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Minori ricattati e violentati. L'altra faccia del viaggio della speranza

Impossibile avere un dato preciso. Sono migliaia i minori che viaggiano da soli ,“mimetizzati” tra i migranti adulti, sui barconi della speranza. Senza mamma, senza papà, senza fratelli o parenti. Questi bambini, sempre più spesso di 5 o 6 anni, affrontano il lunghissimo calvario del viaggio verso l’Italia completamente abbandonati a se stessi.

Per loro non esiste nessun trattamento di riguardo. Sono solamente numeri anzi, cifre, quelle stabilite dai trafficanti di esseri umani. Che proprio su queste creature indifese hanno “creato” un nuovo business. Oltre ad essere maltrattati e non nutriti, i bambini sono diventati, negli ultimi mesi, oggetto di ricatti economici, di violenze sessuali e di pretese lavorative a favore delle organizzazioni criminali.

Domenico Pianese, Segretario generale aggiunto Coisp, sindacato della Polizia di Stato, in che condizioni viaggiano i minori a bordo dei barconi?
Purtroppo a loro non viene riservato nessun trattamento particolare. Vengono imbarcati o meglio stivati come gli altri migrati e vengono nutriti come se fossero adulti. Le condizioni in cui sono costretti a viaggiare sono davvero estreme. Lo sono per un adulto e dunque non è difficile immaginare quanto lo siano per un bambino che viaggia da solo per settimane.

E' stato registrato un costante aumento di bambini che vengono affidati dalle famiglie ai trafficanti nell'estremo tentativo di fargli il Paese di origine per un luogo migliore…
Sì, stiamo registrando un aumento impressionante proprio nelle ultime settimane.

Qual è l’età minima di questi bambini?
Abbiamo accolto bambini di 4 o 5 anni, senza mamma o papà. Soli, completamente soli. Poi ci sono anche moltissimi adolescenti di 12, 13 anni..

Ci spiega come vengono affidati, a chi e per quanto tempo?
Le famiglie affidano i bambini  direttamente ai trafficanti circa una quindicina di giorni prima del viaggio della speranza. In questo periodo i  bambini vengono trattati come adulti ovvero rinchiusi e nascosti in vecchie cascine in attesa di individuare il barcone. Mangiano e bevono un giorno sì e uno no, proprio come tutti gli altri.

Purtroppo su questi bambini si è “innestato” anche un altro sconcertante business..
Sì, sono diventati oggetto di ricatto economico oltreché di violenze sessuali

Si spieghi meglio..
La famiglia paga il prezzo del viaggio della speranza e affidano il bambino ai mercanti di esseri umani. Ma nel periodo di attesa ovvero nella fase organizzativa della traversata che oscilla tra i 10 e 15 giorni, i trafficati cominciano a ricattare i familiari chiedendo un prezzo maggiorato o addirittura il doppio o il triplo di quello pattuito oppure lavori  da svolgere in favore dell’organizzazione criminale. Ovviamente la merce di scambio è sempre il minore..

Quanto costa il viaggio della speranza di un minore?
Il prezzo oscilla tra mille e 2 mila dollari. Come per un adulto.

E quando arrivano sulle nostre coste che cosa accade?
Noi li accogliamo e li visitiamo immediatamente. Vengono portati in strutture ospedaliere ed eventualmente, se ce n’è necessità, curati. Poi vengono affidati in centri di accoglienza dove ci sono solamente bambini. Nel frattempo cerchiamo di rintracciare i familiari.

E ci riuscite?
E’ difficilissimo. Sono pochissimi, ad oggi, i casi di bambini riconsegnati ai propri familiari.  E’ davvero un lavoro complicatissimo

E se non vengono mai individuate le famiglie di origine?
I bambini vengono accuditi e trasferiti in case famiglia sul territorio italiano e rimangono nel nostro Paese fino alle maggiore età. Poi verranno rimpatriati.      

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