Simone Cecchetti
Musica

Renato Zero conquista il Circo Massimo

Se c’è in Italia un culto laico che non accenna a diminuire, ma, anzi, continua ad aumentare i suoi adepti, è quello dei sorcini e degli zerofolli, i fedeli fan di Renato Zero, artista che a quasi settantadue anni (li compirà il 30 settembre), dopo aver segnato oltre mezzo secolo di musica, di costume e perfino di linguaggio del nostro paese, è ancora oggi uno straordinario catalizzatore di energia e di emozioni. Dal 1977, l'anno del successo di Zerofobia, Renato è stabilmente nel novero dei grandi della canzone italiana, perdendo nel corso degli anni quella patina di trasgressione che ne ha caratterizzato gli esordi, ma non la capacità di emozionare e di arrivare dritto al cuore di migliaia di fan, la cui età varia dai venti ai settant’anni. Un affetto confermato dai centomila biglietti venduti per i sei concerti di Zero al Circo Massimo, una doppia festa per celebrare i 70 anni e i 55 anni di carriera dopo due anni di rinvii a causa della pandemia. Ieri sera si è tenuto il primo degli show di "Zerosettanta", che si è aperto alle 21 in punto con un brano inedito, Quel bellissimo niente, dedicato al suo fedele pubblico, che lo ha sempre seguito con affetto nelle sue evoluzioni artistiche: «Quante vite mi hai lasciato vivere. Ci sei stata sempre, mia bellissima gente. Abbia cura di te. E di me».

Alla fine del brano, i foglietti con il testo dell'inedito vengono lanciati sul pubblico come ricordo di un evento indimenticabile e subito dopo fa il suo trionfale ingresso in scena Renato, vestito con bombetta e spolverino nero lungo bordato di bianco. Uno show-kolossal di tre ore, diviso in due parti, con 32 brani in scaletta (compresi 3 medley) che cambieranno ogni sera, in modo da avere uno spettacolo diverso per ogni data. Anche gli ospiti saranno diversi per ogni concerto: ieri sera il primo è stato a sorpresa Jovanotti, introdotto dal suono di una monetina che entra nel juke box, che ha duettato con Zero in Siamo Eroi e Dimmi chi dorme. «Grazie per avermi chiamato a cantare con te: sei un artista immenso, ti adoro!», ha dichiarato Lorenzo, visibilmente emozionato dopo il duetto con uno dei suoi idoli. Decisamente riuscita anche la versione a cappella di Inventi fatta insieme ai Neri per Caso, il gruppo-simbolo del vocalese in Italia, mentre Morgan non è stato vocalmente impeccabile nel duetto di Amico, ma ha ottenuto comunque grandi applausi, dopo che Zero l'ha presentato come «un amico, un ragazzo sensibile che ha pagato in prima persona per gli errori che ha commesso». Ha funzionato bene il duetto ne Il Caos con il concittadino Fabrizio Moro, che, al termine della performance, ha regalato a Renato il cappello nero che ha indossato nel suo primo concerto al Palasport di Roma «dopo 15 anni che ho sognato quel traguardo». Giorgio Panariello, dopo aver introdotto come dj una trascinante versione dance di Mi vendo che ha messo in mostra le eccellenti doti del corpo di ballo di Zerosettanta, ha regalato alcuni minuti di grande divertimento, ricordando alcuni gustosi aneddoti che lo legano a Renato Zero, di cui è uno dei migliori imitatori italiani.

La scaletta del concerto ha alternato alcune delle sue più belle ballad a brani giocosi e uptempo, che hanno fatto più volte alzare il pubblico dalla sedia per ballare e cantare insieme al loro idolo, con la security che ha avuto non poche difficoltà nel contenere l'entusiasmo degli spettatori che volevano arrivare il più vicino possibile al palco. Di grande suggestione le atmosfere tanghere di Voyeur, l'emozionante Spiagge, con un bellissimo effetto-mare ricreato sul maxischermo, una sontuosa Cercami esaltata dagli archi avvolgenti dell'orchestra Filarmonica della Franciacorta diretta dal Maestro Adriano Pennino. In Magari Zero canta seduto su una panchina, mentre scorrono sul maxischermo le immagini d'epoca di Charlie Chaplin, mentre uno dei momenti più partecipati del concerto è stata Morire qui, cantata in coro dai 15.000 del Circo Massimo.

Il tempo di una breve pausa e il concerto riprende con La favola mia, introdotta da immagini di repertorio degli anni Settanta, quando era scoppiata la "zerofollia" a Roma e non solo. A braccia aperte fa scattare di nuovo il pubblico vicino al palco, per non parlare di Resisti, un vero inno motivazionale dei sorcini, cantato in coro da tutti i fan. Quello che colpisce del concerto, oltre alla voce ancora intatta del quasi 72enne cantautore romano, è l'incredibile senso di comunanza e di condivisione che si avverte tra Zero e il suo pubblico, tanto che Renato afferma: «Buona parte dei miei risultati appartengono complessivamente a voi». Il gran finale, dopo la mezzanotte, è affidato al trittico I migliori anni, Fortunato e Il cielo, accompagnato dalle luci dei cellulari e da diversi occhi lucidi, tanto che anche il cantautore si commuove dopo il primo dei tre brani: «Questo appuntamento ci voleva proprio, dopo i due anni che abbiamo vissuto. Mi piace guardarvi negli occhi e vedo che, nonostante gli anni, vi mantenete ancora giovani. L’assenza di chi non c'è si deve al destino, che non risparmia proprio nulla agli zerofolli. Questo concerto lo dedico a quanti non possono essere qui». Si replica il 24, 25, 28, 30 settembre e il primo ottobre, ultima data della lucida "zerofollia" del Circo Massimo.

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