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(Ansa)
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Il divorzio dei ricchi Bill e Melinda

Bill e Melinda Gates divorziano, a conferma che la felicità, quale missione del matrimonio, non è astrattamente legata all'esistenza di un'oasi permanente di benessere ottenibile per via economica.

Ci avevano già abituato alla notizia altri famosi ricconi come Jeff Bezos, Angelina Jolie, Sharon Stone e Robert De Niro, rimasti imbrigliati nelle maglie di un difficile divorzio che ha sancito la fine del "e vissero per sempre felici e contenti".

I ricconi più fortunati si sono potuti avvantaggiare di un accordo prematrimoniale che, almeno per l'aspetto economico, ha evitato loro di finire triturati nelle aule dei Tribunali, in balia di una giustizia lenta che avrebbe probabilmente scontentato entrambi con costi inenarrabili.

Ricchi o no, l'accordo prematrimoniale è ancora l'isola che non c'è, come ha voluto precisare la nostra Corte di Cassazione con la pronuncia del 26 aprile 2021, che ha nuovamente – e sonoramente - bollato di nullità gli accordi conclusi in sede di separazione in vista del futuro divorzio, ribadendo il suo pregresso e granitico orientamento.

Ma pur rassicurati dal fatto che i Gates non litigheranno per questioni patrimoniali, c'è chi descrive una Melinda ritiratasi nei Caraibi, dopo avere scoperto una relazione del suo Bill con una bella e giovane cinese.

Altri pettegolezzi parlano di una crisi iniziata nel 2013 quando Bill cominciò a frequentare il finanziere Jeffrey Epstein, il milionario newyorkese morto suicida nel 2019 in carcere, dove era detenuto con l'accusa di traffico sessuale di minorenni.

A ben vedere Melinda, che in tempi non sospetti dichiarò "solleverò le donne con un razzo", ha vissuto un bel po' di anni matrimoniali in intimità con i demoni del dolore, al pari di tante donne di estrazione sociale diversa dalla sua, a dimostrazione del fatto che un portafoglio gonfio non necessariamente è sinonimo di matrimonio felice.

E siccome il dolore viene interpretato come un segno di debolezza e non compatibile con le performance della perfettibile apparenza, è comunque arrivato il laconico comunicato ufficiale con cui la coppia conforta i propri fans dichiarando di non riuscire più a crescere come coppia.

Nelle retrovie, sempre da indiscrezioni riportate dalla stampa americana, pare che i due coniugi per mesi abbiano lavorato, in privato, a un accordo finanziario, tanto che proprio in questi giorni, sarebbero stati disposti giroconti da capogiro e corpose cessioni di quote e azioni societarie, in barba a quanto aveva dichiarato Melinda di non volere chiedere nulla al marito.

Il che sarebbe anche logico: cosa mai potrebbe chiedere Melinda Gates al ricchissimo marito con il quale ha, peraltro, una fondazione filantropica, la Bill & Melinda Gates Foundation, che i due giurano proseguirà la sua attività, a tacer delle altre società di questa straordinaria donna (quantomeno nel conto corrente bancario), che operano in svariati ambiti, fra cui l'emancipazione femminile?

Potrebbe mai un'esponente orgogliosa del gentil sesso che ha sempre portato avanti battaglie per la parità di genere e l'affermazione della donna, oggi rivolgersi ad un Tribunale? No, e infatti: Bill e Melinda risolveranno tutto in privato con i loro costosissimi avvocati, senza strascichi legali.

Nell'ipogeo della plutocrazia succede anche questo, succede che si stravolgano le regole dei comuni mortali i quali, nelle aule di giustizia, si azzuffano anche solo per vendetta rivendicando somme trascurabili che quei due non concepirebbero nemmeno come mancia al ragazzo delle pizze.

Noblesse oblige, cari miei, il potere del denaro - quando è stratosferico - è anche quello di sovvertire le dinamiche dei comuni mortali.

E qui, di soldi, ce ne sono talmente tanti, ma talmente tanti che nessuno di noi saprebbe anche solo immaginare come spenderli in cento vite, figuriamoci sprecare anche un solo minuto a litigare per questi.

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