Legge di Stabilità: la nuova Aspi per i precari

Circa un miliardo e mezzo di euro, stanziati per dare un sussidio alla disoccupazione a chi ancora non ce l'ha, cioè ai lavoratori assunti con un contratto precario. E' una delle tante misure contenute nella Legge di Stabilità, la manovra economica per il 2015 presentata ieri dal premier, Matteo Renzi. Non si tratta di una grande sorpresa, poiché i nuovi sussidi erano stati già anticipati nel Jobs Act, la riforma del lavoro che è già all'esame del Parlamento. Con l'arrivo della Legge di Stabilità, l'estensione degli ammortizzatori sociali trova però anche una copertura finanziaria.



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E' ancora presto, però, per dire chi beneficerà dei nuovi sussidi. Prima bisognerà infatti attendere che il Jobs Act si trasformi definitivamente in legge, con l'approvazione alla Camera (dopo quella al Senato) e il varo dei decreti attuativi da parte del Ministero del Lavoro. Molto probabilmente, vi sarà l'estensione dell'Aspi, il sostegno alla disoccupazione nato nel 2012 con la Riforma Fornero, anche alla vasta platea di precari assunti con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto (co.co.co e co.pro.). Non è ancora chiaro, invece, se rientreranno tra i beneficiari pure le false partite iva, cioè chi è assunto con un contratto da lavoratore autonomo ma presta servizio per una sola azienda e, di fatto, è soggetto agli stessi obblighi e vincoli di un dipendente.


La Nuova Aspi destinata a nascere nel 2015 (che qualcuno ha già ribattezzato Naspi), dovrebbe dunque tutelare una platea di lavoratori molto più vasta di oggi, visto che i collaboratori a progetto sono oltre un milione, mentre non ci sono stime precise sul numero delle false partite iva. Nella speranza che i soldi stanziati bastino davvero per tutelare tutti i precari, è bene ricordare come funziona attualmente l'Aspi (sigla che significa assicurazione sociale per l'impiego). Si tratta di un sussidio spettante a chi è rimasto disoccupato dopo essere stato assunto con un contratto di lavoro dipendente (stabile o a tempo indeterminato) oppure come apprendista, artista e socio di cooperative. L'importo dell'indennità è pari al 75% della media mensile della retribuzione degli ultimi due anni, calcolata su un importo massimo di circa 1.192 euro. Per la parte di stipendio che supera questa soglia, l'ammontare dell'Aspi si calcola invece sul 25% della retribuzione. Esiste comunque un tetto massimo per tutti i sussidi ed è pari a 900-1.000 euro al mese circa. Un disoccupato, dunque, non può sperare di ottenere dallo stato più di queste cifre, anche se il suo stipendio era molto alto.


Mini-Aspi per i precari: ecco chi ha diritto all'assegno


La durata dell'assegno, invece, dipende dall'anzianità del dipendente. Chi ha almeno due anni di contributi alle spalle, può ottenere l'Aspi ordinaria, che nel 2015 verrà liquidata per un massimo di 10 mensilità se il disoccupato non ha compiuto ancora i 50 anni. Per gli over 50, la durata del sussidio si estende per 12 mesi, mentre per gli ultra 55enni arriva sino a 16 mesi. Chi ha lavorato poco è non ha ancora due anni di contributi alle spalle ma almeno 13 settimane di carriera negli ultimi 12 mesi , invece, può accedere alla Mini -Aspi. Si tratta di un sostegno di uguale importo rispetto all'Aspi ordinaria (cioè calcolato sul 75% della retribuzione) ma di durata più breve. Nello specifico, la mini Aspi viene erogata per un numero di settimane pari alla metà di quelle effettivamente lavorate. Chi è stato assunto con un contratto a termine di tre mesi e poi licenziato, per esempio, può avere il sussidio per un mese e mezzo. Va ricordato, inoltre, che l'Aspi viene concessa ovviamente a chi è rimasto disoccupato contro la propria volontà, cioè è stato licenziato o ha visto chiudere la propria azienda, e non ha chi ha presentato dimissioni spontanee.


Ora, bisogna vedere in che modo il governo estenderà la vecchia Aspi anche ai collaboratori a progetto e ai co.co.co. La cifra stanziata, circa un miliardo e mezzo, è piuttosto contenuta e non permetterà certo all'esecutivo di essere molto generoso. Nel testo del Jobs Act, c'è scritto che i sussidi verranno calibrati in base all'anzianità di carriera. Chi ha lavorato più a lungo in passato, anche se con un contratto precario, verrà insomma trattato un po' meglio di chi ha lavorato poco.


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