Elton John contro Dolce e Gabbana per l'intervista a Panorama

Lotta continua. La polemica sul matrimonio omosex e i figli in provetta scatenata dalle dichiarazioni di Dolce & Gabbana. Ora a lanciare la fatwa è sir Elton John, che si è scagliato contro le dichiarazioni dei due stilisti: «Come vi permettete di dire che i miei meravigliosi figli sono 'sintetici'?", ha scritto, intimando loro di «vergognarsi per aver puntato i loro ditini contro la fecondazione in vitro, un miracolo che ha consentito a legioni di persone che si amano, etero ed omosessuali, di realizzare il loro sogno di avere figli. Il vostro pensiero arcaico è fuori tempo: proprio come le vostre creazioni di moda».

E a questo punto, novella strega Malefica, lancia il boicottaggio: «Non indosserò mai più nulla di Dolce e Gabbana».

LEGGI QUI: DOLCE E GABBANA, L'UNICA FAMIGLIA È QUELLA TRADIZIONALE

Elton John e David Furnish
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Elton John è in prima linea nella lotta per sconfiggere l'AIDS
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Elton John e David Furnish
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Elton John sarà celebrato nell'album-tributo "Revamp" da Ed Sheeran, Coldplay, Lady Gaga e Miley Cyrus
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5) ELTON JOHN - Wonderful crazy night
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Stefano Gabbana e Domenico Dolce
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Stefano Gabbana e Domenico Dolce in una foto d'archivio
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Gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana al termine della presentazione della collezione primavera - estate 2012
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Stefano Gabbana e Domenico Dolce nel 2001
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Stefano Gabbana e Domenico Dolce in una foto d'archivio
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Stefano Gabbana e Domenico Dolce nel 2012. MATTEO BAZZI / ANSA
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Gli stilisti Stefano Gabbana (sinistra) e Domenico Dolce salutano gli ospiti al termine della sfilata Dolce&Gabbana, 23 settembre 2012, in occasione della settimana della moda donna primavera estate 2013. ANSA / MATTEO BAZZI
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Stefano Gabbana e Domenico Dolce nel 2009.
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Stefano Gabbana e Domenico Dolce nel 2009. DANIEL DAL ZENNARO/ANSA
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Stefano Gabbana e Domenico Dolce nel 2001
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Stefano Gabbana e Domenico Dolce durante la settimana della moda milanese in una foto d'archivio del 17 gennaio 2011. ANSA / MATTEO BAZZI
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Domenico Dolce e Stefano Gabbana durante una partita Milan-BArcellona allo stadio Meazza nel 2012. ANSA/MATTEO BAZZI
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Stefano Gabbana e Domenico Dolce nel 2012

Il web si scatena e tutti i siti internazionali, da Times a Stern, da ABC al Guardian fino a Spiegel la rilanciano. La tennista Martina Navratilova, fresca sposa della storica compagna Julia Lemigovaha, ha dichiarato di aver buttato via tutte le sue t-shirt di D&G.
Courtney Love, moglie di Kurt Cobain, ribadisce il concetto, definendo la posizione dei golden boy della moda italiana un bigottismo senza senso: "Ho appena messo insieme tutti i miei accessori Dolce e Gabbana e voglio bruciarli". Le fa eco Riky Martin, il cantante diventato padre con la fecondazione in vitro.

Mentre si preparano pire di abiti di pizzo nero, quasi fossero libri, una curiosa inversione del «Je suis Charlie» sta combattendo il libero pensiero dei due stilisti.

Il direttore di Panorama, Giorgio Mulè, si interroga su twitter a proposito della guerra d’opinione. E alla pop star inglese chiede: "Provare ad accettare idee diverse dalle tue è un buon esercizio di democrazia. Ed è pure facile!".

Molto più diretto un Instagram che appare con il nome di Stefano Gabbana (ma non si è sicuri che sia lui): «Fascist», urla a Elton John.

Dopo poco viene rimosso, ma inizia la lunga sequela di chi dà ragione a Dolce e Gabbana. Colpevoli solo di aver espresso una loro convinzione.
"Crediamo fermamente nella democrazia e pensiamo che la libertà di espressione sia una base imprescindibile per essa. Noi abbiamo parlato del nostro modo di sentire la realtà, ma non era nostra intenzione esprimere un giudizio sulle scelte degli altri. Noi crediamo nella libertà e nell'amore", dichiara Stefano Gabbana. E aggiunge Dolce: "Sono siciliano e sono cresciuto con un modello di famiglia tradizionale, fatto di mamma, papà e figli. So che esistono altre realtà ed è giusto che esistano, ma nella mia visione questo è quello che mi è stato trasmesso, e con questi i valori dell’amore e della famiglia. Io sono cresciuto così, ma questo non vuol dire che non approvi altre scelte. Ho parlato per me, senza giudicare le decisioni altrui".

Ma la macchina inarrestabile dei social network non si ferma e il profumo firmato D&G lanciato in queste ore su Instagram è ribattezzato Homophobe.
Qui i tweet con #boycottdolcegabbaba e #dolcegabbana:

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