Politica

Nuovi insegnanti a ruolo: le loro proteste e le ragioni del Ministro Giannini

Pronti 32 mila contratti. E a chi si oppone ai trasferimenti il Miur risponde: "sono solo il 10% ma siamo disposti a valutare caso per caso"

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Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, nell'aula del Senato, Roma, 4 agosto 2016 – Credits: ANSA/GIORGIO ONORATI

A settembre 32 mila nuovi insegnanti saranno immessi in ruolo. Contratto a tempo indeterminato, poi, anche per 10 mila Ata, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario che "fa funzionare le scuole". Ma a fronte delle "novità positive e importanti" annunciate oggi dal ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, in questo agosto "caldo" per la scuola italiana non si placa il malcontento degli insegnanti per il piano straordinario di mobilità.

Oggi centinaia di docenti del Sud sono scesi in piazza contro l'esodo che a settembre li costringerà a fare le valige per raggiungere una cattedra al Nord. Da Potenza, Bari e Palermo il disappunto è forte per le anomalie che - sostengono - si sarebbero venute a creare al momento dell'assegnazione delle sedi: il sistema informatico che le sta elaborando - sono convinti - non ha funzionato, creando il caos nei trasferimenti.

Nel piano straordinario della mobilità rientrano circa "200 mila" insegnanti, spiega il ministro Giannini davanti alle telecamere di Rainews 24: "la stragrande maggioranza chiede come ogni anno il trasferimento, e lo ottiene, nelle sedi desiderate o limitrofe". Chi invece deve spostarsi di più chilometri - in particolare dal Sud, dove storicamente ci sono più insegnanti, verso il Centro Nord, dove invece ci sono più posti - "è una percentuale inferiore al 10%".

Si tratta dei "neoassunti, i più giovani di servizio, entrati con la Buona scuola". Molti dei quali, aggiunge il sottosegretario Davide Faraone, "con le assegnazioni provvisorie non dovranno spostarsi per niente". È comprensibile, dunque, il disagio di chi ora fa la valigia, ma ad attenderlo, insiste Giannini, c'è "un posto a tempo indeterminato". Con le misure messe in campo, puntualizza Faraone, il Governo "sta potenziando il sistema di istruzione".

Detto questo, il Miur è pronto a valutare "caso per caso", qualora venisse segnalata una "non corrispondenza tra quanto richiesto" da un insegnate "e quanto assegnato" dal sistema. "Può capitare su questi grandi numeri", osserva Giannini, ma le "anomalie o le imperfezioni" del sistema saranno controllate: "a noi spetta il compito di verificare che tutto si svolga regolarmente e che, dove serve, si possa intervenire". Ed è proprio quello che chiedono i docenti oggi in piazza: l'"algoritmo" del sistema informatico che assegna i trasferimenti ha "sparpagliato gli insegnanti del Sud dal Tevere al Tagliamento, senza tener conto delle situazioni personali e familiari e dei tanti anni passati nella scuola", denunciano.

Il segretario generale della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo, dalla manifestazione di Bari insiste come ci siano "evidenti errori nelle procedure di mobilità" e che "bisogna rivedere tutto". Intanto, però, tra tante proteste, c'è chi presto festeggerà l'assunzione. 32mila prof, che entreranno nella scuola a tempo indeterminato attraverso il doppio canale del concorso, che si sta concludendo in queste settimane, e delle graduatorie a esaurimento. Una stabilizzazione a cui plaudono sindacati come l'Anief, anche se - precisa - questi "numeri coprono solo il turn over, mentre altri 80 mila insegnanti specializzati e abilitati rimangono precari".

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