Carta Covisoc Juventus, cosa c'è scritto e cosa succede adesso [DOCUMENTO]

Inseguita per un anno, sempre negata alle difese, ora l'ormai celebre nota 10940 del 14 aprile 2021, ribattezzata 'Carta Covisoc' è in mano alla difesa della Juventus e dei suoi dirigenti. Così ha stabilito il Tar del Lazio e il ricorso della Federcalcio al Consiglio di Stato perché sospendesse l'ordine di consegna è stato respinto, non avendo ravvisato il giudice amministrativo "un danno definibile come catastrofico per la parte deducente". Se ne parlerà nel merito il prossimo 23 marzo, quando è stata fissata l'udienza, ma l'effetto immediato è stata la pubblicazione delle sei pagine attorno a cui si è consumato uno scontro durissimo tra la Procura Figc e i legali bianconeri.

Cosa contiene? Intanto nessun riferimento diretto alla Juventus (mai citata) e alle sue vicende che sarebbero emerse poi con l'inchiesta Prisma della Procura di Torino. Si tratta di una comunicazione inviata dal procuratore capo della Federcalcio, Giuseppe Chiné, al presidente della Covisoc, Paolo Boccardelli, e per conoscenza al presidente Figc Gabriele Gravina e che fa sintesi di un incontro avuto nei giorni precedenti (7 aprile) per approfondire il tema delle plusvalenze fittizie. Una ricostruzione di casi finiti sotto la lente della giustizia sportiva negli ultimi anni: gli scambi che portarono alla condanna di Chievo e Cesena e quelli finiti, invece, con il proscioglimento di Atalanta e Perugia. Un excursus sui passaggi nei vari gradi di giudizio per fare una "analisi della giurisprudenza che si è formata sul tema". Nulla che lasci immaginare il possibile avvio di un filone di inchiesta.

La data è il 14 aprile 2021 ed è uno dei nodi del contendere perché, in caso di presenza di riferimenti alla materia del successivo processo sportivo alla Juventus, avrebbe portato a retrodatare l'inizio del conteggio dei termini perentori entro cui avviare l'inchiesta sportiva, iniziata poi ad ottobre e, dunque, oltre i 30 giorni eventualmente scattati ad aprile. La lettura della nota non sembra, però, evidenziare la presenza di una 'notitia criminis', pur facendo a sua volta riferimento a un'altra comunicazione protocollata (1440/2021) inviata dalla Covisoc alla Procura Figc il 31 marzo dello stesso anno.

Cosa contenesse questo documento al momento non è noto. Da quanto emerge, si tratterebbe di una comunicazione della Covisoc alla Procura Figc su modalità di operare delle società nel player trading con riflessi sui bilanci che porta come conseguenza la necessità di aprire un "tavolo di lavoro" in cui "delineare un modus operandi condiviso da tutte le componenti federali" sul tema delle plusvalenze. C'era in quella nota il germe della segnalazione della stessa Covisoc da cui nell'ottobre 2021 nasce la prima inchiesta sportiva sulla questione?

Nelle conclusioni della sua comunicazione, il procuratore Chiné scrive: "Sulla scorta di tali considerazioni in diritto, dalle quali questa Procura non può prescindere nell’esercizio delle proprie prerogative inquirenti e requirenti, è evidente che l’esercizio dell’azione disciplinare in questa materia, in una logica metodologica di continuità rispetto alle valutazioni già svolte nelle precedenti fattispecie disciplinarmente rilevanti esaminate, potrà essere utilmente perseguito ove emergano elementi sufficienti a corroborare la necessità di indagare su casi che fanno ragionevolmente ritenere la sussistenza di operazioni di scambio tra calciatori fra due o più società professionistiche, in termini di sistematicità delle medesime operazioni di mercato, non già di un'episodica operazione, finalizzati a sopravvalutare i dati di bilancio delle medesime società mediante, appunto, il sistema delle cosiddette plusvalenze".

Il passaggio "potrà essere utilmente perseguito ove emergano elementi sufficienti a corroborare la necessità di indagare" è quello su cui i legali della Juventus proveranno a lavorare per dimostrare che già ad aprile c'erano gli elementi per aprire il fascicolo di indagine. Con quali fortuna si vedrà al Collegio di Garanzia del Coni che dovrà, però, anche valutare come nel ricorso dei legali bianconeri si faccia riferimento anche al solo effetto di aver celebrato tre gradi di processo senza un atto, poi consegnato su ordine del Tar del Lazio. Un vulnus sufficiente a indebolire le motivazioni della Corte federale d'Appello per la penalizzazione di 15 punti inflitta alla Juventus?

Dipende anche da cosa dirà il Consiglio di Stato entrando nel merito il 23 marzo, data fissata per l'udienza. La Figc aveva impugnato il pronunciamento del Tar del Lazio proprio perché arrivato prima che lo stesso Collegio del Coni si pronunciasse sulla questione, uscendo così dall'ordinamento sportivo. Il tema rimane aperto e quanto deciderà il Consiglio di Stato difficilmente non avrà un riflesso anche sull'ultimo atto della giustizia sportiva sulla vicenda delle plusvalenze contestate alla Juventus.

Il dato è che quello del Consiglio di Stato che ha portato alla consegna della nota 10940 (arrivata in serata ai difensori) è stato unicamente un rigetto della richiesta di sospensiva, senza entrare nel merito. Cosa che accadrà il 23 marzo. Il cortocircuito possibile è che, tecnicamente, anticiperà il giudizio su uno dei punti del ricorso Juventus al Collegio di Garanzia del Coni e dovesse confermare quello del Tar...







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