Ingvar Kamprad e la storia di Ikea (1926-2018) - Foto

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Il parcheggio del primo negozio di Almhult, Svezia
CAtalogo Ikea 1973
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Lo store Ikea di Almhut negli anni '60, oggi museo del marchio.
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Kamprad (a dx) di fronte al primo store di Almhult, Svezia
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Kamprad di fronte al negozio di Stoccolma nel 1989.
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La collezione dei celeberrimi cataloghi Ikea nel negozio di Stoccolma
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L'Ikea di Mosca nel marzo 2000.
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Il megastore Ikea di Pechino, aperto nel 1998
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Cracovia, 2004. Una Trabant simbolo del socialismo reale di fronte al nuovo negozio Ikea.
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Il manifesto pubblicitario dell'Ikea di Catania che ha generato molte polemiche in Italia.
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Kamprad in visita allo store Ikea di Haparanda, Svezia. 2006.

Ingvar Kamprad, il fondatore del colosso globale dell'arredamento Ikea, si è spento il 27 gennaio 2018 all'età di 91 anni nella sua residenza svedese.

Il successo planetario di Ikea non si sarebbe mai immaginato giudicando l'infanzia del suo fondatore. Ingvar era un bambino timido e dislessico, che per arrotondare il bilancio magro della sua famiglia vendeva fiammiferi e matite lungo le strade dei paesi della zona rurale dello Smaland, nella Svezia meridionale, dove era nato nel villaggio di Agunnayrd il 30 marzo 1926.

Questo fu l'ambiente da cui emerse uno dei più famosi self-made men del secolo XX, che portò il piccolo venditore ambulante a diventare uno degli imprenditori più ricchi del mondo (Forbes lo classificò all'8° posto con un patrimonio vicino ai 60 miliardi di dollari). Dal piccolo business di vendita per corrispondenza di articoli per la casa fondato all'età di 17 anni ai 350 negozi sparsi nei 5 continenti, mantenendo negli anni sempre lo stesso atteggiamento quasi "monastico" nei confronti della missione e di quello che il fondatore chiamava "spirito Ikea".

Luci e ombre

Kamprad sarà accusato nel 1994 di aver preso parte attiva al partito fascista che appoggiò durante la Seconda Guerra Mondiale l'intervento del Terzo Reich. Pressato dall'opinione pubblica e dall'attacco della comunità ebraica svedese, il fondatore di Ikea non si nascose. Piuttosto dichiarò di volersi distaccare da quello che considerava un errore di gioventù, enfatizzando al contrario una maturazione politica a favore della socialdemocrazia, in linea con il comandamento Ikea del "design democratico" a disposizione di tutti.

L'impero di Kamprad fu costruito ad immagine e somiglianza del suo fondatore: frugalità, semplicità, autosufficienza, efficienza, lotta allo spreco. Ecco perché nei negozi Ikea il ruolo attivo del cliente ha un peso determinante, risultando in un'ottimizzazione del numero di addetti agli store e alla logistica. Per risparmiare sul volume degli imballaggi Kamprad fu il primo ad adottare i cartoni piatti; per risparmiare sui materiali scelse di lasciare senza finitura la parte non visibile dei suoi mobili, standardizzando e semplificando il più possibile la componentistica. Lo spirito Ikea fu all'origine delle scelte popolari anche nella individuazione delle aree dei punti vendita di tutto il mondo: nessuno show-room o negozio nei centri storici o tantomeno nelle vie del lusso: piuttosto grandi aree vendita in periferia, meglio se collegate con le principali arterie stradali e autostradali.

Espansione senza confini

Il primo show-room di Ikea, fondata nel 1943 come negozio di casalinghi per corrispondenza, sarà aperto esattamente 10 anni dopo ad Almhult. Lo sviluppo della catena iniziò negli anni '60 nei Paesi scandinavi, mentre nel decennio successivo Ikea sbarcherà in Svizzera e oltreoceano a Toronto, Canada (1976). Gli Stati Uniti dovranno aspettare quasi un decennio per vedere il primo punto vendita Ikea nella periferia di Philadelphia (1985). In Italia Ikea arriverà nel 1989 con l'apertura del negozio di Cinisello Balsamo, alle porte di Milano. Negli anni '90 è la volta dei nuovi mercati dell'Est Europeo, seguiti alla fine del decennio dalla conquista della Cina con l'apertura del negozio di Shanghai-Baoshan (1998). L'ultimo in ordine cronologico, lo store Ikea più grande del mondo, è stato costruito alle porte di Seoul (59.000 Mq.).

Dal 1976 Kamprad viveva in Svizzera nella più assoluta riservatezza, lontano dai riflettori della notorietà. Dalla moglie Margaretha ha avuto 3 figli: Peter, Jonas, Mathias. Ha lasciato la massima carica in azienda nel 2013, lasciando il timone al figlio più giovane Mathias.

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