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Tecnologia

Huawei-TomTom, scatta l'alleanza anti Google Maps

L'accordo consente ai cinesi di portare sui proprio smartphone mappe e informazioni in tempo reale sulla viabilità, ed è un passo importante verso lo sviluppo del proprio ecosistema

Aggirare l'ostacolo per tornare in rampa di lancio, mettendo un mattone importante su una ripartenza che si completerà nel corso dei prossimi anni. Questo significa per Huawei l'accordo siglato con TomTom, per portare sui suoi smartphone le mappe della società dei Paesi Bassi. Ad annunciarlo è stata la stessa azienda olandese, che ha sottolineato come i cinesi potranno ora arricchire i dispositivi con le informazioni sul traffico in tempo reale, i sistemi di navigazione e i punti di interessi presenti a bordo dei software messi a punto negli uffici di Amsterdam.

L'anti Google Maps

Per Huawei si tratta di un importante passo in avanti per rimediare al ban imposto dagli Stati Uniti, che ha vietato alla compagnia di Shenzhen di chiudere affari con le aziende statunitensi, inclusa Google, la cui suite di servizi è cruciale per l'utilizzo di uno smartphone Android. Dover rinunciare forzatamente alle varie Google Maps, YouTube, Gmail, Chrome e Drive ha pesato sui conti, riducendo le vendite e posticipando l'arrivo di uno dei migliori smartphone su piazza, il Mate 30 Pro. La collaborazione Huawei-TomTom nasce, infatti, proprio per proporre un'alternativa di livello a Google Maps, dimostrando al contempo come il rapporto del colosso cinese con l'Europa - suo mercato principale, dopo quello locale - sia sempre più stretto e conveniente per entrambe le parti.

L'importanza degli sviluppatori

Dopo il prolungamento dello stop voluto dall'amministrazione Trump, Huawei ha varato il piano B focalizzando l'attenzione su HarmonyOS, il sistema operativo sviluppato in casa svelato lo scorso agosto alla conferenza annuale degli sviluppatori. Da questi ultimi passa la rivoluzione della società di telecomunicazioni, che per bocca del suo fondatore Ren Zengfei ha annunciato investimenti per 1 miliardo di dollari mirati allo sviluppo dei Huawei Mobile Services, l'ecosistema di servizi che sarà la colonna portante dei dispositivi Huawei; perché se i cinesi ci hanno abituato in questi anni a migliorare smartphone già molto evoluti (specie lato fotocamera e batteria), è su servizi e contenuti che si gioca buona parte della battaglia per la fascia alta del mercato.

Superare il duopolio

Quello con TomTom, dunque, potrebbe essere il primo di una serie di accordi strategici per firmare un'impresa laddove in tanti hanno fallito: diventare il terzo incomodo tra Android e iOS, che resta un traguardo arduo anche per un marchio globale e con un roseo futuro alle porte (vedi le reti di quinta generazione), come Huawei. Senza dimenticare che manca ormai poco per togliere i veli e lanciare sul mercato il prossimo smartphone top di gamma dei cinesi, che come sempre arriverà in versione doppia: P40 e P40 Pro.

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