Scienza

Così si formano i tornado

Parla un fisico dell'Istituto di Biometeorologia del Cnr: impossibile prevedere con precisione posizione e momento in cui si scateneranno. Cruciale che la popolazione sia istruita sul da farsi

Dal satellite della Nasa (Credit: NASA via Getty Images)

Sono 24 le vittime accertate del tornado che ha colpito Oklahoma City, uno dei più violenti della storia recente. Come è stato possibile che si sia creato un fenomeno di tale forza e che influenza può aver avuto il cambiamento climatico sulle dimensioni della catastrofe? Quando masse d'aria calda e masse d'aria fredda si incontrano, in presenza di una forte umidità e di una variazione della direzione e della velocità del vento a quote diverse, se ci si trova in un territorio orograficamente favorevole (possibilmente una pianura estesa) ci sono tutti gli ingredienti perché si formi un tornado. Il vento cambia direzione salendo in quota in maniera progressiva, come un'elica, e questo fenomeno definito wind shear, è un elemento che conferisce rotazione al cumulonembo. 

Le gradi pianure americane sono il terreno di coltura ideale per questi fenomeni, e si stima che se ne verifichino più di 1.000 ogni anno. I più violenti arrivano a spostarsi a una velocità di 70-80km/h mentre la velocità del vortice può raggiungere diverse centinaia di km/h. Per questo riesce a sradicare alberi, sollevare macchine e scoperchiare case. Negli Stati Uniti i temporali più violenti si scatenano quando le correnti calde e umide che arrivano dal Golfo del Messico incontrano un fronte freddo in arrivo da Nord. Per capire come mai in quest'ultimo caso il fenomeno abbia assunto dimensioni catastrofichePanorama.it ha intervistato Massimiliano Pasqui, ricercatore dell'Istituto di Biometeorologia del Cnr.

Il tornado ha avuto luogo nella Tornado Alley, zona frequentemente soggetta a questi fenomeni. Ma come mai questa volta è stato così violento?

Da un'immagine della Nasa si vede molto bene che il sistema temporalesco che ha generato questo tornado era composto da tre grandi supercelle temporalesche in un contesto di cielo sereno. Uno di questi grandi temporali intensi e violenti è stato responsabile della genesi del tornado. Da una valutazione d'insieme il grosso dei danni è dovuto al fatto che il tornado ha attraversato una zona densamente abitata. Ha fatto tante vittime perché c'era tanta gente. Di tornado così violenti (in una scala da 1 a 5, che tiene conto della velocità del vento e dei possibili danni, quello che ha colpito Oklahoma city era di classe 5) se ne registra uno l'anno. Di tornado distruttivi se ne possono osservare in tutti gli Stati Uniti anche parecchie centinaia l'anno, ma quelli così violenti sono piuttosto rari. Dipende molto dalle stagioni: la primavera è la stagione dei tornado, è uno dei momenti dell'anno in cui c'è il massimo di differenza di temperatura tra le masse d'aria ancora fresche che arrivano da nord e quelle calde, instabili e umide che arrivano da sud. E dipende dal luogo: quella in cui è avvenuto è la zona più tornadogenica che esiste per numero e intensità di fenomeni. Nelle pianure c'è più umidità che arriva dal suolo e una semplicità morfologica del terreno che disturba meno la formazione dei vortici e non ne ostacola il cammino. Il tornado dell'Oklahoma è durato per circa mezz'ora e si stima che possa aver percorso circa una trentina di km: se ne possono fare di danni in questo lasso di tempo e in un tragitto così lungo.

Che ruolo ha il cambiamento climatico?

Il riscaldamento degli oceani, soprattutto nella zona del golfo del Mesico, contribuisce a mettere a disposizione masse d'aria calda più instabile che danno un contributo notevole all'aumento dell'intensità di questo tipo di eventi. I tornado però non dipendono solo da quanta energia gli arriva, ma anche da molte altre cause: alcune sono esacerbate dal cambiamento climatico  altre vengono compensate. Rispetto alle ondate di calore o ai periodi di siccità, che negli Usa si ripetono con sempre maggiore frequenza, il collegamento causa-effetto tra cambiamento climatico e tornado è più difficile.

Come mai ancora non riusciamo ancora a prevederli con anticipo sufficiente per poter salvare tutti?

In realtà quello che si riesce a fare è stimare la probabilità che grossi temporali o tempeste possano generare un tornado. Il punto critico è che è praticamente impossibile determinare con precisione posizione, momento e intensità dei vortici. Dal punto di vista della messa in sicurezza della popolazione questo fa tutta la differenza. Su quello ci sono purtroppo una serie di limitazioni intrinseche che non possono esser superate. Gran parte dei sistemi di allerta avvengono attraverso l'osservazione. Posso prevedere una situazione favorevole alla formazione di un tornado, ma finché non osservo fenomeni che mi facciano pensare che si sta per formare non ho elementi che per dire dove si formerà. In quest'ultimo caso comunque sono riusciti a dare l'allarme con un anticipo nell'ordine di 15-20 minuti sull'evento. E' un lasso di tempo esiguo che non lascia margini per l'intervento di squadre di soccorso: ognuno deve sapere cosa fare e deve mettersi in salvo da solo. Il grosso del successo dipende dall'educazione della popolazione.

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