Festival di Cannes e Netflix: lo "scontro" tra Almodovar e Will Smith

Dal prossimo anno il Festival di Cannes ospiterà nella selezione ufficiale e in concorso soltanto film distribuiti in sala. Alla larga quelli che hanno diffusione esclusivamente sul web. Un colpo assestato al colosso dello streaming Netflix, contro cui in Costa Azzurra si è aperta una vera e propria battaglia. Non potevano non esserci echi nel giorno d'apertura della settantesima edizione del Festival, con il presidente di giuria Pedro Almodóvar che si schiera per i film in sala e il giurato Will Smith che difende Netflix. Il vecchio contro il nuovo?

Ecco cos'è successo. 


La decisione del Festival di Cannes

Tra i 19 film in corsa per la Palma d'oro ci sono due titoli che hanno creato una rumorosa polemica Oltralpe. Si tratta di The Meyerowitz Stories di Noah Baumbach e Okja di Bong Joon Ho. Cos'hanno di particolare questi due film? Sono prodotti da Netflix per la piattaforma web. Gran putiferio tra distributori ed esercenti dopo che il direttore Thierry Fremaux il 13 aprile ha annunciato i film selezionati

Dopo momenti in cui si è pensato anche a un'esclusione dei due film additati, è arrivata la decisione del Festival, resa nota il 10 maggio: dal 2018 i film nella selezione ufficiale e in concorso al Festival di Cannes dovranno avere una destinazione iniziale per le sale cinematografiche in Francia.


Gli organizzatori della kermesse francese hanno raccontato di aver invitato "invano Netflix ad accettare che questi due film" possano raggiungere i cinema francesi e non solo gli abbonati alla piattaforma. Visto che non è stato raggiunto alcun accordo, è scattata la presa di posizione. Queste le motivazioni: il Festival di Cannes "è lieto di accogliere un nuovo operatore che ha deciso di investire nel cinema, ma vuole così ribadire il suo sostegno alla tradizionale modalità di esposizione del cinema in Francia e nel mondo". 

La legislazione francese, tra l'altro, prevede un periodo di tre anni dopo l'uscita nelle sale prima di rendere un film disponibile su una piattaforma, mentre Netflix ha una politica opposta: uscita on line contemporanea alla loro eventuale uscita al cinema. 

Attacco e difesa:  Almodóvar vs Will Smith
17 maggio: Cannes apre i battenti! Nella conferenza stampa inaugurale Pedro Almodóvar, il presidente della giuria più importante, quella che assegnerà la Palma d'oro, mette subito il dito sulla querelle bruciante: "Sarebbe un paradosso una Palma d'oro a un film che non si vede in sala", ha detto il regista spagnolo. "Tutto questo non vuol dire che io non sia aperto o non rispetti le nuove tecnologie e tutto ciò che queste tecnologie ci portano, ma il cinema secondo me non dovrebbe essere visto in uno schermo più piccolo della sedia su cui ci sediamo, né queste nuove forme di fruizione devono cambiare le abitudini dello spettatore. Per me la soluzione è semplice: le nuove piattaforme devono stare alle regole esistenti".

Una battaglia tra reazionari e innovatori? Tra chi guarda indietro e chi punta avanti? Oppure tra chi pensa alla qualità della fruizione, che prevede uno schermo ampio - quello cinematografico - in cui immergersi in tutte le emozioni, o tra chi preferisce la comodità del sedersi a casa premendo "play"?


Tra chi difende le piattaforme digitali c'è Will Smith, tutto baldanzoso ed elettrico per la sua prima volta a Cannes. Anche lui giurato, ha detto: "Netflix a casa mia ha portato tanto buon cinema e ci ha fatto scoprire capolavori del passato che avevamo perduto". Specificando: "Ho tre figli, che hanno dai 16 ai 24 anni, e vanno almeno due volte alla settimana al cinema. Allo stesso tempo, in casa abbiamo Netflix, strumento che da quando è arrivato non ci ha tolto nulla ma che, al contrario, ci ha portato solo benefici, di fatto ampliando per i miei ragazzi la comprensione cinematografica a 360 gradi, visto che ormai la linea di demarcazione tra la sala e la proposta Netflix si è di fatto azzerata".

Guarda caso, Will Smith è nel cast del nuovo film Netflix Bright.

Il direttore dei contenuti di Netflix Ted Sarandos un paio di giorni fa, entrando nel merito della vicenda, aveva dichiarato che Cannes dovrebbe aderire alla sua missione principale, quella di "celebrare le arti a prescindere dalla piattaforma".

Ma quel romanticone di Almodóvar ha un'altra visione del "celebrare le arti". Nel sottolineare lo spirito della sua missione nella "grande festa di Cannes", ha auspicato: "Mi auguro in questa avventura, con la giuria eclettica al mio fianco - Paolo Sorrentino, Jessica Chastain, Maren Ade, Fan Bingbing, Park Chan wook, Agnes Jaoui, Will Smith, Gabriel Yared -, di essere testimoni di quella sensazione, quasi un miracolo, che ti capita in sala quando vedi film come La Dolce Vita e Apocalypse Now, i primi esempi di Palme d'oro che mi vengono in mente". In sala, appunto, non davanti a un monitor. 

YOU MAY ALSO LIKE