Diligenti, in fila, un’ora prima. La sala del centro congressi della stazione marittima di Trieste si riempie lentamente e inesorabilmente le poltroncine rosse non si vedono più. Posti in piedi per Lino Guanciale, l’attore italiano entrato nelle case degli italiani con le fiction più belle, da La Grande famiglia a La Porta Rossa, ambientata proprio a Trieste.

Ospite di Piera Detassis, direttore di Ciak, sul palcoscenico del tour Panorama d’Italia, Guanciale sorride al suo pubblico. Sì, perché lui si considera cittadino di Trieste pur essendo nato ad Avezzano: “A questa città sono molto legato. Per girare La Porta Rossa sono arrivato il 29 febbraio con la bora e mi sono detto "non ce la farò", in aprile ho pensato di comprare casa”.

Un amore totale: “la prima cosa che mi ha catturato di Trieste è il suo rapporto speciale con il mare. È una Vienna sulla riva dell’acqua. Un sogno geometrico, ecco”.

Lino Guanciale tornerà in primavera: “a maggio gireremo la seconda serie de La Porta Rossa di cui si stanno completando le sceneggiature. I personaggi ai quali vi siete affezionati resteranno. Non sarete delusi” dice confortando il pubblico in sala.

La Porta Rossa: un grande successo

Non anticipa nulla Guanciale su cosa accadrà al suo personaggio, il poliziotto Cagliostro, la cui interpretazione ha richiesto un grande lavoro introspettivo: “ho pensato a un paradigma cinematografico tra il Bruce Willis di "Sesto Senso" e i personaggi di Dostojevski che sono tutti febbricitanti, sudati. Ho riletto in quei mesi Delitto e Castigo, mi ha aiutato. I libri sono più utili di altri riferimenti”.

Il successo è arrivato subito, dalla prima puntata. “L’ultima l’abbiamo proiettata qui al cinema e la risposta della città è stata calorosissima. La gente di Trieste mi piace molto, c’è affetto sincero, rispetta i tuoi spazi”.

Il copione de La Porta Rossa è nel segno della discontinuità artistica di Lino Guanciale: “io ho lavorato molto a teatro, ho una compagnia teatrale, in televisione ho sempre interpretato ruoli rassicuranti, familiari. Ma quella sceneggiatura era diversa, richiedeva una regia e una fotografia diversa. Mi ha colpito. È stata una scommessa”.

La mania dei numeri pari

Un attore poliedrico, Guanciale (“mi piace giocare con i personaggi”) che non ha mai cercato il successo (“ma mi è servito per sostenere la mia compagnia teatrale”), con una grande passione per le automobili sportive (“ho una Giulietta rossa”) e delle piccole manie: “Il numero pari. Per salire sul palcoscenico, per esempio, ho fatto quattro passi, non cinque”.

Due appuntamenti al cinema

Oltre alla televisione, ci sono teatro e cinema. Il 30 gennaio debutterà a teatro a Modena "La classe operaia" mentre prima, a novembre, al cinema uscirà "Cose che succedono", una commedia teatrale, "con me c’è un bellissimo cast" dice l'attore. Racconta la storia di una famiglia: un papà in coma, 4 figli, una casa in vendita e mille colpi di scena.

Nel 2018, invece, sarà la volta di "Arrivano i prof", remake di un film francese, con Claudio Bisio e Maurizio Nichetti: “è molto divertente, andatelo a vedere”.

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