Esteri

Via da Madrid: la Catalogna vota la secessione

A tappe forzate verso l'indipendenza, qualsiasi cosa decida la Corte costituzionale: la maggioranza che controlla il parlamento catalano fa sul serio

catalogna-indipendentisti-cup-barcellona

Gli indipendentisti di Candidatura d'Unitat Popular (Cup), Antonio Banos (sin.) e David Fernandez (des.), festeggiano i risultati delle elezioni del parlamento catalano, Barcellona, 27 settembre 2015 – Credits: EPA/QUIQUE GARCIA

Le due formazioni indipendentiste catalane, Junts pel Sí (il cartello elettorale del governatore Arthur Mas) e Candidatura d'Unitat Popular (CUP) di Antonio Baños  (una formazione di nuova sinistra che propugna l'indipendenza e la democrazia diretta), hanno messo a punto stamane un testo (scarica qui) che, dopo la probabile approvazione da parte del parlamento catalano, dovrebbe dare il via "al processo di fondazione di uno Stato indipendente e repubblicano" nei confini della Catalogna.

Che i promotori di questa iniziativa, vincitori delle passate elezioni legislative nella regione, facciano sul serio lo dimostra un altro passaggio: "Il processo di indipendenza non potrà essere sospeso  qualsiasi sia la decisione dello Stato spagnolo" e "qualsiasi sia la decisione che prenderà la Corte costituzionale spagnola". 

Si tratta di un documento di nove punti che prevede una marcia forzata della Catalogna verso il distacco da Madrid.

MANDATO INDIPENDENTISTA
Il mandato democratico ricevuto dagli elettori il 27 novembre, scrivono gli estensori, "è fondato sulla conquista della maggioranza dei seggi da parte di una serie di forze che condividono l'obiettivo di una Catalogna indipendente e sovrana".

CREAZIONE DI UNO STATO
Il secondo punto dichiara solennemente il via al processo di creazione dello Stato catalano, attraverso un processo costituzionale partecipato che contribuirà alla scrittura di una nuova Costituzione catalana.

NO ALLA SPAGNA
"Come depositari della sovranità ed espressione del potere costituente catalano, invitiamo questo parlamento a non sottomersi a qualsiasi decisione possa prendere lo Stato spagnolo e il suo tribunale costituzionale", che gli estensori considerano "privo di legittimità". 

L'ultimo punto di questo documento dichiara la volontà dei due partiti, che controllano il parlamento catalano,  "di dare il via alle negoziazione per rendere efficace il mandato indipendentista ricevuto dagli elettori". Lo Stato catalano, proseguono gli estensori di quello che potrebbe essere considerato il documento fondativo di un nuovo Stato in Europa, avvierà il processo di integrazione nella comunità internazionale e nell'Unione europea. 

Il premier spagnolo Mariano Rajoy dovrebbe parlare stamane, nel pomeriggio, dal palazzo della Moncloa.

© Riproduzione Riservata

Commenti