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La copertina di Panorama sessista? Ma fateci il piacere...

Dedicata all'estinzione del "buon partito" è stata mal interpretata da Il Post che ci accusa di sessismo. L'unico intento era, con l'ironia, raccontare la crisi del professionista maschio. Ma qualcuno non l'ha capito...

Panorama cover n. 30/2017

La copertina di Panorama n. 30/2017 – Credits: Panorama

"Aiuto! Non si trova più un buon partito da sposare" recita l'ultima copertina di Panorama con uno strillo accompagnato dalla foto di una sposa disperata, infagottata in un abito a torta anni Sessanta. Una cover volutamente in stile vintage, scelta per analizzare con taglio ironico e un riferimento altrettanto vintage, l’estinzione del buon partito caro alle nonne, la metamorfosi di una serie di professioni e mestieri una volta solidi (notai, avvocati, architetti, bancari, giornalisti) agognati e corteggiati e oggi messi a terra dalla crisi economica e dalla rivoluzione tecnologica.

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Ci voleva un certo sforzo per non coglierne l’ironia e l’originalità. E invece, condivisa da un bel po’ di leonesse e leoni da tastiera (contrastati, viva i dotati di sense of humour, da tanti difensori) c’è riuscito Il Post che, con un articolo di Giulia Siviero non ci lascia scampo fin dal titolo: "Panorami sessisti", così ci etichetta, per poi passare a una radiografia dell’articolo, che come ulteriore "infamante" colpa "è scritto da una donna".  

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L'articolo de Il Post che critica la copertina di Panorama 30/2017

Cosa ci rimprovera Siviero? Di aver sostenuto, scrive lei, che "certi mestieri li fanno solo gli uomini, mestieri che portavano un tempo a raggiungere un certo status sociale, che permettevano di avere una bella macchina e molte donne". E che, secondo noi, sostiene sempre lei, la crisi economica avrebbe colpito le donne non perché anche loro siano notaie, avvocate, giornaliste, bancarie, architette, alle prese con la crisi ma perché i soggetti della loro caccia (uomini ridotti a mestieri sicuri da sposare) sono in estinzione. Le donne, presenti nell’articolo sarebbero, scrive Siviero "(s)oggetti ornamentali che trovano la loro identità nel matrimonio e nella dipendenza anche economica da un uomo, e hanno ben poco di cui essere felici. Piangono nei loro abiti da spose".

Possiamo tranquillizzare Il Post e Siviero che si sente in dovere di rivelarci dettagliatamente le cifre relative al numero di notaie, architette, avvocate. Panorama ha scelto di declinare la crisi (contemporanea) delle professioni con un filo conduttore degli anni Sessanta, il buon partito. Nessuno deve insegnarci che le donne sono indipendenti, emancipate e che il buon partito non è più una priorità da un bel po’ di decenni. E non abbiamo neanche bisogno che qualcuno ci ricordi l’esistenza di notaie, architette, avvocate e, addirittura, giornaliste donne alle prese con la crisi economica. È un dato più che scontato. Ma solo chi è su evidenti posizioni antistoriche, come in questo caso la collega de Il Post, avverte il bisogno di dover leggere a ogni virgola, quante notaie, architette etc ci sono in Italia anche in un articolo che ha scelto di puntare la lente sulla crisi del professionista maschio.

In quanto alla chiusa dell’articolo, che accusa il direttore di Panorama e me di usare il giornale che lui dirige e per il quale io scrivo "per sfogare le nostre insoddisfazioni" ci sentiamo di di poterla tranquillizzare. Siamo in gran forma, nessuna insoddisfazione.

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