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Cos'è il Rosatellum, la legge elettorale proposta dal Pd

Sistema misto, al 50% maggioritario e al 50% proporzionale. Soglia di sbarramento al 5%, un'unica scheda e niente voto disgiunto

Il cosiddetto Rosatellum è il nuovo testo base sulla legge elettorale proposto dal Partito Democratico, ovvero il punto di partenza sui cui dovrà lavorare il Parlamento, presentando gli emendamenti. Prende il nome dal capogruppo Pd Ettore Rosato e mira a un sistema misto, al 50% maggioritario e al 50% proporzionale

Il Rosatellum sopraggiunge dopo che il relatore Andrea Mazziotti ha ritirato il suo testo base, l'Italicum bis, che non trovava il consenso di Pd, Lega, Ala, Svp e Direzione Italia, dimettendosi e lasciando l'incarico a Emanuele Fiano, capogruppo Dem in Commissione Affari costituzionali di Montecitorio. 

Si profila un nuovo rinvio sulla legge elettorale: il Rosatellum approderà in aula alla Camera non più il 29 maggio ma il 5 giugno. Il nuovo calendario prevede l'adozione del testo base il 23 maggio e il termine per la presentazione degli emendamenti il 26. Ecco in cosa consiste il Rosatellum, punto per punto. 

 


Cosa prevede il Rosatellum per l'elezione della Camera
Per l'elezione della Camera dei deputati, secondo il Rosatellum, non cambiano le norme per le regioni a statuto speciale e l'estero. S
u 630 deputati, i 12 dall'estero continueranno a essere eletti con metodo proporzionale. Idem per Valle d'Aosta (1 collegio uninominale) e Trentino Alto Adige (8 collegi uninominali e 3 con proporzionale).

Nel resto d'Italia 303 deputati saranno eletti in collegi uninominali e 303 con metodo proporzionale in circa 100 collegi plurinominali, in listini bloccati da 2 a 4 nomi.


Elezione del Senato

Dei 315 senatori da eleggere, i sei della circoscrizione estera saranno eletti con metodo proporzionale. 157 saranno eletti in collegi uninominali (di cui sei in Trentino Alto Adige, uno in Valle d'Aosta e uno in Molise), gli altri 152 senatori con metodo proporzionale in collegi plurinominali in listini da 2 a 4 nomi.

Soglia di sbarramento  
La soglia di sbarramento per accedere al riparto dei seggi proporzionali sarebbe del 5%, più alta rispetto al Mattarellum (4%) e all'Italicum (3%).

Scheda elettorale
È prevista un'unica scheda e un unico voto (il 
Mattarellum prevede invece due schede, per il collegio maggioritario e per il listino proporzionale). Il nome del candidato nel collegio uninominale è affiancato dal simbolo del partito collegato nelle circoscrizioni proporzionali con i relativi listini bloccati.

Un solo candidato uninominale può essere sostenuto anche da più di una lista (se sono coalizzate): in tal caso il suo nome si ripete accanto a ogni lista che lo appoggia. Il voto al candidato del collegio uninominale si estende alla lista proporzionale collegata e viceversa. Non è quindi necessario il simbolo unico di una coalizione.

Niente voto disgiunto
Diversamente dal Mattarellum non è permesso il voto disgiunto.

Pluricandidature
Ci si può candidare solo in un collegio uninominale e in massimo 3 collegi proporzionali. Se il candidato è eletto sia in un collegio uninominale che nel proporzionale scatta l'elezione nell'uninominale. Se viene eletto solo sul canale plurinominale in più collegi, scatta l'elezione dove la lista ha preso più voti.

Firme per la presentazione dei listini
La presentazione dei listini nei collegi proporzionali e delle candidature nei collegi uninominali collegati deve essere essere appoggiata da 1.500-2.000 firme, un numero piuttosto elevato.

Rappresentanza femminile
Un occhio alle quote rose. A pena di inammissibilità, nel complesso delle candidature presentate da ciascun partito nei collegi plurinominali, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 60% con arrotondamento all'unità superiore.

Delega al governo
Il governo è delegato a disegnare sia i collegi uninominali, sia le circoscrizioni per la parte proporzionale: entro 45 giorni dall'approvazione della legge deve presentare un decreto legislativo.


REAZIONI POLITICHE
Il Rosatellum è stato accolto con molta soddisfazione e altrettanti mugugni.

"Il Rosatellum è una proposta che ha buone chances di essere approvata: è seria perché consente agli elettori di scegliere il candidato nel loro collegio, con una correzione proporzionale", ha detto il sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore.

Il capogruppo dem Rosato è contento di arrivare entro giugno all'approvazione del provvedimento. Forza Italia che premeva per il rinvio è felice di avere più tempo per esaminare ed emendare il testo.

"Una volta si bevevano il Verdicchio e il Rosatello. Adesso invece cercano di venderci il Verdinellum o il Rosatellum", commenta il senatore Maurizio Gasparri di Fi. "Comunque, non si illudano. Non ce la daranno a bere. È ineludibile il confronto con Forza Italia per una legge elettorale seria e non per ubriacature renziane". 

Sopraggiunge l'altolà di Pier Luigi Bersani che definisce il Rosatellum "l'ennesimo pasticcio".

Tuona con il suo no il Movimento 5 Stelle, che sul suo blog scrive: "Il Pd di Renzi pur di vincere vuole allearsi con Pisapia a Milano, con Alfano ad Agrigento e con Verdini a Firenze, senza che gli elettori se ne rendano conto leggendo la scheda sulla quale voteranno". E ancora: "È una legge abominevole e antidemocratica perché favorisce clientelismo e voto di scambio e dà un potere enorme ai capibastone locali, i De Luca di turno che sanno come muovere voti. La ciliegina sulla torta è l'assenza delle preferenze che consegnerà il Parlamento ai fedelissimi nominati da Renzi e dagli altri capi partito".

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