Falco editore
Lifestyle

20 libri (+ 4) sul fenomeno dell'immigrazione

Storie drammatiche, vere, storie di chi ce l’ha fatta, di chi avrebbe voluto, di chi non ha potuto. L’immigrato porta la sua storia sulla pelle

Il cacciatore di meduse di Ruggero Pegna
Il piccolo Tajiil è un bambino somalo che vive in un villaggio con la mamma Halima e i nonni materni, nonno Jubba e nonna Najat. Tajil è l’unico bambino del suo villaggio in grado di prendere le meduse con le mani per portarle a riva, tanto da guadagnare il titolo e il “mestiere” di cacciatore di meduse, abilità questa che gli è stata trasmessa da nonno Jubba.
Alla morte dei nonni Tajil – ormai prossimo ad avvicinarsi ai 10 anni – parte dalla sua terra insieme alla mamma per intraprendere la traversata della speranza alla volta dell’Italia, a bordo di un barcone di fortuna in balìa delle onde alla ricerca dell’eldorado. Approdati in Sicilia a San Vito Lo Capo iniziano una nuova
vita tra una panchina sotto il cielo stellato e un angolo di garage profumato di benzina. Un districarsi del protagonista tra le mille difficoltà, viaggiando per posti sconosciuti e luoghi della memoria, tra realtà e fiaba.

Il cacciatore di meduse
di Ruggero Pegna
Falco editore, 2015
(300 pagine)
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Posti in piedi di Gauz
All’ingresso di una banca, vicino ai metal detector delle profumerie, accanto ai camerini nei negozi. Alti, di bell’aspetto, eleganti, con una caratteristica comune: hanno tutti la pelle nera. Posti in piedi è la storia ironica e dissacrante di tre giovani immigrati della Costa d’Avorio che lavorano come agenti di sorveglianza nei negozi di moda e nei grandi magazzini. Nelle lunghe ore trascorse in piedi, questi novelli Men in Black osservano con sguardo impietoso la clientela ed elaborano infinite statistiche, teorie, leggi sociologiche che si trasformano in una puntuale e concreta analisi di ciò che significa davvero globalizzazione, ineguaglianza sociale, integrazione. Posti in piedi mescola l’epica delle vite ordinarie alla più intelligente delle critiche sociali contro stereotipi e pregiudizi vecchi e nuovi.

Posti in piedi
di Gauz
Elliot, 2015
(190 pagine)
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Confessioni di un trafficante di uomini di A. Di Nicola e G. Musumeci
Per la prima volta parla chi controlla il traffico dei migranti e dei richiedenti asilo. Un sistema criminale che gli autori di questo libro hanno potuto raccontare dopo aver percorso le principali vie dell’immigrazione irregolare. Ecco cosa si muove dietro la massa di disperati che riempiono le pagine dei giornali. Ora finalmente possiamo conoscere tutti i segreti della più spietata agenzia di viaggi del mondo.

Confessioni di un trafficante di uomini
di Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci
Chiarelettere, 2014
(192 pagine)
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Ouatann di Azza Filali
Tunisia, giorni nostri. Malavita e politica hanno suggellato il loro patto, il malaffare regna incontrastato. Un villaggio vicino a Biserta si spegne lentamente, in silenzio, mentre i giovani si imbarcano per l’Italia. In una villa isolata sulla spiaggia, si incrociano i percorsi di cinque sconosciuti: Rached, giocatore incallito e funzionario frustrato; Naceur, ingegnere ex galeotto che ha visto la propria vita crollare; Michkat, inquieta avvocatessa affezionata al passato; Faiza, giovane sfuggente e focosa; Mansour, uomo violento dedito a traffici illeciti. Tutti uniti dallo stesso desiderio: quello di un futuro che si fa attendere, in un paese in cui la miseria di alcuni, il lusso sfrontato di altri e la paralisi dei valori comunitari hanno privato le persone di una dimensione essenziale: il senso di appartenenza alla propria patria. Ma per chi ci vive, in questa patria, anzi in questa ouatann, il destino è solo partire? Che ne sarà allora della memoria collettiva di un popolo? A cosa è servito il sangue di coloro che sono morti per la libertà?

Ouatann. Ombre sul mare
di Azza Filali
Fazi, 2015
(320 pagine)
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La morte è certa, la vita no. La storia di Klaudio Ndoja di Michele Pettene
Dalla guerra civile e i proiettili vaganti nella natia e mortale Albania all’incontro con papa Francesco in piazza San Pietro come rappresentante del Centro Sportivo Italiano. Da clandestino invisibile sbarcato nell’Italia difficile ma generosa del nuovo millennio ad acclamato capitano di una squadra di Serie A di pallacanestro. Questo e tanto altro è Klaudio Ndoja, un ragazzo particolare che ha avuto il grande merito di non darsi mai per vinto quando tutto il mondo attorno sembrava stesse per crollargli addosso. Da quel momento in poi è stata una scalata faticosa, lastricata di sacrifici e sudore, ma percorsa sempre a testa alta, senza mai arrendersi, provando con orgoglio e con tutte le proprie forze a vincere l’ultima partita di ogni stagione.

La morte è certa, la vita no. La storia di Klaudio Ndoja
di Michele Pettene
Imprimatur, 2015
(320 pagine)
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Quello che non sei di Gianni Cascone
Alexander Luthi ha 48 anni e lavora in banca. L’uomo alla morte della madre viene in possesso di documenti nei quali scopre di essere stato affidato a quelli che lui credeva essere i suoi genitori secondo un programma razziale dello stato che toglieva i figli agli “zingari” per darli in adozione a famiglie svizzere. Sconvolto dalla scoperta decide di prendersi un tempo di riflessione circa la sua identità. Si reca quindi in Italia, ad Arma di Taggia, dove abitualmente trascorre le sue vacanze e dove ha vecchie amicizie. Qui conosce uno stalliere rom, Marcel, che sta per andare alla famosa festa annuale dei nomadi a Les Saintes Maries de la Mer in Camargue.
Alex si aggrega e lungo il percorso incontrerà una serie di personaggi che lo aiuteranno a ripensarsi, sia per quel che riguarda la sua identità culturale sia per quel che riguarda i suoi rapporti con la compagna Andrea e con la figlia Karin.

Quello che non sei
di Gianni Cascone
Giraldi editore, 2015
(380 pagine)
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Per l’uguaglianza di Lilian Thuram
Lilian Thuram racconta la sua storia, la sua biografia fatta di sport, di battaglie civili, di Guadalupa, Francia ma anche Italia con le sue stagioni con la maglia di Parma e Juventus. Il suo racconto si ferma all’anno di nascita della sua Fondazione, con la quale lavora per combattere il razzismo in tutte le sue forme.
La seconda parte del libro è invece affidata a diversi autori come Marco Aime, Tzvetan Todorov e Michel Wieviorka i quali affrontano i temi cari a Thuram e alla Fondazione: l’origine della pluralità umana, la lotta all’omofobia, il rapporto tra Paesi ricchi e Paesi poveri, l’integrazione, il dialogo. L’edizione è arricchita con interventi di personaggi italiani che affrontano gli stessi temi con un occhio di riguardo alla nostra nazione, dando il loro contributo al dialogo che, da anni, Lilian Thuram porta avanti con intelligenza e coraggio.

Per l’uguaglianza. Come cambiare i nostri immaginari
di Lilian Thuram
add editore, 2014
(224 pagine)
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La notte di Silvia di Stefania Parmeggiani
Silvia ha diciotto anni ed è un corriere della cocaina; ha lasciato il passato in Albania, in fuga dalla guerra civile e dai trafficanti di donne. Una mattina, sotto la pioggia, il suo corpo viene ritrovato sul ciglio di un’autostrada, con un colpo di pistola alla tempia. In quali mani è finita la sua vita? Cosa cercava quando è uscita di corsa dal piccolo albergo di Riccione? La voce del magistrato che indaga sull’omicidio e quella di Alex, ex fidanzato della vittima e principale sospettato, ricostruiscono la storia di Silvia dall’incontro con la malavita italiana fino agli ultimi istanti, quando insieme alla sua vengono travolte altre esistenze, schiacciate tra i rapporti di potere e la necessità di sopravvivere. L’opera prima di Stefania Parmeggiani, ispirata a un fatto realmente accaduto, fonde densità psicologica e tensione narrativa: una sofferta storia d’amore e criminalità nell’Italia spietata dei nostri giorni.

La notte di Silvia
di Stefania Parmeggiani
Castelvecchi, 2015
(144 pagine)
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Straniera ingrata di Irena Brezna
Irena Brežná, autrice ricca di passionalità, giunge in conclusione del suo romanzo alla seguente formula illuminata: trasformare la propria condizione di straniero in quella di “madrepatria”. 
Una narratrice con due voci: la prima appartiene al passato della giovane donna, che dalla Cecoslovacchia arriva in Svizzera mentre passa dall’infanzia all’adolescenza; la seconda al presente di un’interprete che traduce alle autorità il destino dei migranti di oggi, che traspone in prosa poetica per le lettrici e i lettori di questo libro. L’esilio come metafora paradossale, visto attraverso una lente d’ingrandimento, appare tremendamente serio, altamente comico, profondamente caustico e toccante.

Straniera ingrata
di Irena Brezna
Keller, 2015
(160 pagine)
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La trappola di Clariste Soh-Moube
Autobiografia di una giovane calciatrice africana che decide d’interrompere gli studi per coronare un sogno che si chiama Mbeng, Europa. Questo libro è il racconto vissuto tutto sulla sua pelle di un viaggio lungo 7.000 chilometri, percorsi largamente a piedi in otto anni. È la storia di un inganno, di un sogno – la fortezza Europa – che è illusione e respingimento, a Ceuta y Melilla, morte dei suoi compagni, violenza, disperazione. Ed è, al contempo, la storia della rinascita di una ragazza che dopo essere stata respinta dall’Europa decide di dedicare la sua vita all’Africa e agli sfortunati come lei.

La trappola
di Clariste Soh-Moube
Infinito edizioni, 2015
(160 pagine)
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XXI secolo di Paolo Zardi
In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra.
Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

XXI secolo
di Paolo Zardi
Neo edizioni, 2015
(160 pagine)
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Luminusa di Franca Cavagnoli
Lampedusa è il centro di questo romanzo, e lo è sia in senso geografico che narrativo. Una terra di mezzo, tra Europa e Africa, tra civiltà – forse - e barbarie. La terra dove approdano le speranze di molti, ma in cui naufragano quelle di molti altri.
Il protagonista è un ragazzo, Mario, che ha lasciato il Nord Italia un paio d’anni prima per andare sull’isola a dare una mano in occasione di una grossa emergenza emigranti. E lì poi si è fermato.
Ora lavora in un ristorante, la sera, e vive con due coinquilini con cui condivide un piccolo progetto, un museo dei migranti. Il museo raccoglie gli oggetti restituiti dal mare: indumenti, scarpe, fotografie, lettere appartenute a chi ha solcato il mare in cerca di una nuova vita. Non tutti ce l’hanno fatta. Il museo è un modo per conservare memoria di ciascuno di loro. Attraverso il racconto di Mario conosciamo le storie di molti, sia gente del posto, che sull’isola ci vive, sia gente che ne ha fatto il proprio approdo dopo mille vicissitudini.
Un romanzo di grande umanità e sensibilità, che tratta un tema dolorosamente attuale senza mai scadere nella retorica. E il colpo di scena sul finale dà alla storia tutto un altro sapore.

Luminusa
di Franca Cavagnoli
Frassinelli, 2015
(164 pagine)
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Blue di Pat Grant
Tre ragazzini scapestrati bigiano scuola per andare a vedere i resti di un corpo morto sulla ferrovia: il cuore di Blue è un ricordo d'infanzia dell'autore, cresciuto in una cittadina australiana tra surf, fumetti underground e hotdog annegati nel ketchup. Cittadina che viene progressivamente invasa da creature tentacolari di colore blu, la cui presenza, inizialmente innocua e ingiustamente vessata, diviene via via più inquietante e pericolosa. Tra Stand by me e District 9, un'intelligente e onesta riflessione sui contrasti interni del continente australiano, presentata in modo così delicato e imparziale da diventare senza sforzo la storia dei contrasti razziali di qualunque Paese – e, più in generale, del senso di inquietudine e di paura generato dal diverso in ognuno di noi.

Blue
di Pat Grant
Edizioni BD, 2014
(96 pagine)
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L'albero delle storie di Gabriele Clima
Sef ha quasi dieci anni ed è africano. Vive in Italia ormai da qualche anno, ma ha nostalgia dei suoni e dei colori della sua terra. Decide allora di portare un pezzetto di Africa nel grigiore dei palazzi di periferia: sceglie un albero nel cortile e, come aveva fatto nonno Yulu prima di lui, vi si siede sotto e comincia a raccontare storie...

L'albero delle storie
di Gabriele Clima
Il Battello a Vapore, 2015
(192 pagine)
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Il valore dell’immigrazione
Conoscere il contributo economico dell’immigrazione per combattere gli stereotipi impropri. L’immigrazione fa notizia, occupa spazi importanti sulle prime pagine dei giornali, spesso è presente nei titoli di testa, ed indubbiamente entra in vario modo a far parte della nostra quotidianità. L’attenzione crescente che i media riservano alla questione, però, pone un problema circa la qualità delle informazioni divulgate. Che tipo di informazione veicola la carta stampata italiana sul tema dell’immigrazione, e qual è il ruolo che ricopre nella costruzione dell’immagine pubblica degli immigrati? In quale misura partecipa a quel processo di costruzione di senso comune che, per definizione, è il modo di “sentire” del grande pubblico?
Attraverso l’analisi di articoli di quotidiani italiani e approfondimenti tematici, la Fondazione Leone Moressa mette in rilievo, con l’utilizzo di diversi approcci, quali siano gli attori sociali, le aree tematiche e le “parole” che concorrono alla formazione del senso comune e della nostra percezione della realtà.

Il valore dell’immigrazione
Fondazione Leone Moressa
Franco Angeli, 2015
(150 pagine)
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In cerca di Transwonderland di Noo Saro-Wiwa
Da bambina le vacanze in Nigeria erano l’incubo di Noo: estati fatte di caldo e zanzare, senza elettricità né acqua corrente. Per lei e i suoi fratelli, abituati alla frescura del Surrey – un paradiso traboccante di Twix, cartoni animati e alberi rigogliosi –, il villaggio d’origine era una sorta di «gulag tropicale». Poi nel 1995 suo padre, l’attivista Ken Saro-Wiwa, viene assassinato e tutto finisce. Niente più vacanze, niente più estati torride, un esilio volontario che dura molti anni, finché Noo decide di tornare per scrivere una guida sui generis. Prima tappa Lagos: traffico, bancarelle, okada che schizzano a velocità assassina, minibus stracolmi assediati da predicatori e venditori. E ancora l’asettica Abuja e l’arido Nord musulmano, i bronzi dell’antico Impero del Benin, le splendide statuette di Nok, i monoliti di Ikom e il parco dei divertimenti Transwonderland, con le sue giostre fatiscenti, specchio della decadenza di un paese minato dalla corruzione e dai conflitti interni. Nel corso del viaggio l’autrice si infuria, si rammarica, con sguardo occidentale critica e disapprova, ma la Nigeria è pur sempre la sua terra e i nigeriani il suo popolo. È il momento di riconciliarsi con loro e con il ricordo del padre.

In cerca di Transwonderland. Il mio viaggio in Nigeria
di Noo Saro-Wiwa
66thand2nd, 2015
(336 pagine)
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La politica dei subalterni di Francesco Caruso
Come possono i poveri, i disoccupati, gli ultimi, far sentire la propria voce nel declino odierno dei regimi democratici? In diversi paesi del sud del mondo, i gruppi subalterni hanno costruito percorsi di governamentalità dal basso, vera e propria «politica popolare», oltre le forme della democrazia liberale. Il libro intende analizzare l’irruzione della «politica popolare» nel meridione del Vecchio continente. L’autore riparte dalle «schiene curve» nei campi per rintracciare le forme più estreme dello sfruttamento, e le esperienze più innovative di autorganizzazione di soggetti la cui apparente invisibilità supporrebbe come unica risorsa la generosità umanitaria. Piuttosto che attendere silenti la compassione altrui, questi invisibili li ritroviamo a occupare le terre, le piazze e le strade delle città, a contrattare e discutere con ministri e multinazionali, a imporre politiche «eccezionali», a ridisegnare in profondità i territori nei quali vivono.

La politica dei subalterni. Organizzazione e lotte del bracciantato migrante nel Sud Europa
di Francesco Caruso
DeriveApprodi, 2015
(192 pagine)
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Mare monstrum di Alessio Mannino
Capire cos’è realmente l’immigrazione di massa in Italia negli ultimi anni significa sbugiardare la falsificazione politicamente corretta del migrante idealizzato o demonizzato a priori, cioè dipinto alternativamente come un nemico invasore o confratello universale, quando invece è, al tempo stesso, vittima e strumento di uno scempio umano.
Un fenomeno certamente epocale viene rappresentato come destino ineluttabile e giusto in sé, mentre ha un’origine storica ben precisa: la globalizzazione finanziaria e dei mercati che attraverso l’ideologia della crescita del progresso illimitato ha colonizzato a scopi economici l’immaginario planetario, attirando in Occidente e nei Paesi globalizzati le bestie da soma dello sradicamento sociale e culturale incarnato dal Consumatore Unico Mondiale.
Ricostruendo le motivazioni di fondo delle transumanze umane, il libro tratta gli aspetti principali del fenomeno migratorio sulla base dei dati e dei fatti di cronaca emersi nell’ultimo periodo. Una critica al falso mito dell’immigrazione come necessità irreversibile e gioiosa, sbandierata dai missionari laici del cieco buonismo che non distingue popoli, storie e culture ma conosce soltanto le esigenze del mercato fine a se stesso.

Mare monstrum. Immigrazione: Bugie e Tabù
di Alessio Mannino
Arianna editrice, 2014
(96 pagine)
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L’identità infelice di Alain Finkielkraut
L’immigrazione, che contribuisce e contribuirà sempre più alla crescita demografica del Vecchio Mondo, pone le nazioni europee e l’Europa stessa di fronte alla questione della propria identità. Siamo individui spontaneamente cosmopoliti che ora, a causa dello shock dell’alterità, scoprono il loro essere. Scoperta preziosa, ma anche pericolosa: dobbiamo combattere a tutti i costi la tentazione etnocentrica di perseguire le differenze e di erigerci a modello ideale, senza per questo soccombere alla tentazione penitenziale di rinnegare noi stessi per espiare i nostri errori. La nostra eredità, che non fa certo di noi degli esseri superiori, merita di essere preservata, nutrita e trasmessa tanto agli autoctoni quanto ai nuovi arrivati. Resta da capire, in un mondo che sostituisce l’arte di leggere con l’interconnessione permanente se c’è ancora qualcosa da ereditare e trasmettere.

L’identità infelice
di Alain Finkielkraut
Guanda, 2015
(196 pagine)
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Non dirmi che hai paura di Giuseppe Catozzella
Samia è una ragazzina di Mogadiscio con la corsa nel sangue. Allenamenti notturni nello stadio deserto la portano a soli 17 anni alle Olimpiadi di Pechino, dove diventa un simbolo per tutte le donne musulmane correndo per la libertà e contro l’oppressione integralista del suo Paese. Rincorrendo la libertà e il sogno di vincere le Olimpiadi di Londra, una notte parte, sola e a piedi, per il Viaggio, l’odissea dei migranti dall’Etiopia al Sudan e, attraverso il Sahara, alla Libia, dove s’imbarca per l’Italia.

Non dirmi che hai paura
di Giuseppe Catozzella
letto da Isabella Ragonese
Emons audiolibri, 2015
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E all’improvviso sei arrivato tu di Hélène Battaglia
Ava, brillante trentasettenne, con una avviata carriera di reporter e una fantastica famiglia che la circonda di amore, sente l’irrefrenabile desiderio di allontanarsi per qualche tempo dalla sua vita perfetta.
Ma cosa c’è dietro quella sfrenata voglia di cambiamento che, da mesi ormai, l'ha assalita, e che non riesce a placare? Cosa potrebbe mai desiderare di più di quanto il destino le abbia già regalato? A offrirle una via di fuga temporanea per tentare di superare, da sola, questa piccola e insospettabile crisi esistenziale, è un'improvvisa e irrinunciabile opportunità di lavoro. Con il cuore stretto, ma convinta di fare la cosa giusta, Ava vola oltreoceano, nella Grande Mela per realizzare un reportage sul museo dell'immigrazione di Ellis Island.
Ma quello che doveva essere solo un viaggio di lavoro di 3 settimane e una pausa di riflessione dai suoi affetti, si trasformerà per Ava in un percorso formativo che la porterà sulle tracce del suo passato.

E all’improvviso sei arrivato tu
di Hélène Battaglia
Streetlib, 2015
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C’è posto per tutti di Golfera Silvia
Seconda C, scuola media nell’hinterland milanese. Una classe di 27 ragazzi, molti dei quali stranieri, alcuni di loro con una storia dolorosa alle spalle, altri con problemi di apprendimento, altri nomadi. Una classe che si potrebbe definire difficile, come oggi lo sono tutte le classi. In questa classe stanno avvenendo dei furti e a compierli è presumibilmente qualcuno degli alunni. Tutti iniziano a interrogarsi sull’identità del ladro, ognuno portando, nelle sue congetture, la propria esperienza di vita, la propria storia, la visione delle cose, il carattere, il proprio linguaggio. Stranieri in un mondo non sempre accogliente, nomadi con dolorose esperienze alle spalle, disabili. Ragazzi tuttavia allegri, ottimisti, coraggiosi, che raccontano il loro punto di vista, facendo emergere i diversi mondi che ciascuno porta dentro di sé. La scoperta del colpevole porterà alla luce le sconcertanti verità di molte vicende drammatiche, che costringeranno ragazzi e insegnanti a interrogarsi, a misurarsi con pregiudizi non sempre consapevoli e a pensare un modo diverso di vivere i rapporti con gli altri

C’è posto per tutti
di Golfera Silvia
Einaudi ragazzi, 2014
(168 pagine)
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Ritratto di madre in cornice americana di Mikos Vajda
Nella notte di Capodanno del 1956, una madre e un figlio sono costretti a separarsi da un destino imposto dal regime comunista ungherese. Le persecuzioni della dittatura – sfociate in due detenzioni – e i conflitti mondiali alle spalle spingono l’ormai ex aristocratica Judit Csernovics a inseguire la libertà fino in America. Ma il rovescio della medaglia è l’inevitabile distacco da Budapest e da suo figlio Miklós, intellettuale deciso a non abbandonare la patria in un momento tanto difficile. Una scrittura capace di comporre con eleganza le tristi vicissitudini familiari e uno spaccato fedele della recente storia ungherese, che evoca con delicatezza, rimpianto e immenso affetto la figura di una donna di alto rango ma dotata di uno spiccato senso pratico.

Ritratto di madre in cornice americana
di Mikos Vajda
Voland, 2015
(192 pagine)
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20 frammenti
di gioventù vorace di Xiaolu Guo
Un’intensa sequenza di 20 frammenti, brevi testi intervallati da fotografie che l’autrice stessa ha scattato a Pechino, racconta la ricerca di fortuna della protagonista femminile, Fenfang, la quale, dal suo villaggio contadino natale va a Pechino desiderosa di lavorare come attrice nell’industria cinematografica e televisiva. Nel frattempo, lavora come inserviente in un cinema di Stato, esce con un ragazzo inadatto a lei e vive di spaghetti istantanei e precarietà. In questo particolare testo, Xiaolu Guo tratteggia con efficacia il desiderio di modernità e il paradosso di un paese complesso come la nuova Cina, in cui la gioventù fatica a trovare una dimensione soddisfacente e a realizzarsi pienamente ma non si arrende mai, affamata com’è di futuro.

20 frammenti
di gioventù vorace
di Xiaolu Guo
Metropoli d’Asia, 2015
(160 pagine)
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