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ANSA/ DOMENICO TROVATO
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Omicidio Loris: perché Veronica è colpevole (secondo i giudici)

Il giudice Andrea Reale non ha nessun dubbio: nelle 194 pagine delle motivazioni della condanna a 30 anni di Veronica Panarello per l'uccisione del figlio Loris, di 8 anni, scrive: "Il falso alibi fornito, le diverse versioni sui fatti, le plurime contraddizioni, i tentativi di accusare altre persone, la condotta processuale spregiudicata e calunniosa, ribadita in forma glaciale e senza tentennamenti anche davanti al giudice costituiscono comprova dell'inverosimiglianza di amnesie dissociative retrograde".

Veronica Panarello, condannata lo scorso mese di ottobre per aver ucciso suo figlio Loris il 20 novembre 2014, avrebbe quindi mentito fin dall'inizio, su tutto.

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ANSA / CIRO FUSCO
I manifesti funebri apparsi sulle bacheche di Santa Croce Camerina, che annunciano i funerali di Loris Stival, 17 dicembre 2014
In un fermo immagine tratto da un video della Polizia, Veronica Panarello durante il sopralluogo del 17 novembre 2015 nel canneto lungo la strada per Donnafugata (Ct)
Ansa/Polizia di Stato
In un fermo immagine tratto da un video della Polizia, Veronica Panarello durante il sopralluogo del 17 novembre 2015 nel canneto lungo la strada per Donnafugata (Ct)
Ansa/Polizia di Stato
In un fermo immagine tratto da un video della Polizia, Veronica Panarello durante il sopralluogo del 17 novembre 2015 nel canneto lungo la strada per Donnafugata (Ct)
Ansa/Polizia di Stato
In un fermo immagine tratto da un video della Polizia, Veronica Panarello durante il sopralluogo del 17 novembre 2015 nel canneto lungo la strada per Donnafugata (Ct)
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In un fermo immagine tratto da un video della Polizia, Veronica Panarello durante il sopralluogo del 17 novembre 2015 nel canneto lungo la strada per Donnafugata (Ct)
Ansa
Palloncini bianchi con la foto di Loris Stival durante i funerali a Santa Croce Camerina (Ragusa), 18 dicembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO
ANSA/CIRO FUSCO
La madre di Loris Stival, Veronica Panarello, sorretta da marito all'uscita dalla Questura di Ragusa in una foto del 2014
ANSA/ORIETTA SCARDINO
Carabinieri passano davanti alla cancelleria del Palazzo di Giustizia in attesa della decisione del Tribunale del Riesame di Catania sulla richiesta di libertà avanzata dall'avv. Francesco Villardita, legale di Veronica Panarello, accusata di aver ucciso il figlio Loris a Santa Croce Camerina lo scorso 29 novembre.
Davide Stival, dietro il feretro di Loris durante i funerali del bambino di 8 anni ucciso il 29 novembre, a Santa Croce Camerina (Ragusa), 18 dicembre 2014. ANSA/ CIRO FUSCO
Il feretro di Loris Stival nel giorno dei funerali del bambino di 8 anni ucciso il 29 novembre, a Santa Croce Camerina (Ragusa), 18 dicembre 2014. ANSA/ CIRO FUSCO
La corona a forma di cuore con fiori che compongono la scritta 'Loris', accompagnata da un nastro bianco con la scritta 'la mamma Veronica'', sul sagrato della chiesa di San Giovanni Battista a Santa Croce Camerina dove si svolgono i funerali di Loris, 18 dicembre 2014. ANSA/ CIRO FUSCO
L'arrivo della bara di Loris, il bambino di 8 anni ucciso il 29 novembre scorso, portata da quattro persone, tra le quali il padre del bimbo, Davide, durante i funerali a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, 18 dicembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO
L'arrivo della bara di Loris, il bambino di 8 anni ucciso il 29 novembre scorso, portata da quattro persone, tra le quali il padre del bimbo, Davide, durante i funerali a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, 18 dicembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO
I manifesti funebri apparsi in serata sulle bacheche di Santa Croce Camerina, che annunciano i funerali di Loris Stival, 17 dicembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO
ANSA/ Marco Costantino
Un biglietto di Natale sul luogo del ritrovamento del cadavere del piccolo Loris, Santa Croce Camerina (Ragusa), 9 dicembre 2014
Veronica Panarello esce dalla sua abitazione con il cappuccio nero di un giubbotto a coprirle il volto. ANSA / FRAME DA VIDEO ANSA DI DOMENICO OCCHIPINTI
Un bigliettino sul luogo del ritrovamento del corpo di Loris Stival, Santa Croce Camerina (Ragusa), 6 dicembre 2014. ANSA / CIRO FUSCO
In un fermo immagine i genitori di Loris Stival durante un sopralluogo in Contrada Mulino Vecchio di Santa Croce Camerina (Ragusa) dove è stato trovato morto il loro figlio di 8 anni, 30 novembre 2014. ANSA
Ansa
Andrea Loris Stival
Il frame tratto dal video fornito dalla Polizia di Stato mostra gli uomini della scientifica mentre effettuano i rilievi nel punto in cui è stato rinvenuto il corpo di Loris Stival il bimbo di 8 anni che era scomparso mentre si recava a scuola, Ragusa, 20 Novembre 2014. ANSA/ UFFICIO STAMPA/ POLIZIA DI STATO
Il frame tratto dal video fornito dalla Polizia di Stato mostra gli uomini della scientifica mentre effettuano i rilievi nel punto in cui è stato rinvenuto il corpo di Loris Stival il bimbo di 8 anni che era scomparso mentre si recava a scuola, Ragusa, 20 Novembre 2014. ANSA/ UFFICIO STAMPA/ POLIZIA DI STATO

Senza pietà e pentimento

La donna, si legge nelle motivazioni della sentenza, ha avuto "una condotta deplorevole, reiteratamente menzognera, calunniosa e manipolatrice". Il Gup sostiene che la definizione coniata per lei dal Riesame di "lucidissima assassina" "appare benevola" perché emerge "oltre all'evidenza" che "'è stata lei da sola" ad avere commesso "senza pietà e pentimento il più 'innaturale' dei crimini".

Perché lo ha ucciso

Ma quali sono i motivi che avrebbero spinto la donna a uccidere il bambino?

"Un dolo d'impeto, nato dal rifiuto del bambino di andare a scuola quella mattina e dal diverbio nato con la madre, il contenuto è conosciuto soltanto all'imputata". Secondo il giudice, l'omicidio sarebbe stato "dettato da un impulso incontrollabile, da uno stato passionale momentaneo della donna". E anche la dinamica del "figlicidio", scrive il Gup, oltre al luogo e alle modalità del delitto e i tempi di consumazione dell'omicidio "appaiono dirimenti ai fini di escludere la circostanza della premeditazione".

Le accuse al suocero

Ed è anche, secondo le motivazioni "inattendibile e falsa la chiamata in correità del suocero" (che Veronica aveva accusato, durante le fasi del processo) tanto da giustificare la "trasmissione degli atti alla Procura per calunnia nei confronti di Andrea Stival". La donna, rileva il Gup, ha "indicato un movente turpe, gravissimo, sconvolgente", nella minaccia del figlio Loris di rivelare al padre la presunta relazione della madre con il suocero, che avrebbe ucciso il nipote per 'zittirlo'. Ma, osserva il giudice, "non è provata la relazione tra i due" che resta "una dichiarazione dell'imputata senza indizi a confronto".

Ma non solo: è "inverosimile e smentito dai tempi di percorrenza" il presunto incontro col suocero prima del delitto e Stival ha "un credibile e forte alibi" confermato da testimoni e dalla localizzazione di un cellulare.

Le perizie psichiatriche

Secondo uno dei periti "il disturbo narcisistico e istrionico" della donna sarebbero correlati a quelli che si attribuiscono a "psicopatici bisognosi di considerazione. Scrive il magistrato che la perizia è "un'ulteriore indizio a carico" dell'imputata, "emergendo una personalità in conflitto con sé e con i propri familiari, immatura sotto il profilo genitoriale, menzognera e fortemente istrionica, egocentrica, manipolatrice, desiderosa di catturare le attenzioni di chi gli sta vicino e di porsi al centro di tutto ciò che la circonda a causa anche delle carenze affettive delle quali aveva sicuramentesofferto da adolescente".

La "sindrome di Medea"

Il giudice cita "il figlicido per vendetta", quello che "successivamente è stato ribattezzato come 'sindrome di Medea'", ultimamente indicato dagli esperti come "figlicido motivato da rivalsa" che "colpisce il suocero, oltre che il marito e il figlio, in una spirale di cieca distruzione della idea di famiglia e dei valori che essa stessa incarna". Secondo il Gup la donna avrebbe "trasferito nel figlio e nel rapporto con lui le frustrazioni e l'odio patito nella sua famiglia d'origine ed ha riversato le incomprensioni avute con le proprie inconsistenti figure genitoriali".

Il simbolo della genitorialità e della vita si sarebbe trasformato, scrive il giudice, in un "crescendo di inesorabile forza distruttiva, simbolo di oppressione e di morte, di distruzione di parte di se', del proprio sangue, e, in conclusione, si sé stessa e del suo ruolo di madre e di moglie".


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