrada Mulino Vecchio. Nuove ricerche da parte di polizia di Stato, squadra mobile e carabinieri, sono state disposte dalla Procura di Ragusa, anche con l’ausilio di mezzi e tecniche speciali. La donna, durante il sopralluogo nella stessa zona, sottolineano il procuratore Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota, ha “riferito ulteriori importanti elementi rispetto alle dichiarazioni già rese in sede di interrogatorio del 13 novembre scorso”, e per questo i magistrati hanno “ritenuto opportuno ascoltare nuovamente l’indagata che ha fornito una diversa versione”. “Le dichiarazioni rese – spiegano il procuratore Petralia e il sostituto Rota – sono al vaglio di questa Procura della Repubblica che le sta valutando unitamente agli investigatori della Polizia di Stato e dei Carabinieri”.

Il marito e il suocero di Veronica Panarello, Davide e Andrea Stival, assistiti rispettivamente dagli avvocati Daniele Scrofani e Francesco Biazzo, chiederanno al Gup di Ragusa di potersi costituire parte civile nel procedimento contro Veronica.

“Le scelte penali saranno valutate con molta attenzione”, anche quella di un eventuale ricorso a riti alternativi o consulenze psicologiche. Lo ha affermato l’avvocato Pia Giardinelli che oggi ha rappresentato Veronica Panarello nell’udienza davanti al Gup di Ragusa. La penalista non ha voluto anticipare le linee della difesa che verranno esposte domani davanti al giudice per l’udienza preliminare, ma ha sottolineato che la sua assistita, oggi assente in Aula, “è molto, molto provata”.

La sorella: “Con me ha chiuso”

“Adesso la deve pagare, con me ha chiuso. Non la andrò più a trovare in carcere perché, durante il nostro unico colloquio, voleva alzarmi le mani. Mi ha detto che è per colpa mia che si trova in carcere. A conti fatti non mi sono sbagliata, fin dal primo momento”. Così Antonella Panarello, molto dura nei confronti della sorella Veronica, accusata di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere del figlio Loris. La donna nega la possibilità che la sorella soffrisse di disturbi della personalità: “Veronica era lucida quando è andata a buttare lo zainetto, quando ha rivestito il figlio e lo ha lasciato senza mutandine. Non dite che ha problemi mentali. I figli non si toccano, mai. Non credo alla storia dell’incidente, io avrei cercato di salvare mio figlio in tutti i modi, lei invece lo ha gettato nel canalone”. Poi la donna si scusa con Davide Stival perché “non le è stato vicino” come avrebbe dovuto; non ha mostrato pentimento, invece, per quanto riguarda i cachet ricevuti da alcuni programmi televisivi: “Non chiedo scusa perché non ho uno stipendio. Ho quattro figli e devo mantenerli. Non mi sono fatta case né miliardi, sono più ‘morta di fame’ di prima. Prima facevo la badante di notte, adesso non riesco a trovare un lavoro solo perché sono ‘la sorella di’” ha concluso.

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