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Primarie Pd 2017, la guida completa

Date, modalità di voto, regole e candidati delle primarie. Come si fa a votare se non si è iscritti al partito. Verso il Congresso

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I tre sfidanti alla segreteria Pd: Andrea Orlando, Matteo Renzi, Michele Emiliano – Credits: ANSA

Il 20 marzo 2017 è partita la corsa dei tre candidati alla segreteria del Partito Democratico. Si concluderà con le Primarie nei gazebo del 30 aprile e con la proclamazione del nuovo segretario il 7 maggio.


Vi presentiamo qui date, passaggi e candidati.

I CANDIDATI
Matteo Renzi è il segretario dimissionario del Partito Democratico, ha 42 anni ed è stato premier dal 2014 al 2016. È nettamente favorito alle primarie.
Lo slogan elettorale di Matteo Renzi è: "Avanti, insieme".

Andrea Orlando
, 48 anni è il ministro della Giustizia dell'attuale governo Gentiloni, lo era anche nel governo di Renzi. Orlando conta sull'appoggio di buona parte della sinistra del partito, coloro che non sono usciti con la scissione di Bersani.
Lo slogan elettorale di Andrea Orlando è: "Unire l'Italia, unire il Pd".

Michele Emiliano, 56 anni, è il governatore della Puglia (magistrato in aspettativa). Viene considerato la risposta interna al Pd alla pulsioni incarnate dal Movimento 5 Stelle.
Lo slogan elettorale di Michele Emiliano è "L'Italia è il nostro partito".

I SONDAGGI
Le prime rilevazioni dei principali istituti di analisi mostrano Matteo Renzi in netto vantaggio con consensi compresi tra il 52% e il 75%. Ultimo Michele Emiliano. È pur vero però che è ancora presto per tirare le somme (qui gli aggiornamenti con i principali sondaggisti)


LE DATE e LE FASI
Matteo Renzi, segretario uscente, Andrea Orlando e Michele Emiliano, si sono sfidati nei poco più di 6300 circoli del Pd con le proprie "mozioni" (così vengono chiamati nel partito i programmi dei candidati a segretario) e le "liste" interne che li sostengono.

Nei circoli del partito hanno diritto di voto 420mila iscritti. Dibattiti e votazioni delle tre mozioni e dei tre candidati si sono concluse il 2 aprile: Renzi ha ottenuto il 68,22% delle preferenze; Orlando il 25,42; Emiliano il 6,36%.

Il 5 aprile si tengono le convenzioni provinciali del partito, il 9 aprile la convenzione nazionale.
Da queste assemblee esce dunque il preferito dagli iscritti al Partito Democratico: senza possibilità di dubbi e anche con un margine più ampio del previsto è Matteo Renzi.

Il 30 aprile sarà invece il giorno delle elezioni primarie: si voterà, dalle 8 alle 20, nei circoli che allestiranno i seggi e soprattutto in migliaia di gazebo sparsi per tutto il territorio nazionale.

CHI PUO' VOTARE
In base allo Statuto del Pd possono partecipare alle primarie gli "elettori" del partito. In sostanza, tutti coloro che dichiarano di essere elettori del partito ("cittadine e cittadini italiani nonché cittadine e cittadini dell’Unione europea residenti in Italia, cittadine e cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno, iscritti e non iscritti al Partito Democratico, dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrate nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori accettando di essere iscritti nell'apposito registro", dice lo statuto).

In pratica, chi non è ancora in questo elenco, può farlo direttamente al gazebo, rilasciare le proprie generalità e pagare 2 euro di contributo al partito.

Dopo le primarie, il segretario sarà proclamato dall'assemblea nazionale del Pd che sarà convocata per domenica 7 maggio.


IL FUNZIONAMENTO
Nelle primarie si indicano il segretario che si vorrebbe, e, indirettamente, anche i mille delegati all’assemblea nazionale - attraverso le liste che appoggiano i vari candidati.
Sarà il conteggio di questi delegati nell'assemblea che determinerà chi sarà il segretario.

Non si tratta quindi di una vera elezione diretta del segretario: conta  il numero dei delegati eletti dalle primarie.
I seggi nell’assemblea nazionale sono distribuiti in modo proporzionale.

Se uno dei tre candidati alla segreteria avrà la maggioranza assoluta dei seggi in assemblea nazionale con la sua lista o coalizione di liste, sarà dunque proclamato segretario dall’assemblea.

Se nessuno dei tre ha la maggioranza assoluta dei delegati, il segretario viene eletto dall’assemblea con un ballottaggio dei due primi classificati in termini di delegati.

Questa volta però nell’assemblea che vota ci saranno oltre i mille eletti con le primarie, 21 segretari regionali, 300 delegati eletti nelle primarie regionali, 100 eletti dai parlamentari nazionali ed europei del partito, 44 dalle circoscrizioni estere del partito.

Finora, le primarie hanno sempre eletto in segretario e non c’è mai stato bisogno dell’intervento di ballottaggio dell’assemblea.

PERCHÉ ORA
Statuto del Partito democratico alla mano (articolo 5), il Congresso e le primarie per eleggere il segretario Pd si tengono allo scadere dei quattro anni stabiliti dalla carta fondamentale del partito. Ci sono però due casi in cui il Congresso può essere anticipato: qualora l'Assemblea nazionale sfiduci il segretario e qualora il segretario stesso scelga di dimettersi prima della scadenza del mandato. È quello che è successo con le dimissioni di Renzi a febbraio 2017.

(Questo articolo è stato pubblicato la prima volta il 20 marzo e aggiornato il 23 marzo, il 4 aprile, il 24 aprile e il 27 aprile)

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