Salute

Antibiotici: da un fungo canadese nuova arma contro i superbug

Uno studio pubblicato su Nature apre la strada per un nuovo approccio al problema della farmaco-resistenza: ripristinare l'efficacia degli antibiotici

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L'antibiotico-resistenza è considerata un problema di salute pubblica a livello globale. Sono sempre più numerose le infezioni che non riusciamo a combattere con le normali medicine che abbiamo a disposizione. E al nostro armamentario di armi spuntate non si aggiungono nuove munizioni dalla fine degli anni '80: da allora non è stata scoperta nessuna nuova classe di antibiotici.

Un nuovo studio, pubblicato su Nature, spinge però a cambiare approccio nella ricerca di una soluzione al problema: forse non dovremmo cercare di mettere a punto nuovi farmaci, bensì trovare un modo per far tornare efficaci quelli che già abbiamo. I ricercatori della McMaster University, in Canada, hanno individuato in una molecola derivata da un fungo che vive in Nuova Scozia, chiamata AMA, un alleato in grado di disarmare uno dei geni più pericolosi tra quelli coinvolti nell'antibiotico-resistenza. E' il NDM-1 o il Nuova Delhi Metallo-beta-lattamasi.

"E' il nemico pubblico numero uno", sostiene Gerry Wright direttore dell'Istituto Michael G. DeGroote per la ricerca sulle malattie infettive della McMaster. "E' arrivato dal nulla, si è diffuso ovunque e in sostanza ha ucciso la nostra ultima risorsa in fatto di antibiotici, l'ultima pillola sullo scaffale, usata per curare le infezioni gravi". Si tratta degli antibiotici carbapenemici, resi inefficaci dai patogeni che hanno imparato a difendersi dal loro attacco. "Non solo assistiamo alla comparsa di un gene di resistenza agli antibiotici che prende di mira l'ultima risorsa farmacologica che ci è rimasta, ma questo è portato da organismi che causano ogni sorta di malattie difficili da curare e sono già di per sé resistenti a più farmaci", spiega Wright.

Che cosa fa la molecola AMA? "In poche parole la molecola mette fuori gioco NDM-1, così gli antibiotici possono fare il loro lavoro". NDM-1 ha bisogno di zinco per prosperare, ma trovare un modo per rimuovere lo zinco senza causare un effetto tossico sull'uomo era un compito arduo. Almeno fino a che non è stata scoperta la molecola fungina che, a quanto pare, riesce a svolgere il lavoro in modo naturale e del tutto innocuo. Gli autori dello studio hanno provato a curare topi infettati da un superbatterio che esprime il gene NDM-1 con una combinazione di AMA, la molecola appena scoperta, e carbapenemi, gli antibiotici che servono a curare l'infezione, e i topi sono sopravvissuti. Mentre quelli curati solo con l'antibiotico o solo con l'AMA non ce l'hanno fatta e i ricercatori li hanno visti soccombere all'infezione.

"L'antibiotico-resistenza potrebbe essere la sfida più urgente e sconcertante che i ricercatori in campo medico si trovano oggi ad affrontare", sostiene John Kelton, preside della Scuola di Medicina Michael G. DeGroote. "Questa ricerca fornisce nuove speranze mostrandoci un approccio completamente nuovo al problema". "AMA", spiega Wright, "ripristina l'attività degli antibiotici carbapenemici, così invece di non avere antibiotici ne abbiamo almeno qualcuno".

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