La Lamorgese ammette che siamo a rischio attacco ma non fa nulla

«Poteva capitare ovunque, in Italia ed in Europa». Al termine del Comitato per la Sicurezza organizzato a Rimini, dove pochi giorni fa un somalo, clandestino, ha accoltellato due controllori colpevoli di avergli chiesto il biglietto del pullman sul quale viaggiava (biglietto che non aveva…) ed in bambino di 5 anni il Ministro degli Interni, Luciana Lamorgese ha provato a rassicurare così tutti gli italiani: poteva capitare ovunque, a te, a me, a Rimini come a Monza, di mattina come la sera, sul pullman o in strada.

Ecco, qualcuno le spieghi che queste parole più che tranquillizzare preoccupano. E tanto. Per due motivi. Il primo è che di fatto questa sorta di «mal comune, mezzo gaudio» ci rende molto ma molto paurosi. Perché la titolare del Viminale ci ha appena detto che siamo tutti a rischio, che un gesto del genere non si può evitare (o è lei che non lo sa evitare?), che, in soldoni, è questione di fortuna salvarsi o meno. E non di sicurezza. Soprattutto ci ha detto che lei non ci può far nulla per evitare gesti come questo. Un'ammissione di impotenza che lascia attoniti. Anche perché la Croce Rossa aveva segnalato più volte la pericolosità del richiedente asilo, dai noti problemi psichiatrici. Un appello caduto nel vuoto.

Il secondo è che, raccontando il peregrinare di questo cittadino in giro per l'Europa da 6 anni, il Ministro Lamorgese dimostra il fallimento delle politiche di accoglienza e che di fatto siamo impotenti davanti a questo flusso di persone in difficoltà (non tutte) e che sono del tutto sconosciute. Non sappiamo alla fine chi sono e cosa vogliono fare da noi.

"Era in giro in Europa da vari anni, dal 2015. E' andato in Svezia, Danimarca, Austria, Germania, Svizzera, ove regolarmente ha proposto la domanda di protezione

internazionale". Ecco: regolarmente, ha detto il Ministro.

Insomma, il somalo, disturbato mentale, clandestino, che stava per uccidere due uomini ed un bambino, era in regola con le procedure europee per la richiesta di asilo. Regolare Lui, in pericolo Noi.

La cosa ancor più grave è che il comitato per la Sicurezza è stato un gesto senza alcuna decisione concreta sul caso e sul problema immigrazione in generale.

Il Ministro Lamorgese dunque si è limitato a recarsi sul posto, a dirci che «non è terrorismo», a portare la solidarietà ai feriti ed alle Forze dell'Ordine. E basta. Come passare una bella mano di vernice su di un muro che ormai fa umidità da ogni poro.

L'Italia è un paese poco sicuro. Lo sapevamo. Oggi ce lo ha confermato anche il ministro dell'Interno. «Poteva capitare ovunque…». Per migliorare le cose forse bisognerebbe cambiare lei. E mettere uno o una che dopo un episodio simile ci dica l'esatto contrario: «Non succederà più e faremo di tutto affinché non succederà più».

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