Piloti militari, l'Italia raddoppia la sua scuola internazionale
Piloti militari, l'Italia raddoppia la sua scuola internazionale
Difesa e Aerospazio

Piloti militari, l'Italia raddoppia la sua scuola internazionale

Oltre alla sedi di Galatina, nel leccese, partiranno le attività anche a Decimomannu, in Sardegna

Come previsto dal programma che ha visto la creazione della Scuola internazionale per l'addestramento dei piloti "Ifts" (International flight Training School ) realizzata dall'Aeronautica Militare con la partecipazione di Leonardo Velivoli, l'Italia sta per implementare le attività quasi raddoppiando la capacità di formazione di nuovi piloti. Oltre che presso la sede di Galatina (Lecce), sede del 61° Stormo, gli studenti della fase finale del programma (fase 4), si trasferiranno presso la base aerea di Decimomannu, in Sardegna, dove entro il 2022 sarà completato un nuovo campus.

"Attualmente abbiamo la capacità di diplomare 40 studenti all'anno dalla formazione di fase 4 e miriamo a raddoppiarla a 80 in Sardegna, con due terzi degli allievi che arriveranno da altre forze aeree", ha detto alla testata specializzata Defence News il generale Luigi Casali, responsabile delle operazioni di addestramento. Attualmente circa il 35% dei piloti della Ipts proviene da forze estere, mentre quelli italiani, dopo il primo periodo a Latina su monomotore a pistoni SF-260 completano le fasi precedenti (seconda e terza) a Galatina su velivoli MB-339 per poi passare alla quarta utilizzando i diciotto addestratori di ultima generazione Leonardo T-346A.

Con l'assetto definitivo del percorso Ipts i piloti della fase 4 si sposteranno quindi in Sardegna, mentre gli studenti della prima fase rimarranno a Galatina e inizieranno a utilizzare anche il nuovo velivolo Leonardo M-345 Het (la sigla sta per High Efficiency Trainer, addestratore ad alta efficienza), del quale i primi esemplari dovrebbero arrivare entro la fine dell'anno. Le modifiche al sistema di addestramento dei piloti militari è necessario per l'evoluzione tecnica dei velivoli con i quali dovranno poi operare presso i reparti e comprende anche simulatori dell'ultima generazione Part Task Trainer con campo visivo di 180° e due Full Mission Simulators (Fms) con campo visivo di 360°, seggiolino eiettabile realistico e possibilità di indossare il casco con visore integrato con la strumentazione di bordo. Tra gli attuali studenti di Galatina ci sono anche militari provenienti da Kuwait, Austria, Arabia Saudita, Grecia e Singapore, ai quali si aggiungeranno presto militari del Qatar. Da quando la scuola ha ricevuto il T-346A, nel 2014, su questo velivolo si sono addestrati 74 piloti dei quali 27 appartenenti a forze aeree straniere con alcuni nuovi istruttori provenienti da Austria, Grecia, Argentina e anche Stati Uniti. La presenza di questi ultimi rappresenta l'interesse degli americani nel comprendere come poter addestrare nuovi piloti su velivoli di ultima generazione come quello in realizzazione definito dal programma TX, attualmente ancora in fase di valutazione da parte della Difesa di Washington e proposto dal consorzio formato da Boeing e Saab.

Presso la Ipts l'addestramento avviene per la metà del programma su simulatore e per l'altra metà con missioni in volo su T-346A che in volo possono generare capacità di utilizzo di radar, armamento e funzioni di guerra elettronica, utilizzando lo stesso visore integrato nel casco anche sul simulatore. Il sistema riesce a sincronizzare quanto avviene nel cielo in quel momento con la situazione ricreata al simulatore, permettendo quindi all'allievo di imparare indipendentemente da dove si trova fisicamente, "vedendo" il collega che in realtà si trova in volo. La funzione è definita "Lvc" e consente per generare scenari e situazioni ostili alle quali il pilota in addestramento deve saper reagire in modo corretto.

Nel momento in cui scriviamo i piloti di fase 4 operano già dalla base di Decimomannu per poter accedere a una porzione di spazio aereo maggiore, non disponibile nel sud della Puglia per ragioni territoriali. La base sarda, che vanta due piste, è attualmente utilizzata dall'Aeronautica Militare per poter svolgere esercitazioni presso i poligoni vicini. Qui vengono effettuate le missioni definite Acmi (da Air Combat Maneuvering Instrumentation) in cui sugli aeromobili viene installato uno speciale pod (contenitore di sistemi elettronici) per consentire loro di essere tracciati mentre svolgono esercitazioni di tipo aria-aria con fuoco simulato e aria-terra con fuoco reale.

"Far volare il T-346A a Decimomannu significa poter fare esercitazioni a fuoco, ma anche stringere legami più stretti con i gruppi operativi per rimanere aggiornati sulle nuove tattiche. Più siamo vicini al mondo operativo, meglio è per il programma", spiega il generale Casali "il programma di simulazione in volo del T-346A è anche in grado di ricevere dati dai pod Acmi montati su altri aeromobili e identificare la loro posizione. Ciò significa che il radar simulato dell'aereo può effettivamente vedere in senso virtuale anche quegli aerei".

Quando il nuovo campus sarà operativo, il numero di simulatori di missione completi salirà a tre unità dalle attuali due posizionate a Galatina. Poiché diversi piloti italiani sono ormai addestrati a pilotare i Lockheed-Martin F-35 Lightning II, i moduli di addestramento sono stati redatti anche per l'addestramento specifico con questo velivolo grazie all'aiuto di istruttori di volo militari italiani che hanno operato negli Stati Uniti. Recentemente è stato infatti selezionato il primo pilota italiano che da Galatina andrà direttamente negli Usa per essere addestrato alle operazioni con l' F-35. Il suo nome ovviamente è secretato per ragioni di sicurezza.

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