AC/DC: i 5 album indimenticabili della band di Malcolm Young

Kevin Winter/ Getty Images
Ac-Dc: Brian Johnson e Angus Young
Kevin Winter/ Getty Images
Brian Johnson ed Angus Young degli Ac-Dc
Getty Images
Ac/Dc

Micidiali riff di chitarre, ritmica serrata, voce aggressiva e tanta voglia di divertirsi. Questi, in sintesi, gli ingredienti del successo degli Ac/Dc, la band australiana più importante di sempre, che ha venduto in carriera oltre 200 milioni di dischi.

Non c’è gruppo heavy metal o grunge che non debba qualcosa alla band fondata dai fratelli Young, che ha riportato l’hard rock alla selvaggia energia delle origini, proprio mentre il prog rock dilagava con le sue lunghe code strumentali all'insegna del freddo virtuosismo.

La dolorosa defezione di Malcolm Young per motivi di salute, morto oggi a 64 anni dopo aver combattuto per anni contro la demenza, non ha impedito agli Ac/Dc di realizzare il sedicesimo capitolo della loro storia, Rock or bust, uscito il primo dicembre del 2014, un album potente e ispirato.

Nel gruppo resta come unico membro originale Angus Young che  in una recente intervista a Rolling Stone, ha ventilato per la prima volta un possibile addio alle scene, ormai sempre più probabile.

Bisogna considerare anche le defezioni di Phil Rudd, ancora alle prese con i suoi guai giudiziari, rimpiazzato nel Rock or Bust World Tour da Chris Slade, batterista solido e dotato che ha già fatto parte del gruppo dal 1990 al 1994, e del cantante Brian Johnson che ha dovuto lasciare il palco per gravi problemi di udito, sostituito temporaneamente da Axl Rose, a cui si è aggiunta alla fine del tour quella del bassista Cliff Williams, che militava  negli AC/DC dal lontano 1977.

La band australiana più importante di sempre dal 1973 porta pervicacemente avanti la sua visione dionisiaca del rock and roll, senza cedere mai alle lusinghe di una power ballad da accendini nello stadio, ma adesso i titoli di coda appaiono sempre più probabili.

Ripercorriamo insieme i cinque album fondamentali della storia degli Ac/Dc, una storia che, ci auguriamo, riserverà ancora delle sorprese.

1) Back in black (1980)

Indimenticabile la copertina tutta nera, così come i 42 minuti di hard rock brutale e trascinante del disco. L’album è un omaggio all’ex cantante Bon Scott, morto il 19 febbraio del 1980 dopo una notte di eccessi. Inutile soffermarsi sulle singole canzoni, ognuna è un capolavoro.  Back in black, con 50 milioni di copie, è il secondo album più venduto di sempre dopo l’irraggiungibile Thriller di Michael Jackson. Se non l’avete a casa, scendete e compratelo.

2) Highway to hell (1979)

I riferimenti al satanismo del titolo, che sembravano confermati dalle corna indossate in copertina dall’allora frontman Bon Scott, sono stati categoricamente smentiti dagli Ac/Dc. La highway che ha ispirato l’album è  la Canning Highway, un’autostrada a quattro corsie che si estende da Perth a Fremantle, tristemente nota per il gran numero di incidenti. Ecco il motivo del suo soprannome di “autostrada dell’inferno”. L’album è un’ode al sesso, dalla prima all’ultima nota. Inutile cercare un brano trascurabile tra i 10 della tracklist: non c’è.

3) Let there be rock (1977)

Go down, Dog eat dog e la title track Let there be rock hanno trascinato il quarto album della band australiana, il primo a entrare in classifica negli Usa. Whole Lotta Rosie è un omaggio dichiarato ai Led Zeppelin, mentre Problem child e Overdose attingono a piene mani all’inesauribile fonte del blues. Let there be rock è il disco della maturità.

4) High Voltage (1975)

L’album degli Ac/Dc targato 1975 segna un ritorno allo spirito originario del rock, che stava perdendo mordente in seguito alla rivoluzione del progressive. La band australiana era ancora in cerca del suo suono, ma in Live wire e in TNT ritroviamo tutti gli elementi sui quali edificherà la sua sontuosa carriera. Dopo High voltage il rock non sarà più lo stesso.

5) The razor's edge (1990)

Sono passati dieci anni dall’epocale Back in black, ma chi si aspettava un gruppo in declino si è dovuto ricredere nel 1990 con The Razor's Edge, trascinato da un brano travolgente come Thunderstuck. Da Mistress for Christmas a Fire your guns, da If you dare alla title-track, sono diverse le canzoni memorabili dell’album. Mentre il grunge stava diventando un fenomeno sempre più importante, gli Ac/Dc proseguivano  per la loro strada. Nessuno li ha ancora raggiunti.

YOU MAY ALSO LIKE