Dal glamour iperfemminile ai battiti futuristici di un Made in Italy espanso in tutto il globo
Dolce & Gabbana SS22
Dal glamour iperfemminile ai battiti futuristici di un Made in Italy espanso in tutto il globo
Collezioni

Dal glamour iperfemminile ai battiti futuristici di un Made in Italy espanso in tutto il globo

Siamo quasi in finale di questa edizione 2021 di Milano Fashion Week dedicata al focus sulle collezioni della prossima primavera estate 2022, in una giornata che racchiude molte star della moda italiana, alcune roccaforte dell'establishment che ne ha dato lustro a livello internazionale e altre al principio di un nuovo percorso se non addirittura rivoluzionario.

Di contorno alcuni talenti giovani che Camera della Moda prosegue nel ricercare e sostenere e, non meno importanti, i brand degli accessori che seguono i trend di sfilata o ne propongono di nuovi anche tramite collaborazioni e capsule collection innovative.

Le più popolari assonanze con l'Italia e la sua moda si ritrovano nella storia glamour distintiva e ribelle di Dolce&Gabbana che rilegge i codici estetici della collezione #DGLight e nell'intimo défilé di Giorgio Armani presentato in versione raccolta con gli abiti che si possono quasi toccare, nel suo teatrino in via Borgonuovo 21.

Dolce&Gabbana portano in pedana un'esplosione di cristalli, ricami e manifattura eccelsa, che attinge alla loro tradizione rieditata su silhouette contemporanee. Attraenti mini abiti e loro varianti lunghi al ginocchio, in entrambe le vestibilità, snella e arrotondata; pantaloni a vita bassa o modelli cargo camouflage portati con top gioiello o intimo di pizzo. Sempre con quei dettagli da superstar viceversa grintosi, che è impossibile non desiderare, come succede anche per gli accessori, dalle borse red carpet alle calzature con tacchi a spillo, emblema di femminilità e sensualità.

Si concentra in squisita essenza di stile signature la collezione di Giorgio Armani, con quel tocco nomade esotico scritto da un diario di viaggio reinterpretato con sensibilità cittadina e leggerezza materica e cromatica. I dettagli regalano un ulteriore flashback iconico, dal foulard annodato alla cuffia crochet sul capo, le scarpe piatte, le borse a mano e le tracolle crochet e, ovviamente, la gran sera, in un susseguirsi di abiti luminosi e velati che sfiorano e adornano il corpo.

È un ritorno alle origini per Salvatore Ferragamo, con al centro l'accessorio, oggetto del desiderio sull'intero outfit. Le mise si ispirano a personaggi del cinema degli anni Sessanta e Settanta pensando alla funzionalità delle uniformi da lavoro. La stampa tigrata è stata realizzata collaborando con l'artista parigino Julien Colombier, ripresa da un foulard floreale d'archivio. Le borse in rattan dai colori inediti, gli zoccoli bohémien e il sandalo maschile, impreziositi dal doppio Gancini, richiamano i fan di Ferragamo.

Anche Ermanno Scervino fa rivivere il dna più autentico del brand e crea un'alchimia tra heritage e desiderio moderno di sedurre, unire sport e alta sartoria annullando i confini rigidi tra questi due mondi diversi. Il pizzo è protagonista così come le minigonne dai tagli verticali e i micro abiti di piume che si muovono con il corpo, insieme a maglieria avvolgente, giacchini di pelle o bustier, tutto con contrasti di colore o effetti luminosi.

Ispirato dalle nuove generazioni, il direttore artistico Karl Templer di Ports1961 immagina capi connessi alla vita metropolitana vissuta a pieno ritmo, con look dalle forme precise e abbreviate, stampe grafiche e codici femminili come pizzi e paillettes.

Il sarto del knitwear Cividini punta sulla manifattura di altissima qualità, propria del vero Made in Italy, e gioca su contrasti e dettagli, come la doppia posizione del passante per indossare buggy o regular a seconda di dove si infila la cintura, il risvolto alto e le pieghe nello spacco sul davanti.

La collezione Philosophy di Lorenzo Serafini inneggia un'unica regola, la spensieratezza, esaltata da sinuose frange, plissé, sottovesti e i micro disegni floreali per top, leggings e abiti romantici.

Gabriele Colangelo, di contro, esplora il rigore geometrico e le tecniche artigianali nei capospalla costruiti a pannelli, negli abiti dritti e nei completi spezzati con gonne o pantaloni, dove il decoro echeggia anch'esso alla grafica: oblò in vita e nelle maniche, frange attorcigliate, fettucce di pelle e lacci avvolgenti.

«Art of Utility» è il concept che ispira il brand Bally nel suo sportswear sartoriale all'insegna della praticità. Maglie larghe e gilet in pelle abbinati a pantaloni fluidi o gonne borchiate, grembiuli usati da artista, felpe, giacche funzionali e gli spezzati denim su denim unisex così come genderless si presentano mocassini, sneakers e borsoni, complemento alle scarpe femminili e ai modelli classici da uomo.

Il sarto couturier Gianluca Capannolo pensa a due must-have irrinunciabili della stagione, il tulle che prende vita in abiti scultorei e le piume, applicate a mano, su top sensuali, mini abiti e borse ironiche. Stampe grafiche nei lunghi abiti di diverso colore corredati da una cappa di seta o soprabiti-caftano.

La camicia è matrice su cui ruota l'intera creazione di shi.RT disegnata da Roberto Rimondi e Tommaso Aquilano, tradotta come t-shirt, come top, come cintura e come abito, abbinata a gonne longuette, mini e a ruota, o a pantaloni jogging fluidi. Le composizioni si illuminano di ricami in paillettes e contrasti cromatici inusueti.

Francesco Risso con Babak Radboy per Marni allunga le silhouette del corpo, scolpito da righe che si moltiplicano, frange estemporanee e margherite che si aprono sul tessuto, resilienti oppure cadenti, a decorare blazer fuori misura, ampi cardigan e maglioni, grandi felpe con cappuccio, t-shirt sovradimensionate, pigiami, canottiere, gonne fasciate; tutto indossato con scarpe leggere e confortevoli per allenarsi velocemente.

Grande ritorno in sfilata per John Richmond, lo stilista più rock di sempre, storico fondatore del brand omonimo che con il cambio di proprietà (il Gruppo Arav) riprende la direzione creativa. 'Going back to my Roots', la canzone di Lamond Dozier, è il mantra che lo riporta allo stile grintoso e glamour, evocativo ma anche aggiornato e contemporaneo. Sartoria e street style in entrambe le declinazioni, uomo e donna, con dettagli a tema su giubbotti di pelle e giacche baseball, completi da sera, mini abiti e denim, concreti, arroganti e sensuali quanto basta, senza eccessi e con l'attitudine giusta. In vista ci sono in arrivo capsule collection connesse al mondo giovane da visionare sul nuovo e-commerce appena aperto.

Un discorso a parte va fatto per il mondo di Moncler Genius, collettivo di designer senza limitazioni stilistiche presentato a Milano dall'artista Alicia Keys collegata in diretta con la cantante e attrice Victoria Song, da Shanghai, in un video e una performance globale connessa in tutto il mondo.

Gli 11 designer, riuniti in un unico evento dal patron Remo Ruffini, hanno unificato le proprie community e presentato le singole collezioni in sinergia fra loro.

Dalle divise aerospaziali di Moncler Grenoble, allo streetwear firmato Hiroshi Fujiwara per Moncler Frgmt, l'estetica subacquea futuristica di DingYun Zhang, al design di Jw Anderson filmato da un cortometraggio esclusivo ideato con il celebre regista italiano Luca Guadagnino. Seguono le proposte artistiche di Sergio Zambon unitosi a un collettivo di artisti contemporanei (Andrea Anastasio, Erwin Wurm e Prem Sahib), le architetture materiche di Craig Green e l'interpretazione a mezzo fra stile americano e cultura vintage di Palm Angels e il suo designer Francesco Ragazzi.

Chiudono le interpretazioni di casa Moncler, i capi metropolitani di Hyke, la prima collezione editata da Gentle Monster, l'interpretazione stilistica di Alyx 9sm diretta da Matthew Williams e Moncler 1952 Woman raccontata dalla discografica e visiva Solange Knowles, in diretta da New York.

Sostenuti da Camera Moda, hanno presentato in calendario odierno i giovani brand di Sarawong, collezione artigianale di pezzi unici femminili e audaci cuciti con diverse combinazioni di tessuti, i pezzi gipsy in denim di Salvatore Vignola e le fioriture utopiche di Gentile Catone dall'immaginario bucolico e sognante.

A.C.9 fondata e diretta da Alfredo Cortese e presentata presso gli spazi di N.21 di Alessandro Dell'Acqua, trae il tema di stagione dalla iconica Alice nel Paese delle Meraviglie, con una prima parte di look vintage, una seconda più ribelle in denim e tessuti spalmati e specchiati e una terza corrispondente ad abiti e giubbotti in stile punk borchiati.

Denim e poesia per la combo fra Re-HasH e Antonio Marras, una capsule collection di denim jacket, camicie rodeo, giubbotti e cinque tasche dagli inserti floreali e romantici.

I brand di accessori spaziano dalle eccellenze di tradizione di Giuseppe Zanotti, dedicate a viveur metropolitani eleganti e nostalgici dei party anni Novanta volutamente sopra le righe, e quelle di Jimmy Choo ideate per una donna che ama silhouette audaci, colori vivaci e metal. Philippe Model Paris si concentra sulla nuova sneaker creata per gli amanti del basketball style, La Grande, presentata in total white o con dettagli color block combinati, con una finitura anticata e suola realizzata a mano.

Non solo cappelli, ma anche articoli di pelletteria e accessori per Borsalino, che svela in anteprima anche la capsule realizzata con AMI Paris del designer Alexandre Mattiussi e Àcheval, marchio di ispirazione equestre contemporanea creato da Sofia Àchaval de Montaigu e Lucila Sperber per celebrare la tradizione dei gauchos sudamericani.

Giorgio Armani SS22

Ti potrebbe piacere anche

I più letti