Catalogna
iStock - donfiore
News

Elezioni in Catalogna: chi sono i leader unionisti

La Catalogna è arrivata alla fine del 2017 divisa in due, tra indipendentisti e unionisti. Il 21 dicembre, infatti, la Regione sarà chiamata alle urne dopo l’ultimo referendum che ha visto come conseguenze prima la dichiarazione d’indipendenza della Regione, passando per il pugno di ferro del primo ministro spagnolo Mariano Rajoy sulla Generalitat, e poi l’assunzione di tutti i poteri da parte del governo di Madrid, la destituzione del capo dei Mossos d'Esquadra, Josep Lluìs Trapero, il carcere per gli esponenti secessionisti e l’esilio a Bruxelles del presidente Carles Puigdemont.

I leader unionisti

La Catalogna, al momento, è allo stallo. Nonostante gli appelli dei candidati dei partiti unionisti (Ciudadanos, Partito Popolare, Partito Socialista) il trasloco di sede delle maggiori banche e aziende da Barcellona a Madrid e un paventato impatto negativo sull’economia spagnola, la storia della Regione è ferma ma ancora tutta da scrivere.

Una cosa invece è certa. Tra gli intransigenti e i moderati dell’unione, le figure di spicco di coloro che vogliono tutti sotto l'ala della Spagna, dai sondaggi, non sembrano essere riuscite appieno a conquistare i cuori dei catalani che desiderano conservare l’autonomia e allargarla, ma non attraverso uno strappo con il governo centrale. Ma chi sono questi leader e cosa hanno promesso?

Chi è Xavier García Albiol

Xavier García Albiol, leader dei popolari (PP) arriva al voto del 21 dicembre nella scomoda posizione di essere il leader del Partido Popular in Catalogna, avere solo l’8,5% dei voti, e rappresentare il partito del premier spagnolo Mariano Rajoy, ad oggi figura che ha perso molti punti anche tra gli spagnoli unionisti. Candidato per la Presidenza della Generalitat, Albiol (classe 1967) è stato sindaco di Badalona sostituendo Alicia Sánchez-Camacho come numero uno nelle elezioni del 2015 vivendo poi nel Parlamento due anni tra alti e bassi. Definito un politico controverso ed etichettato come xenofobo, si è fatto conoscere in tal senso con un discorso duro e diretto che ha riportato indietro la Spagna di decenni.

Il suo messaggio ai catalani: “Mantenere gli effetti dell’articolo 155 della Costituzione contro chi l’ha definito un colpo di Stato”.

Chi è Inés Arrimadas

Inés Arrimadas è una catalana che non vuole l’indipendenza della Regione e che, soprattutto in questi mesi si è battuta per un progetto di unità nazionale ed europea attraverso una strenua opposizione all’interno del Parlamento. Presidente del gruppo Ciudadanos, al referendum del 1 ottobre, ha votato contro e durante la discussione si è allontanata.

Nata a Jerez de la Frontera (Cádiz) nel 1981, vive da sempre in Catalogna. Le uniche pause fuori confine sono state per gli studi: laureata in Diritto e Amministrazione e direzione di Imprese, ha fatto un master in Gestione e amministrazione a Nizza.

Tornata in Spagna è stata responsabile di qualità e amministrazione in un’impresa di servizi industriali del settore petrolchimico, oltre che impiegata nella pubblica amministrazione D’Aleph. Poi nel 2011 la svolta e il passaggio in politica. Dopo aver partecipato a un comizio del partito Ciudadanos con una collega di lavoro, l’anno successivo viene scelta in qualità di deputato del Parlamento catalano nelle elezioni autonome.

Il suo fidanzato (dal 2016, marito) Xavier Cima, era deputato del partito Convergenza Democratica della Catalogna prima di conoscerla. Molto abile riuscirà a convincere i suoi concittadini?

Il suo messaggio ai catalani: “Siamo l’alternativa ai partiti nazionalisti che hanno messo in pericolo la democrazia in Catalogna e hanno profondamente danneggiato l’economia e il benessere della Regione”.

Chi è Miquel Iceta

Per molti anni Miquel Iceta è stato uno dei grandi personaggi del socialismo. Oggi, come leader del PSC è considerato uno dei protagonisti cruciali della svolta catalana. Nato nel 1960, il suo interesse per la politica è arrivato intorno al 1977, anno in cui si è unito al partito socialista catalano. In accordo con politici di altri partiti come il vicepresidente, Soraya Sáenz de Santamaría, e il leader di SíQueEsPot, Lluís Rabell, Iceta si è schierato apertamente dalla parte degli unionisti. Alla manifestazione di ottobre tra le molte formazioni politiche che spingevano per l’attivazione dell’articolo 155 della Costituzione, c’era il Partit Socialista de Catalunya (PSC) prorpio con Iceta in testa.

Il suo messaggio ai catalani: “Arrivare a un accordo post-elettorale con i partiti indipendentisti”.

Per saperne di più:

Catalogna: 5 errori di Puigdemont

Catalogna: la fuga di Puigdemont


YOU MAY ALSO LIKE