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Tecnologia

Il Covid si sconfigge con un videogame (italiano)

Scienza, tecnologia e gioco si uniscono in un progetto in grado di far risparmiare mesi e mesi alla ricerca di una cura

Il Covid vince ai videogames con il tricolore italiano. Il pionieristico gioco dedicato alla scienza e alla ricerca per sconfiggere SARS-CoV-2 - Project Discovery Phase III - trionfa al Webby Award e straccia gli avversari. L'Oscar di Internet per la categoria «Activism e Social Impact» sventola anche bandiera italiana con l'avatar del professor Andrea Cossarizza dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. L'immunologo, riferimento della comunità scientifica internazionale per i numerosi studi realizzati sul Covid-19, ha prestato il volto al progetto ludico-divulgativo che utilizza i giocatori come aiutanti di un laboratorio virtuale per l'analisi del sangue di veri pazienti infetti.

IL PRESENTE È FUTURO

Il game "spaziale" ideato dalle società CCP di Reykjavik e Massively Multiplayer Online Science grazie alla collaborazione della McGill University, BC Cancer, è collocato all'interno della piattaforma Eve Online (www.eveonline.com dove è possibile effettuare il download gratuito) e ambientato nella remota galassia di Caille. Il gioco "del futuro" rievoca nostalgicamente Star Wars ma sostituisce l'atavica lotta tra il bene e il male della celebre saga con la guerra tra umani e nuovo coronavirus. L'avatar dello scienziato Cossarizza istruisce i partecipanti all'impiego di armi tecnologiche – il citofluorimetro (l'evoluzione più contemporanea del microscopio) - per setacciare le cellule del sistema immunitario dei pazienti e comprendere in che misura il patogeno SARS-CoV-2 ne modifica numero e funzioni durante la malattia.

COME SI COMBATTE IL VIRUS?

Su EVE Online c'è un tutorial dettagliato di Project Discovery con le informazioni per iniziare a collaborare e diventare efficienti supporters della ricerca. I partecipanti, preparati all'utilizzo del citofluorimetro, dallo schermo del computer devono circoscrivere, all'interno di poligoni, gruppi cellulari omogenei presenti nel sangue di pazienti infetti: «Al termine di ogni analisi il mio avatar controlla la qualità del lavoro consegnato e aggiudica ricompense e un punteggio, tanto più alto quanto più è precisa l'operazione svolta» - commenta il prof. Andrea Cossarizza – «in caso di errore si ricomincia da capo».

I giocatori, 327mila dal 15 giugno 2020, hanno utilizzato per i match veri dati contenuti negli archivi digitali dell'International Society for the Advancement of Cytometry (di cui il prof. Andrea Cossarizza è Past President), dell'International Clinical Cytometry Society e della European Society for Clinical Cell Analysis. «Hanno esaminato 115 milioni di campioni» – afferma – un incredibile lavoro che sostiene la scienza contro SARS-CoV-2. Più informazioni otteniamo prima riusciremo a disarmare il virus».

UOMO O MACCHINA?

In cento microlitri di sangue è possibile distinguere oltre un milione di cellule con funzioni differenti: «Se facessimo quest'analisi manualmente impiegheremmo 10-15 minuti per campione» – spiega Cossarizza – «un software istruito 10 microsecondi». Chi partecipa e segue le indicazioni dell'avatar contribuisce a generare un algoritmo che insegna al software del gioco come riconoscere automaticamente le popolazioni cellulari di interesse. Questo sistema di intelligenza artificiale coordinerà in futuro un patrimonio di informazioni sempre più dettagliate e numerose, fondamentali al controllo del virus e conseguentemente alla valutazione dell'efficacia dei vaccini». Gli sviluppatori di Project Discovery hanno convertito in anni di lavoro il tempo impiegato dai partecipanti per l'invio delle analisi sui campioni di sangue: «Dal calcolo risultano oltre 330 anni di ricerca risparmiati sino ad ora» – afferma Cossarizza – «un grande risultato, e tutto è iniziato come un gioco».

NESSUNO È UN'ISOLA

Project Discovery chiama a raccolta contro il virus l'intera comunità di giocatori disseminati in ogni angolo del globo e forma il suo esercito anti-covid: «Ciascuno è un piccolo eroe» – conclude Cossarizza- «che prova a riportare vita e normalità in questo mondo alterato dalla pandemia. Abbiamo bisogno di tanti giocatori per vincere e finalmente chiudere la partita contro SARS-CoV-2». Il gioco, inoltre, ha il pregio di richiamare l'attenzione di tutti cittadini sulla scienza e in particolare sull'immunologia: «Il premio che abbiamo ricevuto mi lusinga molto» – conclude – «ma ancor più il numero elevatissimo di giocatori che hanno scelto di sostenere questa missione. A loro il merito e il mio profondo ringraziamento»

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