Cal Crutchlow
MotoGP

Meraviglia Crutchlow in Rep. Ceca. La sua, una vittoria storica

Erano 35 anni che un pilota britannico non saliva sul tetto della classe regina. Secondo Rossi, terzo Marquez, crollo Ducati

Una meraviglia, di quelle che ti rimangono in fondo all'anima per il resto dell'esistenza. Cal Crutchlow, inglese di Coventry di anni 31, spezza sulla storica pista di Brno in Repubblica Ceca il duopolio di Spagna e Italia nella MotoGp e vince la prima gara della sua carriera nel motomondiale. Una favola, anzi, molto di più. Perché era dal 16 agosto del 1981 che un pilota britannico (leggi Barry Sheene) non metteva tutti in fila in una prova della classe 500/MotoGp. Crutchlow, rappresentante in pista della Honda del team LCR di Lucio Cecchinello, ha firmato una (rin)corsa memorabile, iniziata a una decina di giri dal via quando si trovava lontanissimo dalle quattro Ducati che dettavano legge. Nell'ordine, Iannone, Redding, Barbera e Dovizioso, crollati uno dopo l'altro sotto il peso di una gomma anteriore da pioggia morbida che lasciava traccia di sé a ogni curva, a ogni tirata. Cal il britannico firma il più grande spettacolo del weekend dei motori grazie anche e soprattutto a una scelta coraggiosa e pure di più sulla griglia di partenza, quando decide di dare battaglia con una anteriore dura. La pista era bagnata e le possibilità di finire pancia all'aria erano altissime. Eppure, lui, il Ducatista che nel 2014 non ne azzeccava uno nemmeno per sbaglio, punta tutto sull'intuizione della sua squadra e regala agli appassionati uno slalom gigante tra gli avversari, che nulla possono fare per impedire il trionfo. Per Crutchlow è una vittoria che vale doppio, perché una decina di giorni fa è diventato papà per la prima volta con la nascita della figlia Willow. Nello sport, come nella vita, nulla accade per caso.

 

Vince Crutchlow e non perdono Valentino Rossi e Marc Marquez, che approfittano del crollo a catena dei Ducatisti per salire sul podio e rinnovare la sfida per il titolo mondiale. Oggi la distanza tra i due è pari a 50 punti. Jorge Lorenzo, 17° sul tracciato di Brno, conferma invece la regola che lo vede in grande difficoltà sul bagnato. Il pilota spagnolo della Yamaha si ferma addirittura due volte ai box per cambiare la moto, ma non cambia la sostanza: peggio di così, per il campione del mondo in carica non poteva andare. Si diceva, la Ducati. Andrea Iannone (8°) ha fatto benissimo, più di quanto avrebbe potuto fare con una gomma che perdeva grip giro dopo giro. Andrea Dovizioso, di contro, è stato costretto al ritiro per un guaio al limite del possibile sulla anteriore. Meglio, decisamente meglio, è andata alle Ducati clienti del team spagnolo Avintia Racing. La classifica finale dice quarto Loris Baz, miglior risultato in carriera al secondo anno nella MotoGp, e quinto Hector Barbera

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