15 Maggio, Festa internazionale delle famiglie. Il ruolo dei padri è sempre più importante

Nelle famiglie di oggi cambiano i compiti evolutivi e si trasformano i ruoli. A partire dalla figura del padre. Il ruolo dei padri si è notevolmente modificato nel corso della storia. L'ultimo cambiamento è quello che riguarda il passaggio da famiglia patriarcale a famiglia nucleare e alle nuove configurazioni ancora più recenti (famiglia omoparentale, famiglia ricostituita, famiglia di fatto…). Nella famiglia patriarcale il ruolo del padre era primariamente istituzionale: da lui dipendeva l'intera organizzazione della vita familiare, la gestione della casa e la regolazione disciplinare e della giustizia nella famiglia estesa. I padri e gli uomini di casa (fratelli, zii…) erano dedicati al lavoro e all'economia familiare e scarsamente coinvolti nella cura e nell'accudimento della prole. Sono rare le dimostrazioni di emozioni considerate femminili e che mostrino in qualche modo fragilità (tenerezza, amore, affetto) e vengono tollerate le sue intemperanze (rabbia, violenza…). Tutti gli altri aspetti di crescita dei figli sono a carico della donna, o meglio delle donne di casa. Il rapporto padre-figli è scarsamente affettivo e superficiale. La famiglia patriarcale così fortemente connotata sopravvive fino al dopoguerra, con l'avvento della società industriale e post-industriale questo modello di famiglia gradualmente volge al tramonto, facendo spazio a una "donna regina della casa" che continua ad occuparsi della cura dei figli, ma in un clima più democratico in famiglia. Il ruolo del padre diventa meno presente all'interno del nucleo familiare (dedicato completamente alla parte lavorativa) e relegato solo al controllo del rendimento scolastico e del comportamento. Con il femminismo da un lato e la contestazione giovanile dall'altro ('68) il ruolo della figura paterna subisce ulteriore perdita di autorità, autorevolezza e non si colloca più come possibile modello di ispirazione. Gradualmente ci si avvia al passaggio a famiglia nucleare, caratterizzata da una coppia adulta coniugata con propri figli non ancora indipendenti, all'interno della quale le relazioni affettive sono più calde sia fra marito e moglie, che nei riguardi dei figli (che sono numericamente meno rispetto al passato).

Le nuove famiglie: cambiano i ruoli ed i compiti evolutivi

Questa rivoluzione familiare porta a diverse conseguenze: - minor influenza e controllo da parte della famiglia sulla scelta del coniuge, che diventa funzionale per la vita del singolo - un rapporto genitori-figli molto più stretto, con conseguente assunzione da parte esclusiva dei genitori del compito di socializzazione primaria e di accudimento (cosa che prima era effettuato dal contesto più allargato delle donne). In questo contesto- spiega la dottoressa Silvia Riboldi Psicologa Psicoterapeuta Vicepresidente di Salvagente, Consulente Mustela azienda leader nelle linee di prodotto per la cura e l'igiene della pelle dei neonati - il padre condivide l'autorità e la responsabilità dei compiti educativi-genitoriali con la madre, nonostante sia ancora presente il rischio di essere poco presente in famiglia a causa degli impegni lavorativi. Il rapporto emotivo privilegiato fra i membri della famiglia nucleare, porta spesso i suoi membri a sperimentare la necessità di difenderla da una possibile invasione di soggetti esterni, che ha come risultato un maggiore isolamento del nucleo rispetto al passato.

Il "nuovo" padre è molto più coinvolto nell'accudimento e sta molto più a contatto anche a livello corporale con i figli: non è raro che ci siano momenti di coccola ed accudimento da parte dei padri anche sui neonati (cambio del pannolino, bagnetto, coccole…). Il maggior coinvolgimento ha come conseguenza l'allontanamento dallo stereotipo virile di padre- prosegue la dottoressa Riboldi- e l'accettazione di sentimenti prima identificati come adeguati solo alle donne: tenerezza, commozione, senso del possesso e vicinanza con la prole. Altro cambiamento è la suddivisione delle responsabilità lavorative con la madre: nella maggior parte delle coppie attualmente entrambi i genitori sono occupati e svolgono un'attività lavorativa.

Il ruolo del padre: più coinvolgimento e condivisione del progetto famigliare

Le figure di padre e madre sono quindi molto più simili rispetto al passato, senza che però all'uomo sia poi riconosciuto un ruolo speciale all'interno della vita familiare e con una conseguente maggior fatica nell'individuazione di compiti e caratteristiche specifiche di tale figura. Il cambiamento della figura del padre impone quindi una riflessione sulle ricadute di questa modificazione sulla famiglia e sul contesto di crescita dei bambini. Se da un lato il coinvolgimento più precoce del padre consente una maggior divisione dei compiti e la condivisione profonda di un "progetto" e di valori all'interno della coppia, dall'altro espone ad una faticosa ricerca identitaria dei genitori, ed in particolare dei padri, all'interno dell'esperienza di famiglia.

Dal punto di vista dell'accudimento e della condivisione della responsabilità- aggiunge Silvia Riboldi- l'avere in comune all'interno della coppia tale aspetto ha molte conseguenze: - un maggior partecipazione dei pari nella vita e nella cura dei figli (anche se permane comunque un certo squilibrio con un maggior coinvolgimento delle madri) - maggior presenza dei padri nella vita quotidiana dei figli con investimento nella relazione e nell'accudimento con conseguente aumento degli aspetti di protezione - nei casi di elevato coinvolgimento del padre fin dalle prime fasi di vita del bambino, ci può essere un fattore protettivo nei confronti della madre (depressione nel peri-partum) che in passato era garantito dalle altre donne. Nelle famiglie moderne si va sempre più delineando la necessità di presenza di due codici: materno e paterno. Nel primo anno di vita e in generale nella prima infanzia il ruolo preponderante è quello del codice materno che nutre, si prende cura e protegge. Il padre moderno riesce più di prima a prendere parte anche in questo tempo ed in questi compiti, tuttavia senza che sia investito di un ruolo definito e riconosciuto dall'esterno, questo può generare delle crisi e delle fatiche nell'assunzione della nuova identità e nel mantenere quella di partner all'interno della coppia. Durante la crescita è il codice paterno che deve poi prendere spazio al fine di promuovere l'indipendenza progressiva da parte del bambino. Sempre più di frequente i codici non coincidono con il maschile e il femminile biologico, ma entrambi i genitori rivestono, con sfumature diverse, entrambi i ruoli. Anche in questo caso è stato più nettamente ridefinito per le donne (cambiamenti sociali e culturali, ridefinizione dell'identità) piuttosto che per gli uomini che si ritrovano a doversi reinventare l'identità di padre più a livello individuale che per un cambiamento sociale riconosciuto.

Una delle fatiche può essere quella di porsi più come amici dei propri figli che come figura genitoriale, che ponga argini e sia normativa, con un iniziale minor fatica nella gestione della relazione, che si traduce però, avvicinandosi all'adolescenza, in una mancanza di figure di riferimento e di modello con cui scontrarsi e confrontarsi nell'importante compito di creazione di un'identità individuale.

Cambiano i compiti evolutivi: coesione, regole, sperimentazione e vicinanza ai propri figli

La nuova famiglia- conclude la dottoressa Riboldi- deve quindi confrontarsi con alcuni compiti:

- MANTENERE LA COESIONE: decidere regole e strategie educative insieme; parlarsi, condividere ed essere uniti o almeno mostrarsi tali. È fondamentale che le madri consentano ai papà di avere un ruolo in tal senso, consentendogli di conoscere il bambino e sperimentarsi nel nuovo ruolo.

- IMPOSTARE REGOLE: veicolare il messaggio che le regole sono binari entro i quali è possibile muoversi e non solo impedimenti. Soprattutto durante la preadolescenza e l'adolescenza il coinvolgimento del padre deve essere sempre maggiore e più evidente; "ne parlo con tuo padre"/"ne parlo con tua madre" non come nel passato per minaccia ma come dimostrazione di una coesione profonda dei genitori.

- CONSENTIRE LA SPERIMENTAZIONE STANDO VICINO AI PROPRI FIGLI: accompagnare il bambino nelle scoperte e nell'esplorazione delle nuove abilità, stando accanto promuovendo l'indipendenza, ma al tempo stesso supportando e garantendo aiuto nelle difficoltà

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