Il Grande Gatsby. Oltre la trama quando gioielli e abiti fanno il film

Costumista, artista, coreografa, oltre che moglie di Baz Lurhmann, regista del film, Catherine Martin ha collaborato con Tiffany & Co. alla realizzazione di tutti i gioielli indossati da Leonardo DiCaprio e Carey Mulligan in Il grande Gatsby, in uscita nelle sale italiane il 16 maggio. Un tuffo nel gusto e nelle abitudini della Jazz age, tra il 1918 e il 1930, di cui Francis Scott Fitzgerald, nel romanzo del 1925, raccontò per la prima volta i tanti vizi e le rimarchevoli virtù.

Signora Martin, cosa differenzia i gioielli dell’età del jazz da quelli di altre epoche?

Ciò che rende unico lo stile di questi anni è la preminenza assoluta della moda nel dettare la linea su tutto: mai si era visto prima. Grazie al maggiore benessere economico, i consumatori in quegli anni iniziano a poter spendere per i gioielli, sviluppando un vero gusto in materia. La Jazz age vede crescere l’interesse per i monili pregiati e in parallelo l’avanzare del gusto dell’Art déco. Ciò si riflette in una grande varietà creativa. Tiffany, per esempio, realizzava monili in stile déco, Cartier proponeva invece motivi più geometrici, con l’effigie di animali.

Il motivo della margherita ("Daisy" in inglese, come il nome della protagonista femminile) è ricorrente nel film. Da dove proviene?

Dagli archivi abbiamo scoperto che la margherita è stato un motivo molto usato durante i 175 anni di storia dell’azienda, probabilmente perché rappresenta un simbolo di purezza. Si ritrova spesso: dai servizi di posate ai medaglioni, come quello, ripreso dalla collezione Ziegfeld, riprodotto per il film che raffigura due margherite intrecciate su un cuore. Appare fugacemente al polso di Daisy quando la donna è in macchina con Gatsby.

Anche le perle giocano un ruolo fortemente significativo: compaiono nei fermagli di Daisy ma anche al suo collo. Un accessorio o un simbolo?

Secondo il libro, "Il giorno prima del matrimonio, Tom regalò a Daisy una collana di perle del valore di 350 mila dollari" come suggello del loro impegno; lei è la sua sposa e quindi è sotto la sua cura e protezione. Le perle hanno evidentemente un ruolo semantico. Fin dalla fondazione, nel 1837, l’azienda ha sempre promosso l’idea di usarle come strumento per segnare le tappe importanti della vita di una donna, quali il suo esordio in società, il 18° o 21° compleanno, la laurea, il fidanzamento, il matrimonio e così via. Francis Scott Fitzgerald conosce l’usanza e la utilizza come strumento narrativo del suo libro.

A quale gioiello, tra quelli realizzati per il film, è più legata?

All’anello di Gatsby, in argento e onice nera, con il sigillo che reca il simbolo della margherita. Un segno che ci rivela il suo amore ossessivo per questa donna. Il protagonista vuole avere quel fiore sempre con sé: lo indossa e lo utilizza come decorazione in ogni angolo della propria casa. Un fiore e simbolo che segna e segnerà l’intera sua esistenza.

Leggi Panorama on line

YOU MAY ALSO LIKE