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Governo, pronto il Pacchetto sicurezza: rimpatri più veloci e legge “salva agenti”

Governo, pronto il Pacchetto sicurezza: rimpatri più veloci e legge “salva agenti”

Tutela processuale alle forze dell’ordine, meno discrezionalità dei magistrati sui rimpatri e stretta sulle armi bianche, il nuovo pacchetto sicurezza sarà presentato al prossimo CdM

Che il tema sicurezza fosse una delle priorità del governo è cosa arcinota. L’ulteriore prova è il nuovo Pacchetto Sicurezza, una doppia manovra (legislativa e operativa) di ampia portata in fase di ultimazione volta a velocizzare i rimpatri, limitare le attività delle Ong, inasprire le strategie di contrasto alla criminalità urbana e a rafforzare la tutela per le Forze dell’Ordine.

Il pacchetto, promosso dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che arriverà presto in Consiglio dei ministri, si compone di poco più di una sessantina di articoli, suddivisi tra un Decreto Legge e un Disegno di Legge (DDL).

Accelerazione dei rimpatri limitando la magistratura

Il pacchetto mira a rendere le procedure di espulsione e rimpatrio più veloci ed efficaci, intervenendo sui colli di bottiglia burocratici e legali che puntualmente rallentano l’allontanamento dei soggetti irregolari.

Il Governo punta inoltre a una revisione delle norme sui ricongiungimenti familiari e sui minori stranieri non accompagnati, cercando di limitare gli abusi e favorendo il rimpatrio assistito qualora siano individuati i genitori nel Paese d’origine.

Viene introdotto un allineamento più stretto tra il diritto interno e quello dell’Unione Europea in materia di “Paesi sicuri”, con l’obiettivo di ridurre i tempi di esame delle domande di protezione internazionale e procedere più rapidamente all’allontanamento di chi non ha diritto a restare sul territorio, limitando la discrezionalità del giudice.

Nuova stretta sulle Organizzazioni non governative

Un fronte particolarmente interessante riguarda la stretta sulle attività delle Ong nel Mediterraneo. Il Disegno di Legge introduce la possibilità per il Ministero dell’Interno di disporre l’interdizione temporanea del limite delle acque territoriali per le imbarcazioni che, attraverso la loro condotta, costituiscono una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale.

Tale interdizione può avere una durata massima di 30 giorni, prorogabile di ulteriori 30 in caso di persistenza della minaccia.

Inoltre, il provvedimento mira a consolidare il sistema dei centri per migranti in Paesi terzi, come quelli previsti dall’accordo con l’Albania. La norma stabilisce che i migranti soccorsi a bordo di navi sottoposte a interdizione possano essere condotti direttamente in questi centri extra-UE per l’identificazione e il rimpatrio.

Per garantire l’efficacia di tale sistema, il pacchetto limita la discrezionalità dei giudici nella convalida dei trattenimenti, cercando di blindare giuridicamente le procedure di frontiera accelerate.

“Scudo penale” per le Forze dell’Ordine

Un capitolo cruciale del pacchetto riguarda la tutela delle Forze dell’Ordine attraverso l’introduzione di quello che è stato definito “scudo penale”.

La norma prevede la non iscrizione nel registro degli indagati per agenti e cittadini che agiscono in presenza di scriminanti come la legittima difesa, l’uso legittimo delle armi o l’adempimento di un dovere, qualora il fatto appaia chiaramente giustificato dalle circostanze.

La misura ha il chiaro intento di evitare che l’avvio automatico di un’indagine penale possa paralizzare l’operatività degli agenti o esporli a costi legali ingiustificati per atti compiuti in servizio.

Viene inoltre introdotto un reato specifico per chi non si ferma all’alt della polizia e si dà alla fuga con modalità pericolose per l’incolumità pubblica. Le pene previste sono severe: reclusione da sei mesi a cinque anni, sospensione della patente e confisca obbligatoria del veicolo.

Viene infine introdotto il fermo di prevenzione fino a 12 ore per soggetti sospettati di costituire un pericolo per la sicurezza pubblica, in particolare per chi partecipa a cortei indossando caschi o altri strumenti di travisamento che rendono difficoltoso il riconoscimento.

Norme anti-maranza

La stretta si estende alla criminalità minorile e alle baby gang, con l’obiettivo di colpire i giovani “maranza” dei principali centri urbani. Per i minori sorpresi con armi da taglio, sono previste sanzioni amministrative fino a 1.000 euro a carico dei genitori o dei tutori legali.

Viene inoltre introdotto il divieto di vendita di coltelli ai minorenni, anche tramite piattaforme di e-commerce, con multe fino a 12.000 euro per i commercianti e l’obbligo di tenere un registro elettronico delle vendite giornaliere.

A livello urbano, il pacchetto potenzia il Daspo urbano e permette ai Prefetti di istituire “Zone Rosse” in aree sensibili come stazioni ferroviarie, metropolitane e parchi pubblici, dove i controlli saranno intensificati e l’accesso potrà essere interdetto a soggetti già segnalati.

Tolleranza zero sui coltelli

Uno dei pilastri del provvedimento è la tolleranza zero sul porto di strumenti di taglio atti a offendere. La normativa trasforma il porto abusivo di coltelli da contravvenzione a reato penale.

Viene infine stabilito un divieto assoluto per il porto di lame superiori a 5 centimetri (acuminate, a scatto o a farfalla), punibile con la reclusione da 1 a 3 anni. Per altre tipologie di lame superiori a 8 centimetri, il porto senza giustificato motivo prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

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