Via del Governo al nuovo decreto sul Pnrr, con qualche malumore

Nel giorno in cui arriva la prima rata da 21 miliardi di euro (10 miliardi di sovvenzioni e 11 di prestiti) dalla Commissione europea per il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Consiglio dei ministri approva misure per facilitare la messa a terra del Pnrr e contrastare l'evasione fiscale. Risultato che non va propriamente nella direzione desiderata da Confindustria e da altre associazioni. Il Presidente dell'Unione per la Difesa dei Consumatori, Denis Nesci, sperava infatti che il governo oggi potesse intervenire con provvedimenti più robusti e strutturali, vista la situazione economica e il crollo della fiducia degli italiani. Mentre il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, a SkyTg24, aveva dichiarato come una revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza “è inevitabile anche solo per la questione dei costi”. Di fronte ai rincari “obiettivi come piste ciclabili o decoro urbano” sono meno importanti. Auspici che dunque non hanno trovato riscontro nel testo del Pnrr approvato in Cdm.

In questo c’è infatti la creazione di un fondo di competenza del Mite per i progetti di transizione ecologica. Si prevedono 5 milioni ogni anno dal 2022 al 2024. Sempre focus ambiente, per monitorare i cambiamenti climatici viene creato il Sistema nazionale prevenzione salute, che ha l’obiettivo di migliorare, armonizzare le politiche e le strategie messe in atto dal Servizio sanitario nazionale per la prevenzione, il controllo e la cura delle malattie acute e croniche, trasmissibili e non, associate ai rischi ambientali e climatici. Viene poi previsto un potenziamento del sistema di monitoraggio dell'efficientamento energetico attraverso le misure di ecobonus e sismabonus con il coinvolgimento dell'Enea. E viene esteso l’obbligo della fatturazione elettronica anche alle partite Iva (regime di vantaggio e forfettario) a partire dal 1° luglio 2022.

Ma non solo perché sono state anche potenziate le misure anti evasione, in particolar modo le multe per gli esercenti che non accettano i pagamenti elettronici. Le sanzioni per questo comportamento sarebbero dovute entrare in vigore nel 2023, ma il Cdm ha deciso di anticiparle a giugno di quest’anno. Attenzione si è data anche alla Pubblica amministrazione, focalizzandosi sulle norme di assunzione dei dipendenti, compresa l’introduzione di regole per l’uso dei social network. E secondariamente sui concorsi. In questi verrà introdotto in modo obbligatorio la seconda lingua straniera (sempre previste prova scritta tecnica e orale). Il Pnrr guarda però anche alla parità di genere: le amministrazioni pubbliche potranno infatti prevedere delle misure che attribuiscono dei vantaggi specifici al genere meno rappresentato. Misura che dovrà essere perfezionata entro il 30 settembre, quando il dipartimento della Funzione pubblica adotterà specifiche linee guida sul tema.

Spazio poi è stato dato anche alla lotta contro il lavoro nero. E dunque, tutte le attività ispettive portate avanti dall'Ispettorato nazionale del lavoro, dal personale ispettivo dell'Inps, dell'Inail, l'arma dei Carabinieri e della Guardia di finanza dovranno confluire in un portale unico nazionale gestito dall'Ispettorato nazionale del lavoro denominato “Portale nazionale del sommerso (Pns).

E infine, tra le misure urgenti per l’attuazione del Pnrr troviamo anche lo slittamento dal 16 maggio al 15 luglio dell’entrata in vigore del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza; e gli investimenti nelle zone economiche speciali (Zes). Il credito d'imposta previsto per l'acquisizione di nuovi beni strumentali viene esteso anche all’acquisto di terreni e ai lavori di realizzazione o ampliamento degli immobili. Per rafforzare la struttura produttiva delle Zes vengono stanziati 250 milioni di euro, di cui 50 milioni per il 2022 e 100 per ciascuno degli anni 2023 e 2024.

YOU MAY ALSO LIKE