Mark Peterson
Esteri

Donald Trump: le frasi sessiste che pesano sulla sua candidatura

Dopo lo scoop del Washington Post tutti prendono le distanze dal candidato repubblicano: il vice Pence, il partito, la moglie Melania. Ma lui non molla

"Vogliono che lasci ma non lo farò". Così Donald Trump, messo all'angolo dal suo stesso partito repubblicano, reagisce all'ultima pesantissima valanga che gli è caduta addosso a solo un mese circa dall'Election Day.

È una gaffe sessista quella che potrebbe costare al tycoon ogni speranza di arrivare alla Casa Bianca. Con l'ipotesi delle sue dimissioni per la prima volta di fatto sul tavolo. Dimissioni che gli sarebbero state chieste ai massimi livelli ma che Trump ha rifiutato: "I media e l'establishment vogliono farmi fuori. Ma io non mollerò mai".

A provocare la bufera, uno scoop del Washington Post che ha postato un video del 2005 in cui si ascolta la voce di Trump che parla con un famoso presentatore, Billy Bush, e usa espressioni volgari e offensive nei confronti delle donne. Donne che - a suo dire - subiscono il fascino di una star al punto da accettare qualunque avance. Del resto  - afferma Trump, forse ignaro del microfono acceso  - i personaggi famosi al gentil sesso possono fare quello che vogliono. E, come se non bastasse, al presentatore racconta anche quando tentò di molestare un donna sposata. Il tutto condito con parole ed espressioni molto volgari che sui media gli valgono il nuovo soprannome di "Groper in Chief", palpeggiatore in capo.

Ma, al di là delle battute, l'episodio rischia di segnare la svolta nella corsa alla presidenza degli Stati Uniti. Con un pressing senza precedenti all'interno del partito repubblicano perchè Trump si faccia da parte prima che sia troppo tardi, nonostante abbia chiesto pubblicamente scusa.

Spunta cosi' l'ipotesi di sostituirlo con il candidato repubblicano alla vicepresidenza Mike Pence. Una voce che col passare delle ore si rafforza, con decine di notabili del partito a chiederlo. Tanto che il tycoon - in gran segreto sotto torchio da parte dei vertici repubblicani - rilascia a sorpresa prima una intervista al Wall Street Journal per dire che non ha alcuna intenzione di mollare: "Non l'ho mai fatto nella mia vita. E tra la gente ho un seguito incredibile".

Poi con il tweet in serata. Parole drammatiche  che sono una conferma di come le prossime ore siano cruciali per le sorti della sua candidatura. Con il secondo dibattito che lo vedrà' contrapposto a Hillary Clinton che puo' diventare decisivo.

- LEGGI QUI COME È ANDATO IL PRIMO DIBATTITO

Da parte sua Pence, per molte ore in silenzio (ma i cronisti che lo seguono in campagna elettorale lo hanno descritto "fuori di sè e furioso"), alla fine ha rilasciato una dichiarazione in cui di fatto sembra scaricare il suo compagno di ticket: "Le parole di Donald Trump sono indifendibili. Mi sento offeso come marito e come padre". Parole durissime che le prossime ore diranno se essere il preludio di un clamoroso colpo di scena.

Intanto Pence si è rifiutato di partecipare al posto di Trump a un evento elettorale che era molto atteso, in Wisconsin, dove il tycoon sarebbe dovuto salire sul palco con lo speaker della Camera Paul Ryan. Ma tutto è saltato dopo che Ryan ha definito "disgustose" le parole del candidato repubblicano e dopo che quest'ultimo ha annunciato di rimanere a New York per prepararsi al duello tv.

Anche il capo del partito repubblicano, Reince Preibus ha parlato di "affermazioni oscene". Secondo le indiscrezioni è proprio lui in queste ore che starebbe inchiodando Trump alle sue responsabilià, anche per capire se ci sono strade alternative da seguire.

E grande imbarazzo anche per la moglie del tycoon, Melania Trump, che ha definito le parole del marito "inaccettabili e offensive". Del resto che non fosse una gaffe come tante altre il tycoon lo aveva capito subito, affidando prima a Twitter e poi ad un video delle scuse insolitamente immediate. Anche se a modo suo, parlando di "chiacchiere da spogliatoio e accusando Bill Clinton di aver detto cose ben peggiori delle sue.

Intanto, sempre su Twitter, Hillary Clinton, postando alcuni stralci del video-scandalo del rivale, lanciava un appello a tutte le donne americane: "Fermiamolo. Un uomo così non puo' fare il presidente".


L'unica che in queste ore sembra difendere a spada tratta il tycoon è la figlia Ivanka. Nonostante la Cnn tiri fuori una registrazione radiofonica di dieci anni fa in cui Trump spiega come non ci sia niente di male a definire la figlia (allora 24/nne) "un pezzo di f...." (AGI/ANSA)

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