Cesare Battisti
ANSA/DEIVYSON FERNANDES
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Cesare Battisti e la nuova fuga (arrestata) verso la Bolivia

Condannato all'ergastolo in via definitiva per quattro omicidi commessi durante gli anni di piombo, Cesare Battisti dal 2004 si trova in Brasile, Paese da cui nel 2010 ha ottenuto lo status di rifugiato politico, grazie all'ex presidente della Repubblica, Luiz Inácio Lula da Silva. Ma proprio dal Brasile ha tentato di fuggire l'ex membro dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo).

Come riportano in media brasiliani, Battisti sarebbe stato arrestato a Corumbá, vicino al confine con la Bolivia. Ecco cosa sappiamo.

Perché Cesare Battisti è stato arrestato

Le autorità brasiliane sarebbero convinte che Cesare Battisti stesse cercando di fuggire in Bolivia. L'italiano sarebbe stato fermato dalla polizia stradale federale durante un normale blitz.

Stava cercando di attraversare il confine con la Bolivia a bordo di un taxi ed era in possesso di una quantità "significativa" di valuta straniera non dichiarata: questo sarebbe stato il motivo del fermo.

Attorno a Cesare Battisti e alla sua estradizione è in corso da tempo un braccio di ferro tra istituzioni italiane e brasiliane. La difesa dell'ex terrorista ha presentato una richiesta di "habeas corpus" alla Corte suprema brasiliana proprio per evitare una possibile estradizione. È notizia recente, invece, la richiesta da parte del governo italiano a quello brasiliano di rivedere lo status di rifugiato politico.

Infatti su Twitter la Farnesina, proprio nel giorno della notizia della tentata fuga in Bolivia, fa sapere che continua il "lavoro con autorità brasiliane" per "riportare #Battisti in Italia e assicurarlo alla giustizia".

Le tante fughe di Cesare Battisti

Cesare Battisti, 55 anni, non è nuovo alle fughe. Dopo essere evaso nel 1981 e aver vissuto come latitante a Parigi e in Messico, è stato condannato in Italia in contumacia in via definitiva nel 1993 per quattro omicidi. L'ex terrorista rosso è fuggito prima in Francia e poi in Brasile. Qui fu arrestato nel 2007: l'Italia ne chiese allora l'estradizione.

Nel 2009 la Corte suprema brasiliana aveva autorizzato l'estradizione, ma necessitava del verdetto finale del capo dello Stato. Il presidente brasiliano Lula aspettò il suo ultimo giorno di mandato, il 31 dicembre 2010, per negarla.

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