Caterina Balivo: "Monte Bianco è la mia nuova sfida"

La nuova scalata verticale di Caterina Balivo si chiama Monte Bianco. Alla conduttrice piace stupire e qualche volta pure azzardare e così, con un cambio repentino, è pronta a passare dagli studi ovattati di Via Mecenate alla montagna più tosta. Perché si scrive adventure show ad alta quota ma si legge sfida tra cordate con sette vip - Gianluca Zambrotta,Arisa,Jane Alexander,Stefano Maniscalco,Filippo Facci,Dayane Mello ed Enzo Salvi – scortati nell’ascesa alla vetta più alta d’Europa da altrettante guide professioniste. La conduttrice affronta un nuovo genere tv e ai tutorial pomeridiani di Detto Fatto affianca da lunedì 9 novembre (in prima serata, sempre su Rai 2) l’inedito racconto di una gara tra alpinismo, canyoning e vita nel campo base. Che da agosto, ovvero appena terminate le riprese, si porta appresso uno strascico di polemiche sollevate dai puristi della montagna. “Un colpo di caldo”, dice a Panorama.it liquidando ironicamente il polverone.

Istrionica Balivo. In un anno sei passata dal pastry chic de Il più grande pasticcere alla scalata del Monte Bianco. Che esperienza è stata?

Lo considero un regalo, una sfida nuova e affascinante. Sono molto grata al direttore di Rai 2 Angelo Teodoli e lo dico pubblicamente: Monte Bianco è una stata un’esperienza talmente forte - per certi aspetti traumatica - che resterà per sempre una delle più belle esperienze lavorative della mia carriera.

Perchè traumatica?

Un conto è condurre in studio, dove se sbagli puoi rimediare. Un conto è farlo in uno studio a cielo aperto, con mille imprevisti. Mi sono messa in gioco, non so quante altre conduttrici avrebbero accettato.

Vedremo una Balivo inedita?

Molto wild direi e poco attenta a gruppo e parrucco. Avrei dovuto fare solo i lanci, invece ho sempre raggiunto il set e mi svegliata alle quattro ogni mattina come hanno fatto i concorrenti: non si vedrà ma ho camminato per due ore, proprio come il resto della troupe. Niente divismi, ecco (dice ridendo).

Il cast è decisamente trasversale. A sensazione viene da pensare che Arisa e il giornalista Filippo Facci, notoriamente di gran temperamento, ci daranno parecchie soddisfazioni.

Tutti hanno dato tantissimo al programma, non risparmiandosi. A livello fisico i primi dieci giorni sono stati molto duri, perché salire in quota e poi scendere non è una passeggiata. Facci sarà uno dei grandi protagonisti, ma anche Dayane Mello è uno dei concorrenti da tenere d’occhio. Non mancheranno i colpi di scena.

In attesa di vederli in azione, tocca tornare sulle polemiche del CAI, che ha parlato di "umiliante farsa". Ad agosto, ovvero tre mesi prima della messa in onda.

Sono rimasta molto sorpresa dalle polemiche, ma visto che è stata un'estate torrida, mi viene da pensare che si sia trattato di un colpo di caldo (ride). Non è un reality, non è una ricostruzione televisiva, è una vera sfida fatta con dei professionisti: è uno spottone alle montagne. Io ingenuamente mi aspettavo persino un placet da parte del CAI.

A proposito di scalate, tocca notare la salita di Detto Fatto, che viaggia spedito verso quota un milione di spettatori. Soddisfatta?

Sono molto contenta perché quest'anno il programma ha una nuova veste. Alla quarta edizione, con sette tutorial al giorno, abbiamo scelto di azzardare ed evolverci. Non potevamo restata al “prima/dopo”: le trasformazioni dei look ci sono ancora ma c’è anche molto altro.

C’è chi dice che il tutorial comincia ad essere un genere usurato.

Ognuno è libero di pensarla come vuole. Noi intanto puntiamo ai tutorial 2.0, strizziamo l’occhio all'attualità, parliamo di start up, mobilità green e scoperte scientifiche. Spesso ci criticano senza nemmeno aver visto una puntata: in studio abbiamo portato uno dei primi robot progettati interamente in Italia, abbiamo mostrato come funziona una stampante in 3D. Il nostro è un pubblico molto attivo, ci segue moltissimo sui social, e gli ascolti sono buoni. Pensa che la rivista vende 130 mila copie al mese.

Perché non hai condotto Il grande pasticcere?

Quando il direttore di Rai 2 mi ha proposto Monte Bianco, ho accettato al volo: lo considero un premio e poi mi piace sperimentare genere televisivi nuovi.

C’è un genere tv nel quale ti piacerebbe cimentari?

Ce ne sono diversi. Non mi dispiacerebbe trovare una formula insolita per realizzare delle interviste speciali, one to one.

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