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Sarah Mullally insediata arcivescovo di Canterbury, è la prima donna a guidare la Chiesa Anglicana

Sarah Mullally insediata arcivescovo di Canterbury, è la prima donna a guidare la Chiesa Anglicana

Per la prima volta una donna è primate della chiesa Anglicana. Presenti alla cerimonia anche il Primo ministro Starmer e il principe William, ma molti fedeli (specialmente in Africa) storcono il naso.

Ieri sera, alla presenza di tutte le più importanti cariche del Regno Unito, Sarah Mullally è stata ufficialmente insediata come 106ª arcivescovo di Canterbury, prima donna nella storia millenaria della carica.

Chi è Sarah Mullally

Nata nel 1962 a Woking, nel Surrey, Mullally ha lavorato per oltre trent’anni nel Servizio Sanitario Nazionale britannico, specializzandosi come infermiera oncologica e diventando a soli 37 anni Chief Nursing Officer per l’Inghilterra, la più giovane persona a ricoprire quel ruolo.

Mentre svolgeva quell’incarico avvertì la chiamata alla fede e intraprese la formazione teologica, venendo ordinata sacerdote nel 2002 (già dagli anni Novanta la Chiesa Anglicana permette alle donne di essere ordinate sacerdote).

Nel 2015, poco dopo il varo della legge che consentiva alle donne di diventare vescovi, divenne la quarta donna vescovo nella storia della Chiesa d’Inghilterra, e nel 2018 la prima donna vescovo di Londra, terza carica per importanza nella gerarchia anglicana.

Nell’ottobre dello scorso anno è infine arrivata la nomina ad arcivescovo di Canterbury, la più importante della Chiesa Anglicana.

La cerimonia

La cerimonia di insediamento si è svolta nella cattedrale di Canterbury alla presenza del principe William, della principessa Kate e del premier Keir Starmer. Mullally ha percorso la navata in abiti liturgici dorati, bussando tre volte alla porta della cattedrale secondo il rito antico.

Nel sermone inaugurale ha detto: «Sono qui come serva di Gesù Cristo». La cerimonia si è tenuta nella Festa dell’Annunciazione, quando la Chiesa celebra l’apparizione dell’Angelo Gabriele a Maria.

Ventisei primati anglicani provenienti da tutto il mondo erano presenti; al termine del rito Mullally ha prestato solenne giuramento impegnandosi al servizio della Chiesa d’Inghilterra, della Comunione anglicana e dell’intera Chiesa di Cristo nel mondo.

L’importanza della carica

L’arcivescovo di Canterbury è «punto di riferimento per l’unità» delle 42 province autonome della Comunione anglicana, presenti in oltre 165 paesi, ed è uno dei quattro «Strumenti di Comunione» che tengono insieme le chiese anglicane nel mondo, rivestendo il ruolo di “primus inter pares” (primo tra pari).

Come ha ricordato il vescovo di Winchester, «la carica è più antica della stessa Corona d’Inghilterra», risalendo al 597 d.C. Mullally eredita un ruolo segnato da una profonda crisi: il predecessore Justin Welby si era dimesso nel 2024 dopo uno scandalo legato alla copertura di abusi sessuali, e lei ha promesso di fare tutto il possibile perché la Chiesa diventi più sicura e risponda meglio alle vittime.

Le polemiche dopo la nomina

La nomina di una donna alla massima carica episcopale ha però innescato una crisi senza precedenti nella Comunione anglicana, che conta circa 85 milioni di fedeli in 42 province.

Il gruppo Global Anglican Future Conference (GAFCON), che raggruppa le chiese conservatrici soprattutto africane e asiatiche, aveva dichiarato sin dalla nomina di Mullally nell’ottobre scorso che Canterbury «ha abdicato» alla propria autorità di guida.

I principali motivi dello scontro sono infatti l’ordinazione femminile, ma anche le benedizioni delle coppie omosessuali, quest’ultima in realtà sospesa dall’ultimo sinodo svoltosi nel febbraio di quest’anno dopo anni di dibattito interno al Regno Unito.

Il 16 ottobre 2025, il presidente di GAFCON Laurent Mbanda, primate del Ruanda, ha annunciato che il gruppo si sarebbe ribattezzato «Global Anglican Communion», rivendicando per sé la legittimità dell’intera tradizione anglicana.

All’assemblea di Abuja, in Nigeria, nel marzo 2026, si attendeva l’elezione di un proprio «Primus inter pares» in diretta rivalità con Canterbury; alla fine si è optato per un organo collegiale, il Global Anglican Council, con Mbanda eletto presidente. Si è arrivati quindi ad un passo dallo scisma, che però, di fatto, è già in corso.

Storici come Diarmaid MacCulloch hanno parlato per l’appunto di «scisma di fatto», mentre i leader GAFCON preferiscono definirsi la «comunione riformata», sostenendo che ad essersi allontanata dalla tradizione, perseguendo lo spirito woke delle contemporanee società anglosassoni, sia stata Canterbury, non loro.

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