Politica

Seggi e cabine elettorali: come cambiano

Passa alla Camera la proposta di legge che introduce le urne in plexiglass e la messa al bando delle tendine. Obiettivo: rendere difficili i brogli

Ballottaggi

Un seggio elettorale durante il ballottaggio per l'elezione del sindaco di Roma, 19 Giugno 2016 – Credits: ANSA/CLAUDIO PERI

La volontà è rendere difficili i brogli elettorali e il voto di scambio (a cui ricorrono le organizzazioni mafiose). Con questo spirito l'Aula della Camera ha infatti approvato la proposta di legge presentata dalla deputata M5S Danila Nesci, che introduce due novità nei seggi: le urne non saranno più di cartone, ma in plexiglass trasparente; le cabine non avranno più la tendina, e saranno posizionate in modo che l'elettore dia le spalle al presidente di seggio e agli scrutatori.

Il testo ora passa al Senato. Il primo accorgimento evita che al momento in cui l'urna viene installata nel seggio, essa contenga già delle schede, episodi che si registrano laddove il presidente di seggio e gli scrutatori siano collusi con soggetti che intendano inficiare il risultato del voto. Per questo la legge introduce per essi nuovi requisiti: non potranno essere parenti dei candidati nelle liste, aver ricevuto condanne, anche soltanto in primo grado, per mafia o per reati contro la pubblica amministrazione.

Il diverso posizionamento delle cabine, invece, mantiene la segretezza del voto, ma consente il controllo dell'elettore. In alcune zone controllate dalle mafie, infatti, c'è un preciso meccanismo di controllo del voto, che richiede determinate azioni dell'elettore colluso nel seggio. Il boss consegna all'elettore che si presenta una scheda già votata. Una volta dietro la tendina della cabina elettorale, l'elettore compiacente la tira fuori dalla tasca e vi ripone quella appena ricevuta dal presidente del seggio; una volta fuori dalla cabina inserisce nell'urna la scheda ricevuta dal boss, al quale consegna successivamente la scheda intonsa.

Tutte queste manovre saranno impossibili con la nuova cabina, così come fotografare la scheda votata con un telefonino nascosto: atto già oggi vietato, ma praticato con le tradizionali cabine in alcune zone ad alta densità mafiosa.

La legge introduce poi la possibilità per studenti e lavoratori fuori sede di votare nei comuni di momentanea residenza, ma solo per i referendum (nei quali non esistono collegi elettorali) e alle elezioni europee, purchè nell'ambito della stessa circoscrizione di residenza. Infine, una curiosità: il principale problema della legge era rappresentato dai costi (31 milioni) per la sostituzione di tutte le 246.248 cabine previste per i seggi elettorali italiani. Si è optato per un loro riadattamento, togliendo la tendina e modificandole con pialla e sega. Alla fine l'operazione costerà poco meno di 800mila euro. (ANSA)

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