Le prime chiamate al numero di emergenza "15" arrivano poco dopo le 21,20. La notte più tragica per i servizi di emergenza sanitaria di Parigi è cominciata. Nove attacchi terroristici in poco più di mezz'ora metteranno a durissima prova la tenuta di uno dei sistemi di gestione dell'emergenza sanitaria più avanzati del mondo. 

Il caso vuole che proprio la mattina di venerdì 13 novembre si era svolta un'esercitazione antiterrorismo da parte del personale del SAMU, il servizio di emergenza ed urgenza medica della città metropolitana di Parigi. Tra le 21 e le 22,30 la simulazione si è trasformata in drammatica realtà. 

"Il problema è che noi siamo un popolo di pace. Un popolo che non è preparato a questo tipo di situazione, che non conosce più la guerra e invece adesso siamo in guerra…" Dichiarazione del medico d'urgenza Dr. Patrick Pelloux intervistato da France Info all'indomani degli attacchi terroristici a Parigi

Entro le 22,30 alla centrale operativa del SAMU de Paris veniva dichiarata l'entrata in vigore del "Plan Blanche", ossia il protocollo riservato alle urgenze di natura catastrofica. Tutte le strutture sanitarie (pubbliche e private) dell'area interessata sono coinvolte con effetto immediato per accogliere i coinvolti nell'evento. Tutti i mezzi di emergenza in servizio nell'area metropolitana di Parigi sono inviati sulla scena, mentre la copertura ordinaria del territorio è presa in carico dai mezzi di emergenza dei comuni limitrofi, convogliati su Parigi allo scattare del piano d'emergenza. La popolazione è invitata a non intasare le linee del numero di emergenza "15" per chiamate non urgenti. 

Il sistema SAMU (Service d'Aide Medicale Urgente), che fa capo alla centrale operativa AP-HP ( Assistence Publique des Hopitaux de Paris) coordina i mezzi di emergenza sanitaria, quelli che per primi sono giunti al Bataclan, allo Stade de France, nelle vie del centro sconvolte dalle sparatorie dei terroristi. Il sistema prevede un'ampia disponibilità di ambulanze di soccorso avanzato con medico e infermiere a bordo, caratterizzate dalla sigla SMUR (Service Mobile d'Urgence et Réanimation).

A fianco dei mezzi ospedalieri operano le ambulanze dei Vigili del Fuoco (Sapeurs-Pompiers), anche in questo caso con la presenza di personale medico a bordo. Mentre le ambulanze trattavano i feriti più gravi sul posto, il personale medico e infermieristico allertato si affrettava a raggiungere gli ospedali per operare in supporto ai colleghi di turno. Gli elicotteri del soccorso sanitario provvedevano a trasportare i medici dalla provincia verso la capitale. Anche il presidio della Sanità Militare è stato coinvolto nella maxi emergenza.

Quando le ambulanze bianche e rosse sono ripartite con i pazienti a bordo, la centrale operativa AP-HP aveva già predisposto l'accoglienza negli ospedali parigini di Paris-Salpetrière, L'Hopital Georges Pompidou, L'Hopital de la Lariboisière, L'Hopital Saint Antoine, L'Hopital Bichat e L'Hopital Beaujon. Alle 13,00  del 14 novembre il SAMU di Parigi diramava un comunicato stampa con l'entità dei ricoveri in seguito agli attacchi della sera precedente. Le cifre danno l'idea della catastrofe. 

-300 feriti presi in carico dagli ospedali coordinati dalla centrale AP-HP

- 80 pazienti in situazione di urgenza assoluta

-177 pazienti in stato di urgenza relativa

-43 pazienti tra testimoni e parenti accettati in stato di choc.

- 53 dimissioni di pazienti più lievi.

Alle ore 17,00 del giorno seguente il bollettino riporta le cifre del grandissimo lavoro svolto dal personale sanitario di Parigi. 

Nonostante 3 pazienti fossero deceduti per la gravità delle ferite riportate, ben 35 ricoverati sugli 80 critici, uscivano dalla terapia intensiva in meno di 24 ore.

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