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Scienza

La matematica? Meglio con l'hitech

Tablet grandi come scrivanie e maxischermi touch screen al posto delle lavagne. Così in Gran Bretagna migliorano le prestazioni degli alunni

banchi-matematica

– Credits: Durham University

Al posto dei tradizionali banchi ci sono tablet  grandi quanto una scrivania e la lavagna è un maxischermo touchscreen. Carta e  penna sono banditi e copiare dal vicino non solo è consentito, ma  incoraggiato. L’aula del futuro si presenta così, come la plancia dell’astronave di  Star Trek. E funziona: sperimentata per tre anni in 12 scuole del Regno  Unito su oltre 400 scolari tra gli otto e i dieci anni, ha notevolmente migliorato le prestazioni degli alunni in matematica, la materia forse più ostica e  noiosa.

E cosa c’è di meglio che insegnarla con le nuove tecnologie che tanto entusiasmano i bambini? L’hanno pensato e realizzato ricercatori  dell’Università di Durham, in Inghilterra, realizzando il progetto SynergyNet . Sono dei  banchi touchscreen collegati via rete tra loro e a una lavagna elettronica principale, sui  quali gruppi di studenti possono interagire con le stesse applicazioni tutti  assieme, grazie a un sistema a infrarossi in grado di riconoscere il  tocco simultaneo di diverse persone. Non sono semplicemente dei tablet dove vengono propinate nozioni in modo passivo: la possibilità di manipolare i contenuti e l’attività di gruppo stimola la creatività, incrementando le capacità di risolvere problemi aritmetici, non più tanto disprezzati.

Questo metodo didattico “invoglia gli studenti a collaborare tra loro, condividendo idee e imparando dai più bravi, cosa che non accade con il tradizionale approccio cartaceo” spiega Liz Burd, principale ricercatrice del progetto. I risultati della sperimentazione, pubblicati oggi sulla rivista Learning and Instruction, le danno ragione: il 45% degli studenti che hanno utilizzato questo sistema ha incrementato l’abilità nel creare espressioni matematiche, contro il 16% di chi ha usato la carta. Il segreto del successo di SynergyNet sta proprio qui: riuscire a far lavorare in gruppo gli alunni, grazie alla Hi-Tech, in modo attivo e coinvolgente.

Secondo il professor Steve Higgins, lo sviluppo esponenziale della tecnologia e delle applicazioni multi-touch degli ultimi anni, sta abbattendo i costi dell’hardware e permetterà di introdurre questo sistema dalle enormi potenzialità in un numero sempre crescente di scuole, almeno nel Regno Unito. Migliorerà anche il lavoro degli insegnanti, che monitorando simultaneamente e facilmente ogni attività, potranno assegnare compiti differenti a ciascun gruppo, far loro scambiare informazioni in tempo reale e intervenire tempestivamente aiutando il singolo scolaro in difficoltà. Dunque nella scuola del futuro non più quaderni o bloc-notes, ma banchi super tecnologici dove giocare a fare gli scienziati e copiare liberamente dai compagni: magari l’avessimo avuto noi.

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