'House of Cards' e le serie tv politiche

Il 1° febbario è cominciata una delle serie più interessanti dell'ultimo periodo. Si chiama House of Cards ed è stata creata da Beau Willimon . Il nome forse non vi dirà molto, ma è colui che ha scritto la pièce teatrale da cui poi George Clooney ha tratto il suo bel Le idi di marzo. Per House of Cards, Willimon ha adattato una mini serie britannica dallo stesso nome, tratta a sua volta da un romanzo di Michael Dobbs. Una volta ultimata la sceneggiatura, ha trovato un produttore di tutto rispetto, ovvero David Fincher , già regista di film come Fight Club, The Social Network e Millennium: Uomini Che Odiano Le Donne. Una volta arruolato Fincher, che ha diretto anche i primi due episodi, sono stati tanti gli attori che hanno deciso di salire sul carro dell'annunciato vincitore: in primis Kevin Spacey , che ha scelto di esordire sul piccolo schermo con un clamoroso ruolo da protagonista. Oltre a lui House of Cards può vantare attori del calibro di Robin Wright, Kate Mara e Michael Kelly.

House of Cards racconta un'intricatissima storia politica: Kevin Spacey interpreta Frank Underwood, un rappresentante politico che lavora per il candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti Garret Walker. Frank ha lavorato sodo perché, nel caso di vittoria del suo candidato, gli è stato promesso l'incarico di Segretario di Stato. Ma le cose non vanno così e, dopo la vittoria di Walker, Frank si trova con un pugno di mosche, fregato e tradito da quelli che pensava essere i suoi alleati. Ma non si frega così uno come Kevin Spacey. Dopo l'amaro delusione il nostro decide di escogitare una terribile vendetta, sfruttando la sua conoscenza del panorma politico e il potere della stampa.

House of Cards, che negli Stati Uniti è stata mandata in onda da Netflix , sito di streaming on demand, è sicuramente uno dei casi televisivi dell'anno e pone ancora una volta al centro di una serie televisiva un argomento che sta molto a cuore al pubblico statunitense: la politica. Facciamo qualche passo indietro e andiamo a recuperare i più interessanti Tv Show che negli ultimi anni hanno trattato l'argomento.

West Wing – Tutti Gli Uomini del Presidente

Se parliamo di politica in televisione non possiamo non partire da qui. Nel 1999 Aaron Sorkin , sceneggiatore premio Oscar per il già citato The Social Network, crea questa serie destinata a cambiare in parte il panorama televisivo contemporaneo. Si racconta in modo quotidiano le storie che accadono nell'ala Ovest della Casa Bianca, quella dove c'è lo Studio Ovale, dove lavora il Presidente democratico Jed Bartlet e il suo staff. Sette stagioni – dalla prima campagna elettorale fino al termine del secondo mandato – di dialoghi taglienti, attori in forma strepitosa (Martin Sheen e un ritrovato Rob Lowe ) e intrighi politici.

Boss

Nel 2011 lo sceneggiatore Farhad Safinia , quello che ha scritto Apocalypto di Mel Gibson, crea Boss. Il pilota, una delle cose più belle viste in televisione da tempo, lo dirige un Autore coma Gus Van Sant . La storia è quella del corrottissimo sindaco di Chicago Tom Kane (Kelsey Grammer , premiato con il Golden Globe per questo ruolo) che, mentre tenta di amministrare la città con metodi molto poco ortodossi, scopre di essere affetto da una grave malattia degenerativa. Pur di rimanere in sella al potere e non farsi vedere debole dai suoi agguerriti avversari, decide di tenere nascosta la sua malattia. Un ritratto spietato e crudele della situazione politica americana.

Parks And Recreation

Una serie comica creata dalla coppia Greg Daniels e Michael Schur che racconta la “normale” vita di alcuni impiegati statali che si occupano della manutenzione dei parchi pubblici dell'immaginaria cittadina di Pawnee dell'Indiana. La forma scelta per lo show è quella del mockumentary, ovvero quella del finto documentario. In Parks And Recreation è come se ci fosse sempre una trupe di documentaristi che seguono le vite dei protagonisti e noi viviamo le loro disavventure in prima persona. Una partenza un po' in sordina - forse il debito con il simile The Office era troppo evidente - ma dalla seconda stagione in avanti si vola altissimo e oggi è una delle serie più divertenti della tv. Cast (di comici) stellare: Amy Poheler , Aziz Ansari , Aubrey Plaza , Nick Offerman e, come omaggio a West Wing, Rob Lowe.

Veep

Altra serie comica di stampo politico. Armando Iannucci , regista, scrittore, comico e autore radiofonico e televisivo di origini italo scozzesi, è il responsabile di questo show che racconta la vita lavorativa di Selina Meyer (Julia Louis-Dreyfus , vincitrice di un Emmy per questo ruolo), vice presidentessa degli Stati Uniti d'America. Lo stile è simile a quello citrato precedentemente per Parks & Recreation, con le debite differenze. Iannucci, che è un autore raffinato, preferisce chiamarlo cinéma-vérité. Comunque lo si voglia chiamare, lo stile scelto funziona e Veep è decisamente divertente.

1600 Penn

Non tutte le ciambelle riescono con il buco e questa serie ne è la riprova. La storia, ancora uan volta, è la stessa: tentare di rendere la quotidianità dei piani alti della politica statunitense. 1600 Penn è la forma gergale con cui si intende 600 Pennsylvania Avenue, ovvero l'indirizzo delle Casa Bianca. Qui risiede il presidente Dale Gilchrist (Bill Pullmann ) con la sua allegra famigliola: la seconda moglie (Jenna Elfman , Dharma di Dharma & Gregg) e i quattro figli, tra cui spunta l'insopportabile Skip, interpretato da uno dei creatori della serie Josh Gad. Umorismo quasi infantile e soprattutto un approccio alla politica fin troppo leggero che invece di nobilitarla, la infanga. Un'occasione sprecata.  

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