L'Apache della Juventus: chi è Carlos Tevez?

Operazione da 42 milioni di euro, il Cda bianconero si è riunito per parlare di ulteriore budget per il mercato -  Le prime immagini in Italia   - Moggi: "Bravo, ma non è un fenomeno"   - La rivincita di Marotta  - Sondaggio: a lui la maglia n° 10?

Carlos Tevez in bianconero (Ansa)

Matteo Politanò

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L'Apache è arrivato, il sogno si è realizzato. Carlos Tevez è il colpo dell'estate 2013, raggiunto giá prima di luglio come a sottolineare la voglia della Juventus di aumentare il gap con tutte le altre big di serie A, ancora al palo nel calciomercato. Tevez è il top player che i tifosi bianconeri sognavano ormai da anni e attraverso di lui passerà il progetto per tornare a vincere anche in Europa. Dopo lunghe settimane di mediazioni l'accordo è stato raggiunto grazie soprattutto al blitz londinese di Beppe Marotta che ha saputo affrontare i dirigenti inglesi facendo leva a quattrocchi sul poco potere contrattuale dell'attaccante argentino. Decisiva anche l'auto-esclusione del Milan che solo fino a pochi giorni fa sembrava fortemente concentrato sulle operazioni di disturbo per non far arrivare un fuoriclasse (che negli anni scorsi è stato ad un passo dal rossonero) ai rivali per lo scudetto. L'investimento nell'operazione è alto: 12 milioni di euro a cui vanno aggiunti i 16,5 netti di ingaggio in tre anni, 33 lordi per un totale di 45 milioni di euro. Un tesoretto che Agnelli aveva già scelto di destinare ad un grosso nome ma che in molti credevano dovesse essere quello di Stevan Jovetic, a questo punto destinato in Premier League (più probabile) o nella Liga.

Il predestinato di Ciudadela

Tevez nasce nel 1984 a Ciudadela, città situata nella parte meridionale del Partido di Tres de Febrero, nella provincia di Buenos Aires. Il barrio dove è nato non è un posto semplice in cui vivere, alcuni lo chiamano Fuerte Apache ed è proprio da lì che nasce il suo soprannome. Da bambino passa due mesi in ospedale dopo un'ustione di terzo grado procuratasi in casa con dell'acqua bollente. Il suo viso resta sfigurato da una cicatrice ma i suoi piedi non ne risentono e incantano le giovanili dell'All Boys. Il Boca lo nota e lo acquista per farlo poi esordire in prima squadra nel 2001. Con gli xeneises 75 partite e 26 gol vincendo anche la medaglia d'oro con la nazionale argentina alle Olimpiadi 2004. I brasiliani del Corinthians lo pagano 20 milioni di dollari ma il suo futuro in Europa è già segnato: nel 2006 arriva un contratto quadriennale con il West Ham dove inizia a giocare come ala sinistra. Ferguson si innamora della sua velocità ed esplosività e lo porta a Manchester dove segna 19 reti in 63 partite. Il tradimento è però dietro l'angolo e dopo un'offerta di 30 milioni di euro il Manchester City riesce a strapparlo ai rivali cittadini. I tifosi dei Red Devils lo prendono di mira ma lui guarda dritto e con Roberto Mancini in panchina inizia una nuova era per il club dello sceicco Mansour. Arriva fino ad ottenere la fascia di capitano ma nel 2011, dopo aver rifiutato l'ingresso in campo in Champions League contro il Bayern Monaco, Mancini lo mette fuori rosa. Motivi disciplinari dice la società, la realtà è che Tevez rifiuta ogni destinazione e si adagia sapendo di avere un contratto da 6 milioni l'anno. Il Milan arriva ad un passo dall'acquistarlo nel gennaio del 2012 ma l'affare sfuma nelle ultime ore. 

Arrivato Tevez chi parte?

La Juventus non ha invece avuto dubbi, puntando forte sull'argentino lanciato dal Boca e poi esploso nel campionato inglese. Con la maglia dei citizens ha segnato 74 gol in 148 partite, media esatta di un gol ogni due match. Con l'Argentina invece 62 presenze e 13 gol. Veloce e tecnico, dribbling bruciante e tiro potente che Conte pensa di mettere al servizio di una punta di peso come Llorente. La Juventus 2013/2014 si sta conformando e l'arrivo dell'argentino diminuisce il posto in un parco attaccanti che ora è sovraffollato. Tevez, Llorente, Vucinic, Matri, Quagliarella, Giovinco, Bendtner e forse anche Gabbiadini. Qualcuno deve partire e gli indiziati principali sembrano proprio Matri e Quagliarella. L'ex cagliaritano piace al suo mentore Allegri che lo vuole al Milan mentre Quagliarella è seguito da diverse società tra cui anche Fiorentina e Sampdoria. In blucerchiato può finire con più probabilità Gabbiadini nell'ambito dell'operazione che coinvolge anche Simone Zaza ma neanche Giovinco e Vucinic sono certi di mantenere il posto. L'ex primavera bianconero non ha convinto più di tanto nella sua prima stagione di ritorno; il montenegrino invece svolge un gioco più utile per Conte e apprezzato (quasi sempre) dai tifosi. 

Che ne sarà della serie A?

L'arrivo di Tevez aumenta l'appeal del campionato italiano ma rende ulteriormente complicata la possibilità di spezzare il dominio della Juventus. La squadra di Conte ha vinto senza particolari patemi l'ultimo scudetto e l'acquisto dell'argentino non potrà che aumentare il divario con le altre squadre del campionato. Buone notizie per lo spettacolo allo Juventus Stadium ma pessime per la competitività del calcio italiano. Nessuno vuole correre il rischio di diventare come la Scottish Premier League con squadre che vincono il campionato per 10 anni di fila. Nessuno vuole assistere passivamente al trionfo della Vecchia Signora in stile Risiko. E' anche vero che il mercato offre poche possibilità e il colpo Tevez era una delle poche operazioni fattibili per un club di serie A. Milan, Inter, Napoli e Fiorentina si stanno rinforzando e la partenza di Cavani potrebbe regalare al campionato un nuovo giocatore di prestigio internazionale (Dzeko e Suarez su tutti). La Juventus ha però mostrato di aver costruito un ingranaggio perfetto che raramente si è inceppato. Ingranaggio che con l'inserimento di Tevez rischia di diventare uno schiacciasassi per la Serie A. 

L'arrivo in Italia

Questo pomeriggio Carlos Tevez arriva a Malpensa. Già domani potrebbe sostenere le visite mediche per poi recarsi in sede e mettere la firma sul contratto triennale. I tifosi bianconeri sono già su di giri e discutono sulla possibilità di affidargli la maglia numero 10 che fu di Alessandro Del Piero, Roberto Baggio e Michel Platini. Quel che è certo è il boom di vendite già previsto per la sua casacca: l'Apache mania è già iniziata. 

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