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Commissione d'inchiesta sulle banche: a cosa deve servire

Parere bipartisan all'istituzione che dovrebbe scandagliare i problemi dell'intero sistema bancario individuando anche i responsabili delle criticità

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La Camera dei deputati – Credits: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Arriva la tanto richiesta commissione d'inchiesta sulle grane del sistema bancario, compresa (ma non solo) Mps. A sostenerla lo stesso Partito democratico, che alla Camera ha presentato una mozione ad hoc, mentre il Senato ha annunciato per fine mese l'avvio dell'esame dei 13 disegni di legge depositati già a fine 2015 sull'onda delle polemiche per la risoluzione delle 4 banche.

L'istituzione della commissione richiederà, spiegano diversi senatori, almeno un paio di mesi ma al momento l'obiettivo di governo e maggioranza è quello di svelenire il clima politico per mettere per prima cosa in sicurezza il "decreto salva-risparmio", quello che consente tra l'altro il salvataggio pubblico del Montepaschi, che nel frattempo ha avviato il confronto col Tesoro, suo futuro azionista di controllo, sul nuovo piano industriale.

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I tempi
Il provvedimento, nelle intenzioni della commissione Finanze di Palazzo Madama, sarà analizzato e votato appunto entro fine gennaio, in modo da dedicarsi poi all'istituzione di una bicamerale che dovrà scandagliare i problemi del sistema bancario tutto, non solo di Siena, come voleva il M5S che aveva presentato al riguardo una "dichiarazione d'urgenza" per istituire una commissione d'inchiesta sull'istituto senese.

Gli obiettivi
L'intenzione della maggioranza, ha spiegato il presidente della commissione Finanze Mauro Maria Marino, è al contrario quella di lavorare su un testo unico, che analizzi il funzionamento del sistema del credito, focalizzandosi, come chiedono anche le mozioni votate nel frattempo da Montecitorio, sui casi più critici per accertare i responsabili dei crac che hanno portato finora al salvataggio prima delle vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti attraverso la risoluzione, e oggi a fare entrare lo Stato nel capitale di Mps, senza escludere la situazione delle due banche venete.

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Alla Camera la richiesta di istituire una commissione d'inchiesta, così come prevista dai testi di Fi, di Pd-Ap, Civici e innovatori, Sinistra Italiana, Lega e Ala è arrivata con ok bipartisan. Raccontano che sulla linea del Pd di appoggiare esplicitamente la commissione bicamerale, che accerti tutte le responsabilità e non solo quelle dei debitori, abbia spinto Matteo Renzi, arrivato ieri a Roma.

Con le mozioni si chiede anche che l'inchiesta parlamentare guardi anche "all'analisi delle insolvenze che hanno contribuito a determinare le crisi". Una sorta di "passo laterale" rispetto alla richiesta più esplicita di rendere "noti i principali debitori insolventi sia verso le banche sottoposte a una procedura di risoluzione sia nei confronti di quelle oggetto dell'intervento preventivo da parte dello Stato" contenuta nella prima versione della risoluzione.

Le posizioni politiche
Sul tema si registra una certa cautela anche nelle fila della maggioranza. Mentre le opposizioni cavalcano la necessità di assoluta trasparenza (con Fratelli d'Italia che ha già depositato una apposita proposta di legge) quello che è stato giàdefinito il "lodo Patuelli" sarà con ogni probabilità affrontato già con l'iter del decreto: "Ci sarà l'audizione dell'Abi, quella è la sede deputata, anzi: se arrivano con un testo abbiamo già qualcosa da cui partire" ha spiegato il presidente Marino. Intervenire per via normativa, spiegano anche fonti di governo, si può fare, in particolare sul fronte delle persone giuridiche, ma è un passaggio delicato che va bene approfondito per evitare che le eventuali "black list" si trasformino in una gogna.

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