Dopo il divorzio tra Rousseau e il Movimento 5 stelle per il mancato versamento dei 450mila euro che gli eletti devono alla piattaforma di Casaleggio, resta il nodo sul conto privato del “Comitato per le rendicontazioni/rimborsi del M5s”. Da oltre 7 milioni di euro.
Dal 2018 infatti le restituzioni degli eletti del Movimento 5 Stelle confluiscono in un conto privato intestato inizialmente al capo politico Luigi di Maio insieme e ai capigruppo di Camera e Senato Francesco d’Uva e Stefano Patuanelli. Un conto passato poi con atto notarile del 2 marzo 2021 a Vito Crimi insieme ai rispettivi nuovi capigruppo di Camera e Senato Davide Crippa e Gianluca Perilli. Fino ad agosto 2018 le restituzioni finivano nel “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” che è un fondo dello Stato. Dal 14 marzo 2019 invece confluiscono su questo conto privato: “Per poter diversificare le nostre azioni in maniera efficace abbiamo deciso di avere un unico “contenitore” degli extrastipendi ma soprattutto vogliamo coinvolgere i nostri iscritti in queste decisioni-spiega il Movimento in un post del Blog delle stelle il 15 marzo 2019.

Ma dopo la separazione con Casaleggio chi deciderà l’utilizzo delle restituzioni visto che il Movimento ne esce senza nemmeno i dati degli iscritti?
Ad oggi sul conto privato di Crimi e dei capigruppo ci sono oltre 7,5 milioni di euro. Inoltre ad aprile 2021 Vito Crimi ha deciso di aprire un secondo conto.
Gli eletti del Movimento dovranno versare 2.500 euro a testa: 1.500 euro andranno come restituzioni mentre i restanti 1.000 serviranno a finanziare l’organizzazione del nuovo Movimento 5 Stelle e confluiranno in un conto aperto dal tesoriere Claudio Cominardi. Una scelta che di fatto dimezza i soldi che tornano alla collettività.
“Ad un certo punto, senza alcuna autorizzazione degli iscritti, è stato costituito un comitato privato fatto dal capo politico e dai capigruppo di camera e senato che aveva lo scopo di raccogliere i soldi dai parlamentari. Più di un parlamentare ha sollevato numerose perplessità sulla gestione di questi fondi- ci racconta l’On. Fabio Berardini ex 5 stelle.
L’Atto Notarile – il documento
Cosa ne pensa della rottura del Movimento con Rousseau?
È chiaro che la lotta riguarda il potere di fare le liste e di prendere le decisioni. Chi comanda la piattaforma informatica dove si svolgono le votazioni per scegliere i parlamentari e per effettuare le scelte decisive, comanda il Movimento.
Questo mi sembra chiaro.
La vera anomalia è stata l’assenza di un contratto di servizio tra il Movimento e Rousseau. Ora la bomba è deflagrata.
Anche altri eletti fuoriusciti dal Movimento nel corso del tempo hanno chiesto una rendicontazione del conto senza avere risposte come la senatrice Elena Fattori e l’ex ministro Lorenzo Fioramonti.
Nessuno sa esattamente cosa succede nei conti privati del movimento, perché non ci sono revisori dei conti che controllano e che alla fine dell’anno ti dicono quali sono stati i movimenti e se sono state rispettate tutte le regole che in genere si attribuiscono ai conti associativi o alle fondazioni- ci spiega l’ex ministro Lorenzo Fioramonti
Perché ritiene che un conto privato non sia adatto?
Il conto del Movimento 5 stelle come tutti i conti privati non è deducibile dalle tasse. Ad esempio se io faccio una donazione alla Croce rossa o a qualunque altra associazione la posso dedurre dalle tasse perché sono soldi che non ho guadagnato. Se invece faccio un bonifico a lei sul suo conto privato, io non posso dedurlo dalle tasse perché saranno fatti miei perché glielo dati e così funziona per il conto del Movimento. È paradossale che delle persone debbano pagare delle tasse su 5/6 mila euro quando ne hanno guadagnate la metà. Sono osservazioni di una banalità pazzesca. Il conto doveva essere intestato ad una fondazione e controllato dai revisori dei conti che ogni anno almeno avrebbero pubblicato un rapporto su come sono stati spesi i soldi.
Lei ha espresso questo sue perplessità sulla questione al Movimento?
Certo per ogni volta che l’ho fatto pubblicamente l’ho detto almeno 20 volte all’interno del Movimento e Di maio ha sempre risposto: “poi vediamo, si lo faremo però intanto facciamo così” Purtroppo più di una volta mi è sembrato di essere in un movimento gestito da bambini e invece era il timone dell’Italia. Non si può gestire così nè un partito né un Governo per fortuna ne sono uscito fuori.
