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Smartphone e tablet

Vivo arriva in Italia. Ecco il primo smartphone, X51 5G, campione nei video

Il quinto produttore mondiale, il secondo in Cina e India, sbarca sul nostro mercato. Con un telefono che promette di mandare per sempre in pensione le clip tremolanti

C'è un nome nuovo nell'affollata arena degli smartphone italiani. O meglio, nuovo per il nostro mercato, non altrove, visto che può già vantare 370 milioni di utenti in tutto il mondo: è il quinto produttore globale di telefoni, il secondo in mercati enormi come la Cina e l'India, il leader assoluto in Indonesia. Parliamo di vivo, che a differenza di tanti suoi competitor concentrati sulla politica di abbassare il costo a tutti i costi, ha puntato forte sull'innovazione: ha messo all'opera 10 mila addetti per la ricerca e lo sviluppo in nove centri sparsi tra Shanghai e Taipei, tra Tokyo e San Diego. Così è riuscito a strappare interessanti primati nel settore: «Sapevamo che la gente ama ascoltare musica in movimento, allora abbiamo creato il primo smartphone con a bordo un chip per l'audio hi-fi. Ci siamo accorti che le persone facevano fatica a centrare il lettore di impronte digitali sul retro del telefono, allora siamo stati i primi a piazzarlo sotto lo schermo» riassume a Panorama.it Seon-Il Hwang, vicepresidente di Brand, PR ed e-commerce per l'Europa. L'approdo nel Bel Paese è stato preceduto da un'attenta fase preparatoria: «Abbiamo intervistato 9 mila persone in tutta Europa con lo scopo di capire come usano gli smartphone nella loro vita quotidiana e scoprire quali caratteristiche utilizzano di più e quali li frustrano maggiormente».

Le risposte a questa presa di consapevolezza si trovano nell'X51 5G, il modello svelato ufficialmente oggi con cui vivo tenta di fare breccia sul mercato tricolore. Non si tratta di un basso di gamma, come si capisce immediatamente dal prezzo: 799 euro. Al contrario, ha a bordo tutta una serie di innovazioni che provano a farlo svettare rispetto alla concorrenza.

Se il 5G non deve essere più spiegato, e questo dispositivo ne è dotato per assecondare la voglia di navigare rapidamente dappertutto (o giocare ai videogame e vedere in streaming filmati ad alta risoluzione), qualche parola in più va spesa per il gimbal. Trattasi di uno stabilizzatore che, come il nome suggerisce, consente di realizzare riprese più ferme, incrementandone la qualità finale percepita. Anche di notte, quando i tempi di esposizione si allungano. Non è nulla di nuovo, anzi è quasi preistorico, solo che generalmente questo compito viene demandato a supporti esterni nei quali collocare il telefono, invece vivo lo ha messo di serie dentro il suo reparto ottico. Così non bisogna portarsi protesi e altri orpelli con sé. La promessa è rendere le clip tremolanti un'eredità di un passato da non rimpiangere.

Per i più curiosi, il gimbal funziona come un occhio umano, producendo leggere, impercettibili oscillazioni per restare in equilibrio e trovare l'inquadratura più adatta, più a fuoco a ogni situazione. Nell'X51 5G se ne sta sul sensore più in alto di un gruppo esteticamente parecchio gradevole. Sono quattro in tutto, quello principale, firmato da Sony, ha 48 megapixel, gli altri tre sono rispettivamente da 13, 8 e altri 8 megapixel e sovrintendono a tutto quello che si può chiedere a uno smartphone per accumulare ricordi di vita: uno zoom che combinando ottico e digitale arriva fino a 60x, una lente macro, per stringere sui dettagli, un grandangolare per catturare il più possibile nella stessa scena.

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Il display, da 6,5 pollici (con frequenza di aggiornamento a 90Hz) è un Samsung Amoled e qui si vede come vivo si rivolga alle eccellenze in ogni campo per svettare. La batteria è da 4.300 mAh, c'è la ricarica rapida, da 33W (quindi sotto i superveloci del momento come OnePlus e Oppo che la propongono a 65W), la ram è da 8 giga, lo spazio di archiviazione da 256 giga. Il telefono è sottile, ha uno spessore da circa 8 millimetri, un peso più che contenuto per tutta la dotazione che offre: un grammo e mezzo oltre i 180. Il processore è lo Snapdragon 765G di Qualcomm, che non sarà il top di gamma ma è forse il più abile a gestire la batteria, che con il 5G tende a essere messa particolarmente sotto stress.

Esaurito il solito doveroso elenco di numeri, che dicono poco, meglio tornare alla sostanza. Seon-Il Hwang racconta come il sondaggio prima del debutto abbia consentito di dividere i consumatori in due grandi categorie: «I primi sono i "photo socialiser", persone che amano scattare immagini, condividerle sui social network e i servizi di messaggistica istantanei. Per loro, le performance della batteria e della fotocamera sono cruciali. Poi ci sono gli "entertainment seeker", gli edonisti da smartphone, quelli che con il telefonino intendono per prima cosa divertirsi, informarsi, passare il tempo».

Con la sua scheda tecnica, l'X51 5G cerca di accontentarli entrambi, di venire incontro ai bisogni di tutte queste due correnti di pensiero (e di prassi). Sullo sfondo aleggia lo zeitgeist di vivo, che nelle sue presentazioni, nei suoi documenti, nei suoi messaggi, tende sempre a buttarla sullo spirituale. Con una delicatezza e un'enfasi leggere che, onestamente, non dispiace: «Siamo guidati dal Benfen, la filosofia di fare le cose giuste e di farle bene». Più che di un follower, è l'atteggiamento di un leader. Se pagherà pure da noi, lo dirà il tempo.

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