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Società

Sesso e terza età. Jane Fonda: ho 74 anni, ma lo faccio meglio

Jane Fonda, sex symbol degli anni Sessanta e Settanta, spiega perché un aiuto, anche chimico, non è da buttare. Purché ci sia l’amore

Credits: Spencer Heyfron/Redux/Contrasto

Per Jane Fonda il principio di non contraddizione è sempre stato un ostacolo superabile. È stata attrice e intrattenitrice, guru del fitness e della filosofia zen, adepta dell’illuminato Maharishi Mahesh Yogi e fervente cristiana, ma allo stesso tempo anticlericale e femminista; ha passato una vita nel jet set, ma il suo cuore batteva per le Black panther e intanto si batteva contro la guerra in Vietnam, anche a rischio di finire immortalata su un pezzo della contraerea di Hanoi. Di quest’ultima leggerezza si è pentita, ha chiesto scusa, poi si è scagliata contro un’altra guerra, quella in Iraq; ha attaccato la propaganda israeliana e ha confutato la versione ufficiale del concilio di Nicea; si è pentita di nuovo, è tornata sui suoi passi, ma soltanto per prendere la rincorsa verso qualcosa d’altro: ha lasciato mariti e trovato un nuovo boyfriend (la parola partner fa troppo business, dice) ed è diventata nonna, lei che nell’immaginario collettivo sarà sempre Barbarella, la regina dello spazio, l’unica in grado di salvare l’universo e finire nel paginone centrale di Penthouse.

A 74 anni, uno pensa, si sarà data una calmata. Invece niente. Il motivo di tanta energia è che Jane è diventata una filosofa del benessere psicofisico, una devota dell’equilibrio fra anima e corpo, con una ritrovata energia sessuale a fare da collante, come racconta nel libro Gli anni migliori (Corbaccio). Oggi Fonda ha scoperto la «vera intimità» con il suo ragazzo settantenne, Richard Perry, e la sua vita sessuale è anche meglio di quando aveva 20 anni... Fermi tutti: meglio che a 20 anni? Non ha dubbi, e aggiunge che se serve una mano (e serve, ça va sans dire), ben vengano Viagra, pornografia, cure ormonali e altri espedienti di cui parla senz’ombra d’imbarazzo, come ha sempre fatto.

Procediamo con ordine: lei dice che il sesso oltre i 70 è più appagante. Forse non tutti i settantenni metterebbero la firma su un’affermazione del genere. È un fatto mentale? Qual è il segreto?
Io l’ho scoperto quando ho incontrato un uomo con il quale sono entrata in un rapporto di intimità. Non è un tipo di persona con cui sarei stata nella mia vita precedente. Siamo molto diversi, in un certo senso. Ma desideravo avere una relazione vera, intima, con un amante prima di morire.

Una specie di «ultima scena» prima che il sipario si chiuda.
So quello di cui ho fatto esperienza prima e so che cosa invece mi è mancato. Il terzo atto, la terza età, è il tempo in cui bisogna fare qualcosa per colmare le mancanze. Da un punto di vista fisico le donne più mature conoscono meglio il loro corpo, sanno cosa vogliono e non hanno paura a chiederlo.

Ripete spesso la parola intimità. Che cosa significa esattamente per lei?
Intimità significa smettere di nascondere quelle cose di me che non mi sembravano perfette o piacevoli, smettere di lasciarle fuori dalla relazione. L’intimità si crea quando hai abbastanza fiducia per mostrare tutto di te nel rapporto con l’altro.

Ma, scusi, lei è stata un sex symbol per decenni e ha avuto tre mariti: nessuna intimità, prima d’ora?
L’intimità vera si realizza soltanto quando due persone si mostrano a vicenda completamente, totalmente, con amore. Non sono cresciuta in una famiglia con un grande senso dell’intimità. Era un concetto estraneo e per questo ho evitato a lungo gli uomini che potevano aspettarsi intimità da parte mia, ma sceglievo quelli che erano a loro volta incapaci di una relazione del genere. Ecco, questo è stato il mio problema.

Lei parla spesso di tecniche per migliorare la vita sessuale, dal Viagra al testosterone passando per la pornografia. Crede davvero che siano le vie giuste per riscoprire i piaceri della carne a una certa età?
Parto da una premessa: capire la propria sessualità dopo i 50 anni è fondamentale. E questo implica la conoscenza di come cambiano i corpi, sia per gli uomini sia per le donne. Quello che si può fare è provare quegli espedienti, o cambiamenti, che possono migliorare l’esperienza sessuale.

Per esempio?
Ci sono film erotici fatti per le donne, e spesso girati da donne, che possono essere stimolanti e utili. Gli uomini di una certa età hanno bisogno di una stimolazione più lunga e intensa, e questo include anche la stimolazione visiva. Se il film è quello giusto, beh, piacerà a entrambi; e se è la donna a scegliere aiuterà il rapporto, anche se può non essere sufficiente per eccitare il partner.

Ed è proprio qui che entra in scena il Viagra, giusto?
Esatto. I farmaci per la disfunzione erettiva possono essere soluzioni meravigliose per il problema, comune agli anziani, dell’afflusso di sangue al pene. Però devono essere usati correttamente e soprattutto mai a discapito dei preliminari. L’uomo non può mandare giù una pillola e aspettarsi che improvvisamente la donna abbia desiderio. Dopo i 50 anni, i preliminari diventano importantissimi per la donna e i film, i giocattoli, le candele, i massaggi, insomma tutti questi aiuti sono lì per migliorare il rapporto. E vi assicuro che può essere meglio che a 20 anni.

Sta dicendo che il sesso da vecchi con il Viagra è come il sesso da giovani? Davvero non c’è alcuna differenza?
Innanzitutto, il Viagra deve essere preso con tutte le precauzioni del caso: e pianificare è importante. Anche il momento in cui viene presa la pillola è fondamentale. E, ripeto, molti uomini pensano che una volta arrivati all’erezione sia «pronti... via». No, anche la donna dev’essere pronta. Occorre eccitarla. E anche l’uomo. Sì, certo, il pene è eretto per via della pillola, ma il cuore di lui batte per lei? La desidera davvero? Quando tutti questi elementi sono presenti, allora sì che il sesso dà lo stesso piacere di quando si è giovani. E anche di più.

A qualcuno, però, un discorso del genere potrebbe sembrare il tentativo disperato di fermare il tempo, una lotta impari e anche un po’ triste. Non le viene mai il dubbio che sia così?
Per me è il contrario. Non dico affatto di tentare di tornare indietro nel tempo, oppure di fingersi giovani e di fare come se tutti questi anni non fossero passati. Dico soltanto che se una persona ha ancora la libido, il desiderio, se vuole sensualità e piacere fisico, può continuare ad averli anche nella terza età. Ma soltanto se capisce com’è cambiato il suo corpo e come gestire il cambiamento. Capisco bene che molte persone, per varie ragioni, a una certa età dicono: basta con il sesso. Eppure ci sono molte vie per coltivare la sensualità oltre al rapporto sessuale.

Cosa suggerisce alle persone della sua età che magari vorrebbero avere una vita sessuale attiva, ma per qualche motivo si vergognano ad ammetterlo o reprimono i loro desideri?
Perché una persona che ha ancora il desiderio dovrebbe negarlo o reprimerlo? Di solito perché manca un partner. E oggi c’è un modo fantastico per trovarlo: internet. Tutti questi siti per cuori solitari in cerca d’amore possono essere una grande risorsa. Per il mio libro ho intervistato un sacco di donne che hanno trovato in rete l’uomo che cercavano, e do consigli pratici su come raffinare la ricerca. Serve soltanto un po’ di pazienza: ci vogliono
in media 17 tentativi per trovare una persona che può accendere la scintilla.

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