Sul coprifuoco il Pd smentisce se stesso

«La Lega si assume una grossa responsabilità a rompere l'unità del governo…». Debora Serracchiani, capogruppo del Pd alla Camera dei Deputati, a nome del partito così ieri ha commentato la decisione di Salvini di non votare in consiglio dei ministri il decreto sulle riaperture che entrerà in vigore dal 26 aprile per il famoso caso del mancato spostamento del coprifuoco dalle 23 alle 22. Critiche pesanti ribadite anche oggi sempre dalla stessa Serracchiani e da altri esponenti del Nazareno che hanno spiegato in tv come quello della Lega sia un «grave errore»

La cosa curiosa è che l'ex Governatrice e, ripetiamo, Capogruppo alla Camera, dovrebbe sapere che la richiesta di maggiore aperture e allargamento del coprifuoco arriva anche dalle Regioni che hanno votato questa richiesta all'unanimità. E unanimità significa che sono della stessa idea del leader leghista anche ad esempio il governatore dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, o quello della Toscana, Giani e persino quello della Campania, De Luca oltre che, soprattutto, il Lazio governato da colui che fino ad un mese fa era il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Gente di primo piano del partito… che ad oggi non hanno smentito o cambiato opinione.

Quindi di fatto il Pd critica se stesso: i vertici del partito contro i suoi stessi governatori.

Ma tutto questo passa sotto silenzio; passa l'idea che sia solo il solito cattivo Salvini a forzare la mano per i soliti motivi elettorali, mentre la richiesta di più libertà arriva in maniera molto forte anche dai territori, in poche parole dalla pancia del paese, che non ne può più.

Non ne può più dei rinvii (in questi giorni dovevamo già essere ampiamente dentro i 500mila vaccinato al giorno, ma siamo purtroppo lontani e la data viene spostata settimana dopo settimana) come non ne può più di sentire cose che sembrano avere poca logica come l'estensione del coprifuoco alle 22 fino a luglio.

Una notizia che ha ucciso quei primi spiragli di ripresa del mondo del turismo interno e soprattutto internazionale. Perché non ci sarà uno straniero che si uno che vorrà venire in vacanza nelle nostre città, sulle nostre spiagge, sapendo che la sera alle 22 bisogna chiudersi in albergo.

Ma su questo il Pd non ha nulla da dire. Silenzio, imbarazzo, difficoltà interne che da due anni e mezzo ormai si coprono con il solito «dagli al Salvini».

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