10 ottimi motivi per non perdere gli Ac-Dc a Imola
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10 ottimi motivi per non perdere gli Ac-Dc a Imola
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10 ottimi motivi per non perdere gli Ac-Dc a Imola

Stasera va in scena all'Autodromo l'evento rock dell'anno: il ritorno della band di Angus Young

Imola, 9 luglio: l'evento rock del 2015

E' tutto pronto, all'Autodromo Internazionale di Imola, per accogliere i 90.000 spettatori provenienti da tutta Italia per l'attesissimo concerto degli Ac-Dc , già sold out da mesi, l'evento rock dell'anno organizzato da Barley Arts.

Il 2015 è un anno ricco di importanti eventi rock, dagli U2 ai Muse, da David Gilmour ai Foo Fighters, ma è innegabile che, come il 2014 è stato l’anno dei Rolling Stones per l'esibizione al Circo Massimo, il 2015 sarà ricordato per il concerto degli Ac/Dc, che mancano nel nostro paese dal maggio del 2010.

Il 2014 è stato un annus horribilis per la band australiana, che ha dovuto rinunciare in pochi mesi al suo storico chitarrista ritmico Malcolm Young e poi al batterista Phil Rudd, arrestato per minacce e per possesso di droga. Chi si aspettava un gruppo in difficoltà, però, è stato smentito dal convincente Rock or Bust, uscito il primo dicembre, quindicesimo capitolo della loro avvincente storia, e soprattutto dalle prime date del tour mondiale, inziato il 5 maggio ad Arnhem, in Olanda, che hanno ricevuto commenti entusiasti sia da parte del pubblico che della critica.

Vediamo insieme, cliccando le frecce laterali, i 10 motivi per non perdere il concerto di Imola.

1) Il repertorio

Gli Ac/Dc hanno composto brani così iconici da essere conosciuti anche da chi non ascolta la loro musica. Chi non ha sentito almeno una volta canzoni leggendarie, a cavallo tra hard rock e  rhythm and blues, come Back in black, Highway to hell, Let there be rock e Thunderstruck? Pezzi che dal vivo diventano ancora più incendiari e irresistibili.

2) Il nuovo album Rock or Bust

Lo scorso aprile, ancora scossi per la forzata defezione di Malcolm Young, i componenti della band si sono guardati negli occhi per capire se era il caso di continuare o meno nella loro avventura. Una volta chiusi negli Warehouse Studios di Vancouver, per provare alcuni riff rimasti nel cassetto, è scattata di nuovo l’alchimia e sono venuti fuori brani come Rock or Bust, Rock the blues away, Rock the house, Miss Adventure, Got some rock & roll thunder e Baptism by fire, che potrebbero diventare dei nuovi classici della loro produzione.

3) Angus Young

Vedere all’opera il chitarrista solista, nonchè fondatore della band nel lontano 1973, vale da solo il prezzo del biglietto. Oltre che per i suoi inconfondibili riff e per i suoi assoli al fulmicotone, Angus è amato dai fan anche per la sue qualità istrioniche. Negli show non possono mancare la duck walk alla Chuck Berry, i finti attacchi epilettici e le natiche mostrate al pubblico.

4) Brian Johnson

Riuscireste a immaginare i Rolling Stones senza Mick Jagger o i Led Zeppelin senza Robert Plant? Nemmeno noi. Eppure nel 1980 Brian Johnson è riuscito in pochi mesi a far dimenticare un frontman carismatico come Bon Scott, morto dopo una notte di eccessi, segnando con il suo inconfondibile timbro il leggendario Back in black, che è ancora oggi il secondo album più venduto di sempre. Johnson oggi canta mezzo tono sotto rispetto a trentacinque anni fa, ma la sua voce è ancora il perfetto complemento alle scorribande chitarristiche di Angus Young.

5) Ultimo tour?

Ad aprile erano in molti a dare ormai per conclusa l’avventura quarantennale degli Ac/DC a causa dei problemi di salute di Malcolm Young. Per fortuna il nuovo album Rock or Bust  ha riacceso l’entusiasmo della band, che da maggio intraprenderà un impegnativo tour internazionale. Il precedente Black Ice Tour è stato dichiarato il secondo tour più remunerativo della storia del rock, con un incasso di 441,6 milioni di dollari. Se dovesse superare anche questo incredibile risultato, la band australiana avrebbe poche motivazioni e troppi anni sulle spalle per affrontare un nuovo tour mondiale tra 4-5 anni. Insomma, se volete vedere almeno una volta dal vivo gli Ac/Dc, questa potrebbe essere l’ultima occasione.

6) La line-up

Il nuovo chitarrista ritmico Stevie Young, figlio maggiore del fratello più grande di Angus, è chiamato al non facile compito di sostituire lo zio Malcolm ma, a giudicare dal risultati di Rock or bust, ha tutte le qualità per ben figurare. Phil Rudd, ancora alle prese con i suoi guai giudiziari, è stato temporaneamente sostituito da Chris Slade, che ha già fatto parte della band dal 1990 al 1994, un solido e dotato batterista rock. Riusciranno i  nuovi entrati a non far rimpiangere i due storici musicisti?

7) L'atmosfera

Un concerto degli Ac/Dc è un’esperienza che non si può raccontare, ma che va vissuta in prima persona. L’hard rock schietto e diretto della band australiana è pensato apposta per esaltare le grandi platee, come emerge anche dai numerosi video che circolano su Youtube. Si canta, si balla, si suda. Sarà solo rock and roll, ma ci piace, eccome.

8) La location

Lo show si terrà nel Paddock Rivazza, una delle zone più verdi e accoglienti dell'Autodromo Internazionale di Imola. La città emiliana è stata scelta in quanto facilmente raggiungibile da ogni parte d’Italia via aereo, treno e auto. Non sono previsti vip packages, early entry o simili iniziative, perciò chi arriva prima, sarà più vicino al palco. Facile prevedere scatti da centometristi per accaparrarsi gli ambiti posti vicino alle transenne.

9) La campana di Hells Bells

Lo storico album Back in black, dedicato a Bon Scott, si apre con i 13 rintocchi di campana di Hells Bells, registrati presso un campanile che fa parte di un monumento ai caduti della Seconda guerra mondiale presso Loughborough, nel Leicestershire. Per il tour mondiale di Back in black gli AC/DC si fecero forgiare un’enorme campana con il logo del gruppo, che viene colpita da Brian Johnson con un grosso martello all'inizio del brano. La campana è ancora oggi uno dei momenti del concerto più attesi dai fan.

10) L’introduzione di Thunderstruck

Nel 1990 il disco The Razor's Edge ebbe un clamoroso successo anche e soprattutto grazie al brano iniziale, l’epica Thunderstruck, che si apre con un memorabile riff di Angus Young. La canzone, usata innumerevoli volte per pubblicità e per eventi sportivi, si caratterizza nel live per il lungo botta e risposta tra Johnson e gli spettatori e per la sua durata, molto superiore rispetto a quella dell’album. Un concentrato di pura adrenalina.

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