L’aereo del futuro? Sarà elettrico, silenzioso, pieno di “coccole” digitali

Roberto Catania

Roberto Catania

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Si può parlare di futuro dell’aviazione in un momento in cui molte compagnie aeree fanno già fatica a pensare al domani? Si può, anzi, si deve, è il mercato che lo impone. La guerra delle tariffe non può essere l’unica salvezza per questo settore, ormai è chiaro. Il futuro della mobilità ad alta quota dipenderà sempre più dalla capacità dei grandi protagonisti di migliorare la qualità dei servizi, sia a bordo che fuori.

Le compagnie più lungimiranti sono già al lavoro. Confrontandosi su tutti quegli dettagli che possono migliorare l’esperienza del viaggiatore: riduzione dei tempi morti, qualità dell’intrattenimento, sostenibilità ambientale. È una sfida a tutto campo nella quale la tecnologia sarà ancora una volta decisiva, ha spiegato Peter Duffy, Chief Commercial Officer di Easy Jet; un giorno tutte le compagnie aeree saranno evolute, ma per il momento i risultati premiano chi è partito prima con gli investimenti.

Lotta alle emissioni: il futuro sarà elettrico

Per avere un’idea più chiara di quello che ci attende, ci è sufficiente fare un giro nell’hangar dell’aeroporto londinese di Gatwick, laddove EasyJet ha allestito il suo Innovation Day, una sorta di grande demo delle migliori soluzioni d’avanguardia utilizzate per innovare aerei, sistemi e processi legati all’esperienza di volo.

Ad accoglierci un gigantesco A320neo di linea, ultimo capostipite di una nuova progenie di aeromobili dai consumi ridotti e molto più silenziosa soprattutto in fase di decollo e atterraggio. Nel giro di cinque anni ridurremo del 15% le emissioni di CO2 e del 50% l’inquinamento acustico, promettono i responsabili della società, quasi a sottolineare l’importanza che avrà il concetto di sostenibilità nello sviluppo di un nuovo modello di mobilità dei cieli.

La decisione di rinverdire la flotta con un centinaio A320neo è solo il primo di una serie di investimenti a medio e lungo termine che comprendono fra le altre cose nuovi rimorchiatori elettrici e nuove tecnologie a idrogeno per alimentare le operazioni di rullaggio.

Ma la sfida più ambiziosa che attende la compagnia è in realtà un'altra: portare al decollo un aereo completamente elettrico, un velivolo supersilenzioso e a emissioni zero specificamente concepito per i voli a corto raggio. Il primo mattone di questo superprogetto è già stato posato con la realizzazione di un prototipo realizzato in collaborazione con Wright Electric, azienda composta da ingegneri aerospaziali, esperti di propulsione ed elettrochimica provenienti da NASA, Boeing e Cessna che ha già sviluppato un aeromobile biposto in grado di funzionare senza combustibile fossile.

Al primo volo elettrico ci si arriverà gradualmente, si stima in circa 10 anni: dal prototipo si passerà dapprima a un aereo a dieci posti, quindi a un aeromobile a corto raggio. Quando la fase sperimentale sarà terminata, precisa l’azienda, avremo un velivolo in grado di volare ininterrottamente per 540 km, autonomia più che sufficiente per coprire le rotte più importanti della compagnia, come da Londra a Parigi, Bruxelles, Amsterdam, Colonia, Glasgow ed Edimburgo e da Ginevra a Parigi, Nizza, Pisa, Tolosa, Venezia e Bruxelles.

Se l'ispezione passa dai droni

L'aereo del futuro non sarà solo più pulito e più silenzioso, ma presumibilmente più sicuro. Anche perché a viglilare sull'affidabilità ci sarà - manco a dirlo - un occhio sempre più tecnologico.

La deduzione è pressoché scontata guardando il grosso drone che ronza attorno alla carlinga del nuovo A320neo di Easy Jet. "È il nuovo responsabile dei nostri controlli sulla parte esterna dell’aereo", ci spiega un addetto alla sicurezza della low-cost britannica. Che si sofferma in modo particolare sul guadagno di tempi che questa tecnologia porterà in dote: "Rispetto alle classiche procedure manuali, un controllo di questo tipo riduce la durata delle ispezioni del 90%". Vantaggio non trascurabile per una compagnia aerea che ogni anno trasporta 78 milioni di passeggeri su 880 rotte europee.

I primi quadricottersi deputati al controllo degli aerei Easy Jet si leveranno in volo già all'inizio del prossimo anno, negli hangar londinesi di Gatwick e Luton, poi sarà la volta di altri tre scali, fra cui anche quello di Milano Malpensa.

Easy Jet: come avviene il controllo degli aerei mediante droni

Addio monitor sul sedile: l'intrattenimento ora viaggia sullo smartphone

Altrettanto imminente è il momento del rinnovamento dei sistemi di intrattenimento a bordo. Su questo fronte le idee di Easy Jet sono note da tempo e si fondano sulla volontà di rimpiazzare l’attuale e un po’ vetusto modello di fruizione basato sui classici schermi posti sugli schienali delle poltrone con qualcosa di più vicino agli utenti: lo smartphone ad esempio.

L'obiettivo, detto in altre parole, è portare i film, i programmi TV, i contenuti per bambini, i giochi, gli audiolibri, le informazioni sul volo e tutti gli altri contenuti che siamo abituati a vedere sui monitor degli aerei, sullo schermo dei nostri telefonini. Il primo frutto maturo di questo nuovo modo di intendere l’enterteinment di bordo si chiama AirTime, un servizio sviluppato in collaborazione con Rakuten e Immfly - che dal prossimo anno verrà offerto gratuitamente su cinque aeromobili della flotta EasyJet.

Guidati dalle applicazioni, prima, durante e dopo il volo

Dagli smartphone e da tutti principali dispositivi personali passerà anche tutta la fase di preparazione al volo. Se già oggi utilizziamo la carta d’imbarco digitale per l’accesso ai tornelli e al gate, nei prossimi anni ci abitueremo a essere letteralmente guidati dalle applicazioni mobili in tutti i momenti chiave che precedono il decollo (e che seguono l’atterraggio).

Le applicazioni si sincronizzeranno con i nostri calendari, ci suggeriranno quali extra acquistare, ci avviseranno quando partire per essere inorario all’aereoporto, ci guideranno verso il check in e gli imbarchi e ci suggerirenno dover recuperare il nostro bagaglio, ci spiegano i responsabili di Easy Jet. Non ci sarà nemmeno bisogno di schiacciare troppi tasti ed effettuare troppe ricerche: nella nuova era del volo digitale, sarà possibile parlare - nel vero senso della parola - con i dispositivi (a giugno la compagnia ha lanciato la prima skill di Amazon Alexa per il controllo vocale dello stato del volo) o avere notifiche automatiche in base al momento e al luogo.

Anche l'aeroporto si prepara a cambiare

Una fetta importante delle trasformazioni che investiranno il nostro modo di viaggiare arriverà anche dal rinnovamento degli scali. L'aeroporto londinese di Gatwick ha già fatto sapere di aver avviato un processo di digitalizzazione dei processi basato su sensori IoT che coinvolgerà tutti i punti critici dell'esperienza di viaggio: si va dal controllo dei passaporti al check-in, dalle operazioni di sbarco ai servizi di ristorazione e al recupero bagagli.

Questo video dimostrativo ci aiuta a capire meglio cosa ci attende nell'immediato futuro.

Va da sè che un tale livello di digitalizzazione dovrà procedere di pari passo con un irrobustimento di tutte le specifiche di sicurezza, e non solo per ciò che concerne il pericolo di attentati. Basti pensare a ciò che è successo questa settimana con il black-out di Amadeus Altea, il sistema che gestisce le prenotazioni e il check-in di moltissime linee itnernazionali.

Se, come ormai è evidente, i nostri voli saranno regolati da meccanismi sempre più digitali, il contribuito “umano” dovrà gioco forza concentrarsi sulla qualità e sull’affidabilità dell’infrastruttura informatica.

Per saperne di più

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